Gobbe o pissabraghe

strade, tradizioni, venessiaOgni pietra a Venezia ha una storia e un suo perché. Probabilmente passeggiando per la città lagunare avrete notato in qualche angolo nelle “gobbe” in malta o mattoni. Di che si tratta? Sono elementi che servono alla statica degli edifici o hanno altri ruoli?

Ci sono almeno due teorie su questi elementi, piuttosto comuni in città, se ne contano infatti a centinaia. 

Secondo alcuni sarebbero delle “gobbe antibandito”, ovvero elementi che impedivano ai malintenzionati di nascondersi in qualche angolo buio in attesa di sopraffare qualche mal capitato passante.

Altra scuola di pensiero vede in queste “gobbe” le cosiddette “pissotte”, o “pissabraghe”, ovvero un deterrente a chi vedeva in ogni angolo, specie se poco illuminato, un orinatoio.

Farla in un angolo con la “pissotta” oltre a dare minore privacy, rendeva infatti particolarmente vulnerabili agli schizzi d’urina.

E voi che ne pensate? Avete mai notato queste particolari “gobbe” in città?

 

AAA aspiranti veneziani cercasi

ca-farsetti.jpgCome avevo già anticipato, sabato c’è stato il funerale di Venezia, ma, come auspicabile, più che un funerale, è stata una festa. Un rito goliardico con tanto di orazione funebre davanti al municipio.

Nella bara rosa intenso, le spoglie di una Venezia che ormai sopravvive a stento e lotta contro l’assalto di 20 milioni di turisti l’anno.
Un corteo acqueo di imbarcazioni a remi lungo il Canal Grande, con tanto di portabara vestiti a lutto.

Il gruppo, arrivato davanti alla sede del municipio di Cà Farsetti a Rialto, ha letto telegrammi di cordoglio per una città scesa ormai al di sotto dei 60mila residenti, soglia minima che permette ad un centro abitato di definirsi città. Venezia insomma sarebbe declassata a paese?

In realtà il centro storico è frequentato quotidianamente da 150mila persone, ma questa è un’altra storia.
Dalla bara infatti, dopo l’orazione funebre, è uscita – colpo di scena – l’effigie di una Fenice, il mitico uccello che rinasce dalle proprie ceneri.

Si son levati canti, applausi e cori da stadio al grido di “Venezia, Venezia” per dimostrare che i veneziani sono tutt’altro che in via d’estinzione.

Intanto Venessia.com che ha organizzato il funerale lancia una nuova proposta “AAA aspiranti veneziani cercasi“, la raccolta di firme avviata dal social network tra tutti coloro che vorrebbero diventare cittadini di una delle città più belle al mondo ma, per vari motivi, non ne hanno l’opportunità. Le firme raccolte saranno consegnate a marzo, dopo le elezioni amministrative, al nuovo sindaco, per dargli un segnale forte che la città non è disposta e rassegnarsi a diventare una sorta di Disneyland. Una città solo per turisti.