Biennale di Venezia: Fare mondi – Making Worlds

Biennale di VeneziaFare mondi – Making Worlds” è il titolo della 53esima esposizione internazionale d’arte di Venezia.

La Biennale, anche quest’anno si articola tra gli immensi spazi dell’Arsenale e gli storici padiglioni dei Giardini. Questa edizione firmata da Daniel Birnbaum, il più giovane direttore che la Biennale abbia mai avuto, ci pone di fronte a mondi, che più che da fare appaiono spesso già fatti: dalle installazioni, ai video, ai giochi di luce, alla pittura. Il tutto si amalgama e dialoga a volte con buoni esiti, ma non sempre scatta la scintilla che dovrebbe creare nuovi, possibili, mondi. Per Daniel Birnbaum infatti un’opera d’arte è una visione del mondo e, se presa seriamente, può essere vista come un modo di ‘fare mondi’. Ma questi mondi, proposti in mostra, sono ordinati, composti, a volte troppo simili a quelli di altre Biennali. Tuttavia, e non è poco, la Biennale di Venezia quest’anno non annoia, anzi a tratti riesce addirittura a sorprendere, grazie anche ad una miriade di eventi ed esposizioni collaterali che sarebbe impossibile elencare.

Rimanendo nelle sedi classiche, partiamo dallo storico Padiglione Italia ai Giardini, sede del nucleo centrale della mostra Fare Mondi. Notiamo l’ingresso, segnato dalle Instruction Pieces di Yoko Ono che fornisce subito la chiave di lettura di tutta la mostra: un tentativo d’indagine delle potenzialità dell’arte come medium creativo nel Terzo Millennio. Gli spunti che l’esposizione fornisce sono molteplici, come nella migliore tradizione.

padiglione ItaliaLa mostra nell’ex Padiglione Italia trova diversi nuclei interessanti in una pittura declinata nelle diverse dimensioni da Gordon Matta-Clark, nelle illustrazioni di Öyvind Fahlström e nel disegno iconico-ironico di Pavel Pepperstein. L’attenzione per le arti figurative si colloca accanto a quello tipico della Biennale per le performance, da Gilbert and George a John Baldessari, e installazioni di grande potenza espressiva.

La visita dell’Arsenale implica un passaggio quasi obbligato al Padiglione Italia, quindi visitate prima i Giardini. Nei bellissimi e poco noti spazi dell’Arsenale si può idealmente concludere la visita con una passeggiata al Giardino delle Vergini, in cui, fra piante e ricordi di land-art, si trovano alcune sperimentazioni di Lara Favaretto e della francese Dominique Gonzalez–Foerster. Un cenno particolare merita, in fine, la proiezione alla Fondazione Bevilacqua La Masa, del video Fata Morgana di Rebecca Horn. Nella splendida cornice del Teatro La Fenice, l’opera A flying stone following the mercury carpet like a cloud, è un viaggio avvincente ed emozionante tra temi come l’amore, la follia, la morte, sostenuto da un’interpretazione di attori di talento come Donald Sutherland, Geraldine Chaplin e Valentina Cortese.