La più cliccata dai turisti stranieri

turismo, turista, internet, viaggiQual è la città italiana più “cliccata” dagli stranieri? Beh, che domande fate… è Venezia!

Da una recente statistica pare che ben il 72% delle ricerche online fatte da turisti provenienti dall’estero riguardino proprio la città lagunare.

Venezia supera quindi, anche Roma e Milano, che registrano rispettivamente il 61 e il 56 per cento delle ricerche sul web, effettuate dai turisti stranieri. 

I dati sono stati raccolti ed elaborati da trivago.it, in occasione del Buy Tourism Online, la fiera del turismo 2.0 che ha aperto i battenti a Firenze. Lo studio ha preso in esame le ricerche di hotel effettuate online nelle 30 piattaforme internazionali di trivago nel periodo compreso tra l’1 novembre 2011 e il 31 ottobre 2012.

Le principali città d’arte italiane sono le mete più ricercate dai turisti internazionali. Dopo le citate Venezia, Roma e Milano nella classifica si trovano Pisa e Firenze, con un tasso del 48 e 45 per cento, seguono Verona (43%) e Napoli (34%). 

I numeri cambiano nel periodo estivo quando naturalmente sono le località balneari ad andare per la maggiore, nonostante le città d’arte continuino a difendersi più che bene.

Tra le mete tipicamente estive, la città che riscuote maggiore interesse tra i turisti 2.0 è Rimini, seguita da Riccione e Gallipoli.

Il Veneto ad ogni modo è la regione con il maggior numero di ricerche internazionali, con un tasso pari al 59 per cento, superando il Lazio e la Lombardia, che presentano quote rispettivamente del 57 e del 53 per cento. Segue la Sardegna con una percentuale di ricerche del 46 per cento.

 

Tutti in piscina

acqua alta, san marco, turistaDa bambino mi ricordo che le previsioni del tempo erano molto approssimative, spesso erano uno spunto umoristico, perché pareva accadere quasi sempre il contrario di quanto era stato previsto. Negli anni devo dire che hanno fatto grandi passi in avanti e, complice lo sviluppo tecnologico, ora le previsioni limitate al breve periodo (qualche giorno) sono quasi sempre esatte, o addirittura molto precise.

Ieri però il centro maree le previsioni le ha cannate alla grande, aveva previsto 120 cm di acqua alta e invece ne sono arrivati 150, una delle 6 più alte maree della storia di Venezia.

Molti i disagi, anche se ormai i veneziani sono pronti (quasi) a tutto, e i turisti si divertono, quasi “intontiti” dalla bellezza di una città così unica, al punto da scambiare piazza San Marco per una grande piscina, spogliarsi e farsi una nuotata… Non dirò nulla sul decoro della città, sulla stupidità umana, ecc… perché l’unica cosa che mi viene in mente è brrrrrrrrrr forse erano degli ibernisti… ma come si fa?

Ad ogni modo, molti disagi, qualche danno, ma pare nulla di grave, anche se di sicuro, una previsione più accurata avrebbe aiutato. Purtroppo l’ondata di maltempo, con vendo, pioggia, mareggiate, piene dei corsi d’acqua, ha causato altrove ben altri problemi.

 

Le macchinette della discordia

1191136760.jpgIl mondo a volte pare girare al contrario, e certe situazioni appaiono inverosimili. Di recente hanno fatto la loro comparsa nel campanile di San Marco dei distributori automatici di bibite e snack, che sono stati molto contestati, così come quelli che erano stati collocati qualche tempo fa nei pressi della Basilica di Santa Maria Assunta, nell’isola di Torcello.

La cosa bislacca è che le proteste non sono venute dalla curia, dal patriarcato di Venezia, o dalla diocesi, e neppure da veneziani o, tantomeno, dai turisti, che probabilmente apprezzavano la possibilità di sgranocchiare qualcosa di low cost in Piazza San Marco.

A rendere piuttosto surreale la vicenda è che ad installare i distributori automatici di bibite e merendine è stata proprio la curia patriarcale di Venezia.

Le macchine, a disposizione dei turisti che salgono sul campanile, sono state contestate invece dalla Soprintendenza, che ne ha chiesto la rimozione.

Vedremo come si concluderà la vicenda, ma che al decoro di monumenti, che va ricordato sono anche luoghi di culto, pensi più la soprintendenza che i vertici della chiesa veneziana, questo fa un po’ pensare.
Chissà se le monetine raccolte dai distributori verranno almeno usate per opere di bene.

