Come trovare la Venezia dei veneziani

rialto, veneziani, san pietro, graffiti, RekonTorno sulla questione dei graffiti a Rialto, e in altre zone della città, per comunicare che la caccia al writer, ingaggiata dai vigili, con l’operazione denominata “Low Pressure”, ha ottenuto una significativa vittoria con l’identificazione di “Rekon” che aveva imbrattando con il suo “tag” il Ponte di Calatrava, già nel 2008.
Ora è stato individuato dai vigili e denunciato, si tratta di un veneziano di 25 anni, studente dell’Accademia di Belle arti, che più di recente aveva lasciato “il segno” anche sul Ponte di Rialto e su molti altri muri tra San Polo, Santa Croce e Cannaregio.

Il Comune si è già costituito parte civile e chiederà un risarcimento danni tra i 30 e i 50mila euro.

Ogni tanto anche io, in questo blog, ho parlato di “Venezia dei veneziani”, ovvero della città più autentica, quella meno schiava del turismo, quella con le sue tradizioni e la sua quotidianità “normale”.

Su questa tematica, ma anche sulla Venezia “minore” e quella “insolita” vi segnalo uno speciale uscito sul numero di luglio di touringmagazine.it, segnalatomi dalla redazione del Touring Club Italiano.

Vi avevo promesso qualche foto dalla festa de San Piero de Casteo, ma purtroppo mi è morto il cellulare. In ogni caso ero alla prima serata e mi sono molto divertito. Vi ricordo che l’evento si protrae fino all’1 luglio.

Nuovi Nizioleti

Nizioleti.jpgI Nizioleti sono la tipica indicazione stradale veneziana. Il termine nizioleto significa piccolo lenzuolo e infatti queste indicazioni sono generalmente scritte in nero su fondo bianco. Si tratta di un piccolo rettangolo dipinto di bianco sugli intonaci delle case.
Insieme ad indicazioni più moderne, ma non sempre chiare e precise, sono uno strumento estremamente utile per i turisti, ma anche per gli stessi veneziani.

Grazie ai nizioleti sappiamo i nomi di ponti, calli e campi, oltre che la parrocchia in cui ci troviamo e, naturalmente, il sestiere.
Da tutta la vita ho sempre visto a Venezia due tipologie di nizioleti, quelli toponomastici e quelli di direzione, che oltre ad indicare i nomi riportano delle frecce e, in alcuni casi, invece di avere testo nero su fondo bianco, sono scritti in rosso scuro. Esistono poi dei cartelli metallici che riprendono forme e stile dei nizioleti, ma con diverse colorazioni.
Ad ogni modo i nizioleti sono un elemento estremamente radicato nel complesso tessuto urbanistico veneziano, a questa peculiarità cittadina si sono ispirati anche gli ideatori di una fortunata serie di fumetti storici dal titolo “I nizioleti raccontano”.

Di recente alcuni nizioleti sono stati, come avviene di continuo, ridipinti, per preservarne la leggibilità, questa volta però i caratteri sono stati modificati. Alcuni di questi nuovi nizioleti sono apparsi nelle vicinanze di casa mia, ma personalmente non me ne sono accorto, ho scoperto la cosa su Facebook, dove diversi veneziani, molti dei quali tra i miei contatti, commentavano le nuove indicazioni e, quasi unanimemente, le bocciavano per scarsa leggibilità del carattere scelto, e anche per la “bruttezza” dello stesso.
In realtà pare che la scelta del carattere non sia un’audace sperimentazione del Comune, quanto piuttosto frutto di una ricerca filologica che ha riproposto font del ‘700.

Operazione di recupero di cui effettivamente non si sentiva il bisogno, decisamente bocciata dai veneziani.

Nella foto i nuovi nizioleti.

Veneziani [quasi] famosi

Veneziani [quasi] famosi.jpgNelle librerie di Venezia, in questo periodo, fa bella mostra di se un libro che è stato uno dei regali delle feste, almeno sotto l’albero dei veneziani o di chi ama questa città.

Si intitola “Veneziani [quasi] famosi” ed è una simpatica raccolta di profili di personaggi famosi, noti, conosciuti e famigerati, nella maggior parte dei casi solo a Venezia.

Si passa dal sindaco, a professionisti, albergatori, ristoratori e gondolieri, ma non mancano barboni e personaggi decisamente singolari. Tutti però noti, conosciuti o quantomeno riconoscibili, da chi frequenta la città.

Ogni personaggio ha una scheda corredata da una foto, il suo nome, il suo soprannome e una descrizione.

Dal sottotitolo del volume “294 modi di vivere la città” si capisce meglio il significato di questa raccolta di personaggi.

Attraverso dei veneziani “noti” si suggeriscono possibili percorsi, scelte, attività, spesso insolite, da fare in città, ma si tratta soprattutto di 294 spaccati di vita, tra cui 20 maggiormente approfonditi per la loro maggiore rilevanza nel contesto urbano.

Un libro sicuramente curioso, per chi non conosce Venezia e la sua “fauna”, ma molto divertente ed interessante, sopratutto per chi vive quotidianamente la città e (ri)troverà nei Veneziani [quasi] famosi moltissimi volti noti, di cui magari scoprirà aspetti sconosciuti.

Titolo: Veneziani [quasi] famosi. 282 modi di vivere la città.
Autori: Fiorin Alberto, Giorgi Sebastiano, Rizzardini Alessandro
Editore: Studio LT2
Anno: 2010
Pagine: 196
ISBN: 8888028609

Ricerca sulle origini dei veneziani

dna.jpgSpesso scherzo con amici e conoscenti e dico che i veneziani sono in via d’estinzione. Effettivamente passeggiando per Venezia si sente parlare inglese, francese, spagnolo, arabo, giapponese, cinese, e un po’ tutti i dialetti italiani, è invece un po’ più difficile, sopratutto in certe zone, incontrare degli ‘indigeni‘.
Ora pare che anche degli studiosi americani si apprestino a considerare i veneziani come gli indiani di una riserva, come una specie in via d’estinzione.

