Le macchinette della discordia

1191136760.jpgIl mondo a volte pare girare al contrario, e certe situazioni appaiono inverosimili. Di recente hanno fatto la loro comparsa nel campanile di San Marco dei distributori automatici di bibite e snack, che sono stati molto contestati, così come quelli che erano stati collocati qualche tempo fa nei pressi della Basilica di Santa Maria Assunta, nell’isola di Torcello.

La cosa bislacca è che le proteste non sono venute dalla curia, dal patriarcato di Venezia, o dalla diocesi, e neppure da veneziani o, tantomeno, dai turisti, che probabilmente apprezzavano la possibilità di sgranocchiare qualcosa di low cost in Piazza San Marco.

A rendere piuttosto surreale la vicenda è che ad installare i distributori automatici di bibite e merendine è stata proprio la curia patriarcale di Venezia.

Le macchine, a disposizione dei turisti che salgono sul campanile, sono state contestate invece dalla Soprintendenza, che ne ha chiesto la rimozione.

Vedremo come si concluderà la vicenda, ma che al decoro di monumenti, che va ricordato sono anche luoghi di culto, pensi più la soprintendenza che i vertici della chiesa veneziana, questo fa un po’ pensare.
Chissà se le monetine raccolte dai distributori verranno almeno usate per opere di bene.

Polemiche architettoniche da Torcello

torcello.jpgA Torcello vivono oggi soltanto alcune decine di residenti, da alcuni dei quali vengono le prime proteste nei confronti della Soprintendenza ai Beni ambientali e architettonici di Venezia, che ha recentemente approvato il progetto per la costruzione di una villa a due piani, in vetro ed acciaio, che dovrebbe sorgere proprio nell’isola che attualmente ospita solo edifici storici e case rurali.

La nuova villa, stando ai critici, finirebbe per sorgere in piena area archeologica. Recentemente poi, proprio nell’isola è stato bocciato il progetto di ristrutturazione di un casolare, che avrebbe avuto un impatto decisamente minore.

A chiedere di costruire la villa sarebbe stato un abitante della vicina isola di Mazzorbo, ma secondo alcune indiscrezioni non confermate, alla villa sarebbe interessata una delle massime autorità politiche veneziane a livello nazionale. Nessuna opposizione sarebbe al momento venuta dalla Regione del Veneto o dal Comune, anche se il sindaco ha chiesto maggiori informazioni sul discusso intervento.

Melograni a Burano

Burano è un’isola della laguna nord nota nel mondo fondamentalmente per tre cose:

  • Le sue tipiche case vivacemente colorate
  • La secolare lavorazione artigianale dei merletti
  • I suoi tipici dolci chiamati bussolai

Ma io oggi non vi parlerò di nessuna di queste cose, bensì di una iniziativa che riguarda la Fondamenta di Pizzo, uno dei luoghi dell’isola maggiormente frequentati da residenti e turisti, che è stato recentemente abbellito, con otto nuovi giovani alberi di Melograno.

Questi alberi sono stati scelti per la loro notevole qualità ornamentale, e per la buona resistenza alle malattie. Inoltre, anche raggiunta la maturità, non arriveranno ad un’altezza tale da entrare in competizione con le chiome di alcuni platani vicini.

L’intervento è stato compiuto nell’ambito del progetto che prevede l’impianto di 53 nuovi alberi nell’area di Burano, Mazzorbo e Torcello, in sostituzione di 28 piante abbattute negli ultimi anni, perché malate o pericolanti.

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Il Ponte del Diavolo

ponte-diavolo.jpg“Non il diavolo ma il tuo angelo ci preceda”. Così, il delegato patriarcale per Torcello, Don Ettore Fornezza, ha benedetto il Ponte del Diavolo, dopo la sua riapertura seguita ad un importante restauro.

Alla cerimonia, a cui è seguita una conferenza stampa, sono intervenuti anche l’assessore ai Lavori pubblici di Venezia, Mara Rumiz e il responsabile dell’intervento di restauro, l’architetto Roberto Benvenuti.

L’assessore Rumiz ha ricordato come il Ponte del Diavolo sia stato restituito alla città, nei tempi previsti, con un restauro rigoroso, anche grazie alla stretta collaborazione tra Comune di Venezia, Soprintendenza, impresa costruttrice e Magistrato alle Acque.

Questo restauro, secondo l’assessore, rappresenta anche l’impegno assunto dall’Amministrazione comunale per le celebrazioni della fondazione della Basilica di Torcello in occasione del Millenario.

Inoltre l’intervento testimonia un’attenzione crescente verso la comunità di Torcello, e questo è davvero l’aspetto che mi pare più importante, in un’ottica di salvaguardia e (soprattutto si spera) valorizzazione dell’isola: “Il prossimo impegno sarà quello di sistemare il percorso naturalistico che si estende dal Ponte alla Basilica” ha dichiarato concludendo l’assessore.

 

Torcello

torcello.JPGTorcello dopo Murano, Burano e il Lido, è probabilmente la più conosciuta delle isole della laguna di Venezia.
Si può raggiungere con la linea ACTV Venezia-Burano che parte dalle Fondamente nuove.
Quest’isola immersa nel silenzio è una delle mete per gli studenti di Venezia, fin dalle elementari, personalmente tutte le volte che ci sono andato è stato in gita scolastica, iniziando come detto, alle elementari, poi alle medie alle superiori e visto il mio indirizzo di studi pure all’università.
Effettivamente nonostante sia un’isola molto piccola le cose interessanti e storicamente rilevanti non mancano: ad iniziare dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta e dalla vicina chiesa di Santa Fosca, il cosiddetto trono di Attila, più probabilmente un seggio riservato ai magistrati incaricati di amministrare la giustizia. Il Ponte del Diavolo, (recentemente restaurato) che conserva la caratteristica forma priva di parapetti, comune nell’antichità a tutti i ponti veneziani.