Novità sulla Sublagunare

sub-lag.jpgE’ da più di 10 anni che se ne parla, per alcuni è il treno del futuro, una grande opera capace di collegare sott’acqua la città di Venezia alla terraferma, per altri è solo fantascienza, per altri ancora è un’idea che, se realizzata, rischia di distruggere la città.

Ora, la Sublagunare torna d’attualità con la firma di un Protocollo d’intesa tra il sindaco Orsoni e la Camera di Commercio. che realizzerà entro il prossimo gennaio uno studio sulle ricadute socio-ecomomiche di quest’opera avveniristica, analizzando i flussi di mobilità, in chiave di aumento dei turisti, e l’interrelazione con gli altri mezzi di trasporto in vista di una rete integrata.

L’ambizioso progetto di questa metropolitana sottomarina, consentirebbe di collegare in soli 15 minuti il centro storico di Venezia all’aeroporto di Tessera.

Il Comune, guidato dal sindaco Giorgio Orsoni, stavolta sembra fare sul serio, ma prima di partire, vuol capire quali siano le ricadute sociali ed economiche di questa impresa, condividendo la scelta della sua eventuale realizzazione con la città.

Non si tratterà quindi di un’opera destinata a suscitare polemiche, come il Ponte sullo stretto di Messina o, per restare in laguna, il MOSE, ma bensì nascerà da una scelta condivisa sulla “mobilità del terzo millennio”, in una delle aree più delicata e complesse del nostro Paese.

Novità per i trasporti pubblici

bus.jpgIn Regione è stato deciso un nuovo approccio che potrebbe rivoluzionare l’attuale assetto dei trasporti pubblici nella provincia di Venezia e nelle altre province venete.

Ci saranno delle gare d’appalto per ciascuna provincia per affidare la gestione dei servizi di trasporto pubblico ed evitare le attuali sovrapposizioni tra linee urbane ed extra-urbane.

La Regione aveva già pianificato una gara per la riorganizzazione del sistema ferroviario metropolitano regionale, in particolare per le direttive del quadrilatero compreso tra Mestre, Padova, Castelfranco e Treviso. Si voleva individuare un unico gestore per ferrovia e sistema correlato di trasporto su gomma, anche in seguito alle indicazioni nazionali, questo non è però stato possibile, portando così la Regione a stipulare il contratto di servizio con Trenitalia per quanto riguarda il trasporto locale su rotaia.

Ma se l’idea iniziale della giunta non ha funzionato per le ferrovie, non è detto non sia applicabile a bus e corriere, ecco quindi mettere in gara tutto il servizio su gomma. Per il Veneto centrale la Regione ha stabilito di fare tre gare distinte, ma in totale le gare saranno sette per il trasporto pubblico su gomma a Padova, Treviso, Venezia, Belluno, Vicenza e Verona e le loro province.

A indire le gare sarà la Regione, visto che le Province sono, con poche eccezioni, azioniste delle aziende che gestiscono attualmente i trasporti provinciali e, quindi, ci sarebbe un conflitto di interessi.

I treni del Redentore

redentore.jpgLa Festa del Redentore è una tradizione Veneziana molto sentita ancora oggi, si celebrata la terza domenica di luglio e ricorda la costruzione per ordine del Senato veneziano, nel 1576, della Chiesa del Redentore quale ex-voto per la liberazione della città dalla peste che nel biennio 1575-1577, flagello la città provocando la morte di più di un terzo della popolazione.

Quest’anno, in occasione della Festa del Redentore in programma la notte tra sabato 17 e domenica 18 luglio, sono stati attivati due coppie di treni speciali per raggiungere la stazione di Venezia Santa Lucia.

Per utilizzare questi convogli, i viaggiatori dovranno munirsi di specifici biglietti ”Redentore 2010”, acquistabili nelle rivendite ferroviarie lungo la linea Adria-Venezia.

Con questa iniziativa i sistemi territoriali vogliono venire incontro a quanti desiderano partecipare alla ricorrenza religiosa e civile che appartiene da secoli alla storia della Serenissima.

Tornerò nei prossimi giorni a parlarvi della Festa del redentore e sabato, salvo imprevisti, parteciperò all’evento.

Poveri viaggiatori

treno.jpgIn questi giorni di freddo polare e di neve o, peggio, di pioggia ghiacciata, tv e giornali hanno raccontato molte storie di viaggiatori e pendolari bloccati per giorni in stazioni o aeroporti, spesso al freddo, quasi sempre in attesa di informazioni che non arrivano. La sventura che vi racconto ora è capitata a circa 200 viaggiatori che sabato notte sono saliti a Venezia sul regionale 2474 delle 23.56, l’ultimo treno della giornata per Treviso, Pordenone e Udine.
I guai sono iniziati già alla partenza, il treno infatti, pare a causa di problemi ai sistemi di chiusura e apertura delle porte, lascia Venezia a mezzanotte e mezza. Arriva regolarmente a Mestre e dopo pochi minuti riparte.
Duecento metri fuori dalla stazione, però, i passeggeri intravedono un bagliore sospetto provenire dalla linea elettrica. Il capotreno spiega che si è formato un “arco elettrico”. In pratica un eccessivo deposito di elettricità ha provocato la rottura del cavo, che infatti penzolava dalla linea aerea.
La mancanza di elettricità, oltre a costringere il treno a fermarsi, fa spegnere luci e riscaldamento. Fuori la temperatura intanto aveva raggiunto i 10 sotto zero.
Dopo un po’ arrivano le squadre di operai per ripristinare la linea. Non arrivano, però, generi di conforto per i passeggeri che chiedono insistentemente di essere riportati a Mestre per proseguire con altri mezzi. Alle 3 e mezza circa arriva un locomotore diesel, che aggancia il treno, non senza difficoltà, e lo fa tornare in stazione. Al punto di partenza.