Il Vaporetto dell’arte

vaporetto, turista, canal grandeC’è una nuova, moderna e stimolante, possibilità per chi visita Venezia ed è appassionato d’arte. Un viaggio alla scoperta di musei, tradizioni, storia e cultura, il tutto a bordo del “Vaporetto dell’Arte”.

Un tour lungo il Canal Grande dedicato ai turisti più esigenti in visita alla città lagunare. Non è un comune vaporetto, ma uno speciale “bateaux mouche” dotato di tutti i comfort, che da oggi partirà a intervalli regolari dalla stazione e attraverso una delle vie d’acqua più suggestive del mondo, il Canal Grande, farà tappa in tutti principali musei della città, fino all’isola di San Giorgio. Durante la Biennale, il vaporetto dell’arte allungherà poi il suo percorso e approderà anche ai Giardini e all’Arsenale.

Durante il tragitto informazioni storiche verranno proiettate a bordo su speciali schermi e, ad ogni tappa, i turisti potranno salire e scendere a loro piacimento, visitare le mostre senza fare la coda, e completare il tour dell’arte comodamente seduti in poltrona ascoltando tutte le informazioni sul patrimonio artistico che sfila davanti ai loro occhi. 

Il costo di questo moderno ed originale tour è di 24 euro (15 per i bambini fino ai 12 anni), e compreso nel prezzo c’è anche un welcome kit con una guida cartacea e vari sconti ed agevolazioni. Le 150 prenotazioni arrivate nei giorni scorsi, ancor prima del varo, sono un buon auspicio per il successo dell’iniziativa.

Pasqua Last Minute in laguna

79168809.jpgIntanto permettetemi un sincero augurio pasquale a tutti i miei lettori. Ricaricate le batterie, perché tra poche ore (almeno per la maggior parte di voi) si torna al lavoro.

Se in questi giorni, e magari proprio oggi, avete deciso di fare un salto a Venezia di sicuro avrete trovato molti spunti interessanti, il tempo non è stato dei migliori purtroppo, ma ci sono diverse mostre in città, oltre a palazzi, monumenti e musei per tutti i gusti, che non necessitano certo di una presentazione da parte mia.

Nel complesso, visto il tempo piovoso e la crisi economica, di cui è impossibile astenersi dal parlare, le presenze pasquali negli alberghi di Venezia, sono andate piuttosto bene, in gran parte pare grazie ai last minute: infatti il trend sembrava essere molto negativo fino a qualche giorno fa, ma poi è arrivata la piacevole sorpresa. A quanto pare gli italiani non hanno rinunciato a qualche giorno di festa, c’hanno solo riflettuto un po’ più del solito, ma alla fine sono partiti.

Rispetto allo scorso anno c’è stata una flessione nelle prenotazioni, ma la situazione è tutt’altro che negativa, in particolare se si prende in esame la presenza di stranieri, che pare addirittura essere in aumento.

Nel complesso, nonostante la categoria degli albergatori pare amare molto lamentarsi, l’80% delle stanze era occupate nei giorni del 7 e 8 aprile, e pure oggi sono sicuro che la città sarà piena.

Certo, l’andamento è ancora piuttosto altalenante e i viaggiatori sembrano propendere per soggiorni brevi, nei quali grande attenzione è riservata al rapporto qualità – prezzo, ma nel complesso il periodo pasquale si chiude positivamente, facendo ben sperare per il ben più importante appuntamento estivo.

 

Strafalcioni, notizie errate o totalmente inventate

1019987931.jpgQuello delle guide turistiche è un grosso problema, molto sentito a Venezia e nelle principali città d’arte italiane. Non ci si può improvvisare guida turistica, serve una preparazione specifica e un tesserino che la attesti.

Ma che le guide “abusive” contribuiscano a diffondere un’immagine estremamente distorta della città agli incauti turisti che vi si affidano, beh questo non me l’aspettavo.

Leggendo un articolo pubblicato ieri dal Corriere del Veneto, mi si è davvero aperto un mondo.

Le guide, soprattutto cinesi e dell’Est Europa, ma anche provenienti dalla Grecia, da Russia, Germania e Francia, descrivono il Fontego dei tedeschi come una vecchia sede della Gestapo. Il ponte dei Sospiri viene rinominato ponte dei Baci e secondo loro i veneziani muoiono giovani, massimo a 45 anni, a causa dell’umidità eccessiva. Sembrano barzellette o leggende metropolitane, ma pare proprio sia uno di quei casi nei quali la realtà supera l’immaginazione.