Gli ultimi veneziani saranno infatti presto schedati e studiati dai ricercatori di un’università americana, che sabato gireranno per la città armati di tamponi e contenitori, preleveranno a chi si presterà alla cosa, campioni di dna.
Potranno sottoporsi solamente i maschi, di qualunque età, a condizione che siano veneziani doc, e abbiano quindi genitori e nonni veneziani. Questo per assicurare un valore ‘storico’ al campione genetico.

La “ricerca sulle origini dei veneziani“, promossa dalla National Geographic Society, e condotta dagli studiosi del Worcester Polytechnic Institute del Massachusetts, sarà uno dei momenti del “Funerale di Venezia” organizzato dal “movimento libero e apartiticoVenessia.com, ideato dal commerciante Stefano Soffiato, per “sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema dello spopolamento della città” scesa, come hanno evidenziato recentemente molti media, sotto i 60 mila abitanti.

Gli studiosi spiegano che la ricerca si prefigge di raccogliere campioni genetici su oltre 100 mila individui in tutto il mondo, allo scopo di “chiarire le origini delle popolazioni dell’Europa centro-occidentale”. In Italia, la ricerca si concentra sul patrimonio genetico dei veneti. “I dati raccolti serviranno ad avvalorare diverse teorie sulle origini dei veneti, sulla loro diffusione nel continente europeo e soprattutto sul loro insediamento nell’area dove oggi sorge Venezia”.

Il sindaco Massimo Cacciari taglia corto e bolla il “funerale” come “una stupidaggine”. Il patron dell’Harry’s bar Arrigo Cipriani è sostanzialmente d’accordo: “Farei piuttosto una festa di speranza”. Non farà neanche il test genetico: “Non mi pare una cosa seria, è una trovata goliardica”. Anche io, per quel che vale, la penso così, e poi sono veneziano solo al 50%.

Veneziani digitali

cittadinanza.jpgSono oltre diecimila i veneziani che si sono iscritti al servizio, attivato il 3 luglio dal comune di Venezia, che consente di collegarsi gratuitamente via wi-fi a internet in molte zone della città.
Tra i ‘cittadini digitali‘, che hanno fatto richiesta dei dati di accesso alla rete wi-fi, oltre al sottoscritto, che ha anche la fortuna di abitare a due passi da un hot-spot, anche una nonnina di 94 anni, e una bimba di 9.
Il sindaco Massimo Cacciari, intervistato dai principali Tg e giornali dichiara soddisfatto: “è impossibile pensare a una città nella quale siano insediate strutture all’avanguardia, universitarie o di ricerca, senza che vi sia una cablatura che consenta l’accesso alla rete”.
Ma non ci si ferma qui, si cercano infatti nuove intese tra comune e altri soggetti coinvolti, università ad esempio, per potenziare il servizio, costato finora 10 milioni di euro, che in alcune zone ancora ha una copertura scarsa o nulla.
Ricordo che la rete è disponibile anche ai non residenti, ma ottenere i dati di accesso agli hot-spot, avrà un costo di 5 euro al giorno.
Per festeggiare l’attivazione dell’atteso servizio, il Comune di Venezia ha realizzato il 3 luglio un originale evento, denominato “Bateocamp“: numerosi partecipanti, giornalisti, blogger e vip hanno percorso il Canal Grande a bordo di un vaporetto (battello o “bateo” appunto), testando la nuova rete con i propri computer portatili.
Arrivati alla fermata al Lido, è stato dato il via alla seconda parte dell’evento, una divertente caccia al tesoro in cui venivano spediti gli indizi, naturalmente tramite la nuova rete wi-fi, direttamente sui pc o sugli smartphone dei partecipanti.
Che dire, davvero un lancio in grande stile, speriamo che il servizio continui e venga ulteriormente potenziato nel tempo, già ora nelle zone più servite ci sono veneziani che stanno valutando di disdire le loro adsl, un risparmio non sottovalutabile in questo periodo di crisi.

Presentazione

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Mi chiamo Lorenzo sono nato a Venezia una trentina d’anni fa e, in questa bellissima città, vivo e lavoro ancora oggi. La amo molto e in questo blog spero di riuscire a farla conoscere un po’ meglio a tutti voi.
Venezia è una delle città più belle e conosciute del mondo, ma aldilà dell’immagine patinata da cartolina che spesso viene proposta dai media, pochi di quelli che non ci abitano la conoscono veramente. Sono molti i luoghi comuni su Venezia e sui Veneziani che cercherò di sfatare, dove necessario, in questo blog.
Tra gli aspetti che mi riprometto di trattare ci sono innumerevoli curiosità, leggente, tradizioni che penso possano essere molto interessanti. Io sono laureato in Conservazione dei Beni Culturali e, quindi, amo molto l’arte, l’architettura e la storia, specie quella della mia città, davvero ricca e che, spesso riserva sorprese davvero inaspettate.
Anche se, come detto, ho studiato storia dell’arte, oggi il mio lavoro è il consulente informatico, da qui il mio interesse per internet e la passione per i blog e gli altri strumenti di comunicazione online.
Quindi un blog che parli della mia città: della sua arte, della sua storia, delle mille curiosità e particolarità che offre è un modo per coniugare i miei interessi e condividerli con voi che, spero, mi leggerete e contribuirete con i vostri commenti e consigli a rendere davvero utile ed interessante questo spazio.