Per ogni guida autorizzata ce ne sono almeno cinque abusive e, soprattutto, molto impreparate. A lanciare l’allarme è l’Associazione guide turistiche di Venezia (Agtv): quelle ufficiali sono attualmente 220, le altre sono tutte abusive e muovono un giro d’affari di 300 mila euro al giorno. Per colpa di queste persone la Bocca del Leone viene equiparata da molti turisti a quella della Verità, e la Basilica, con il nome storpiato in Basilica di San Marco Polo, si racconta essere stata costruita con i mattoni provenienti da un cimitero ebraico. Piazza San Marco, inoltre, sarebbe stata inondata per secoli dal sangue dei condannati, e le isole della laguna avrebbero preso tutte il nome da ordini religiosi.

Versioni davvero fantasiose. Sarebbe interessante sapere chi le ha ideate, se esistono fonti, abusive, comuni, o ognuno improvvisa.

 

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Da oggi i turisti sono mecenati

1980057409.jpgTempo di crisi, mentre si discute del criticato (da più parti) contributo di solidarietà, a Venezia è stato introdotto un altro “contributo”, che a molti ricorda la lungamente discussa “tassa di soggiorno” per i turisti.

Su quella tassa non s’è mai trovato un accordo definitivo, ma è bastato cambiarle nome e fare un po’ di marketing per farla passare… come “contributo” appunto.

Ogni turista che soggiorna in laguna da oggi “contribuisce a sponsorizzare le bellezze di Venezia”: ecco il modo “elegante” e “market taro” che il Comune ha adottato per far sapere ai visitatori che ora godere della bellezza di Piazza San Marco o del Ponte di Rialto ha un prezzo.

Per ragioni di cassa, vista la grave crisi economica, la tassa di soggiorno, misura inserita nel federalismo municipale, è stata infine attivata, ma non colpirà i bus turistici in arrivo al Tronchetto, come si pensava inizialmente, bensì tutti gli ospiti degli alberghi della città, che assieme alla tariffa della stanza e dei servizi collegati, pagheranno un extra tra i 3 centesimi (per un camping) e i 5 euro (per hotel a 5 stelle), al giorno, per i primi cinque giorni di soggiorno.

L’idea è già realtà, ma ovviamente continua a far discutere e, non piace, in particolare agli stessi albergatori, chiamati loro malgrado a fare da esattori, tanto che l’associazione di categoria s’è decisamente avviata a percorrere la strada del ricorso al Tar.

Il Comune intanto prevede, a fronte di questa nuova entrata, di rimpinguare le sue casse con 8 milioni di euro nel 2011, e 23 milioni circa per i due anni successivi.

Venezia d’estate: consigli all’amico turista

79168809.jpgOggi è il primo giorno di Agosto, siamo nel pieno dell’estate e come ogni anno Venezia verrà invasa da moltitudini di turisti da ogni parte d’Italia e del mondo. Tanto denaro che entra nelle casse della città e nelle tasche di chi ci lavora, ma anche tanti problemi e disservizi.

Per cercare di rendere più sostenibile la vostra visita in città mi permetto di darvi qualche suggerimento.

Venezia è un grande isola pedonale, quindi giratela a piedi, non in bicicletta o con altri mezzi improbabili, come i pattini, preferite sempre, se possibile, le vostre gambe ai mezzi pubblici, anche per ragioni di tempi e costi.
Anche se siete liberi di camminare dove e come volete, ricordate che sarebbe preferibile tenere la destra, come se steste circolando in qualsiasi altra città italiana e nella maggior parte di quelle mondiali.

Evitate di sostare sui ponti per farvi delle foto, e se proprio non potete resistere siate almeno rapidi.

Siate sempre rispettosi della città che vi ospita, non si tratta di un parco giochi, ma di un luogo dove oltre ai turisti c’è gente che vive e lavora. Amate Venezia, rispettatela, non sporcatela, non girate mezzi nudi, ricordate sempre che siete in vacanza, divertitevi, rilassatevi e godetevi la bellezza e i ritmi della città.

Novità sulla tassa di soggiorno

sindaco, tassa, turistaIeri si è svolto, un po’ in sordina, a Venezia un incontro fra i sindaci del Veneto sui temi della fiscalità locale, il rispetto del patto di stabilità, la gestione dell’emergenza profughi e la questione della tassa di soggiorno.
A presiedere l’incontro c’era il presidente di Anci Veneto Giorgio dal Negro. Presenti, oltre al sindaco di Venezia Giorgio Orsoni e al vicesindaco assessore al Bilancio Sandro Simionato, i vicepresidenti di Anci Veneto Pierantonio Tomasi e Maria Rita Busetti, il direttore Anci Veneto Dario Menara, il sindaco di Belluno Antonio Prade, il neosindaco di Rovigo Bruno Piva e l’assessore del Comune di Padova Marco Carrai che ha sostituito il sindaco Zanonato.
L’incontro è stato promosso dall’Anci Veneto per dare avvio ad una virtuosa collaborazione fra i sindaci dei Comuni capoluogo del Veneto, atta ad affrontare i temi che in queste settimane stanno impegnando le diverse amministrazioni per “produrre idee condivise che possano essere guida per gli altri comuni del territorio”.
Tra i tanti temi sul tavolo, forse il più sfizioso o, perlomeno, il più discusso e discutibile, era sicuramente la tassa di soggiorno. Cosa s’è deciso quindi su questa annosa questione? La tassa, diciamolo subito, è vista con generale favore dai partecipanti all’incontro, ma naturalmente in fase di discussione non sono mancati i distinguo, sia in termini di modalità di applicazione che di regolamento nei diversi ambiti territoriali: “Fin dall’inizio – ha detto il sindaco Giorgio Orsoni – abbiamo creduto nell’opportunità di applicare una tassa di soggiorno, per questo, con il sindaco di Firenze, avevamo costruito una norma, poi superata, sulla falsariga di quella in vigore a Roma. Le città d’arte, Venezia in particolar modo, hanno necessità di gestire con una finanza dedicata l’immensa massa di turisti che ogni giorno arriva da ogni parte del mondo.
L’imposta sul soggiorno – ha continuato Orsoni – non grava minimamente sui cittadini e sarà accettata anche dalle categorie economiche che sul turismo vivono, perché il beneficio prodotto servirà appunto per una migliore gestione dei servizi anche a loro dedicati”.
C’è solo un problema, una criticità, un dubbio. Alcuni turisti, visto anche il periodo di crisi, potrebbero farsi scoraggiare da un’eventuale tassa e indirizzarsi verso altre mete, in quel caso si che il danno per chi (e sono tanti) vive di turismo a Venezia, ci sarebbe, e pure bello grosso.
Ad ogni modo, almeno per ora, si tratta solo di un nuovo capitolo che si aggiunge alle discussioni, niente ancora di definitivo, forse di questo passo non ci si arriverà mai e forse è un bene, anche se discutere tanto per poi non arrivare a nulla è comunque uno spreco, di tempo e denaro, ma a questo la politica c’ha fatto purtroppo abituare.

Siamo stati invasi

turisti.jpgSiamo stati invasi! No, non temete, si tratta di un’invasione (abbastanza) pacifica di turisti che ieri, per l’ultima domenica di Carnevale, sono arrivati a Venezia in ben 160000, un numero tanto più impressionante se si pensa che da recenti stime la popolazione della città arriva ad appena 60000 residenti.

Le presenze totali nell’intero weekend sono state poi ancora di più, si stima ben 250000. Numeri che hanno superato quelli, comunque di tutto rispetto, dell’edizione del Carnevale dell’anno scorso.

Tutta questa moltitudine umana ha fatto una toccata e fuga, infatti stando agli albergatori, “solo” 30000 avrebbero alloggiato, per una o più notti, nelle tante strutture ricettive lagunari.

Mi fanno un po’ ridere in questi giorni i commenti e le foto di amici e conoscenti su Facebook che se la prendono, nella maggior parte dei casi scherzosamente, con i turisti e con il “traffico umano” che un numero così elevato di persone provoca, specie in una città così particolare.

D’altra parte il rapporto del veneziano col turista è sempre stato un po’ “d’amore e odio”. La città in gran parte vive di turismo, ma i veneziani non sono particolarmente tolleranti, come ha simpaticamente ricordato anche Paolo Ganz in una recente presentazione del suo ultimo divertente libro “Venice Rock’n’ Roll”. In quel caso però il racconto era sull’intolleranza nei confronti della musica, ma il concetto non cambia di molto.

Ad ogni modo anche quest’anno il carnevale s’è confermato un grande evento internazionale e Venezia ha retto “l’assalto” di questa moltitudine che, alla fine, ha fatto ritorno a casa stanca, ma felice, così come presumo saranno molti ristoratori, albergatori e negozianti.