La storia lo dirà

Lino Toffolo, navi, topi, teatro, gazzettino, Johnny Bassotto, DOMENICALINOLino Toffolo, personaggio molto amato dai veneziani e non solo, ha una rubrica da almeno 20 anni sul Gazzettino di Venezia, intitolata “DOMENICALINO”.

In uno dei suoi ultimi interventi ha scritto quella che ritengo una delle migliori fotografie della contemporaneità veneziana, per questo riproposta da molti miei concittadini su Facebook ed altri social network.

Per chi, magari non avendo veneziani nella sua rete di conoscenze, se la fosse persa, ecco il testo.

Gli animalisti, normalmente, difendono cani e gatti (che ormai hanno quasi l’anima) ma pantegane, scarafaggi e “mussati”: a morte! Avvelenati, fritti, ecc… a scelta. Le “Grandi Navi” certamente non fanno bene né alle rive né ai fondali. E tutti i motoscafi, barconi da trasporto, barche a motore in genere, che rendono, particolarmente il Canal Grande, a mare forza 8? Come giocare a pallone nel Museo Vetrario! Venezia, è nata a remi! Nessuno di quelli che nei secoli l’hanno inventata, prevedeva questa “soluzione finale!”. “Tutto serve per facilitare l’arrivo dei turisti!” che tra un po’ ne vedranno solo le macerie! Abbiamo un Dna troppo da poveri per capire cosa abbiamo ereditato. Siamo più i pronipoti della Rivoluzione Francese che dei Serenissimi! L’intelligenza superiore si suppone dalle opere! Pensate che noi, oggi, costruiremmo un Canal Grande? No! L’avremmo interrato, costruito case popolari e fatte arrivare le comode macchine per farci portare ai centri commerciali! Venezia è un prodotto magico e delicato che nessun “cosciente” darebbe in mano a “bambini o adulti mone”. Ed invece l’abbiamo noi! veneratori fondamentalisti del dio Denaro, che oltre a mascherine e souvenir tarocchi… siamo disposti a vendere anche “omissis”? La storia lo dirà! 🙂

www.linotoffolo.com

Grazie Lino

P.s.

Quanti di voi cari lettori di questo blog si ricordano Johnny il Bassotto?

 

L’invasione delle nutrie

nutria.jpgIl maltempo che ha messo in ginocchio il Veneto non ha colpito in modo particolarmente duro il veneziano, ma alcune conseguenze della vera e propria catastrofe abbattutasi sul vicentino si vedono anche in laguna.

Il maltempo, ha spinto le nutrie alla ricerca di terreni asciutti, lontani dai fiumi che sono straripati.

I grossi roditori (simili a piccoli castori) hanno così raggiunto e invaso Chioggia e l’area meridionale della provincia di Venezia.

Sono già state numerose le segnalazioni della loro presenza , e sono stati catturati esemplari anche di 8kg nei pressi di Mira, Cavarzere e Chioggia.

La principale operazione di cattura si è svolta nelle campagne attorno a Punta Gorzone, uno dei luoghi maggiormente colpiti dalle esondazioni dei giorni scorsi, dove sono stati catturati, in momenti diversi, 5 esemplari di grandi dimensioni.

Oltre a poter causare danni agli argini fluviali, le nutrie possono essere portatori di gravi malattie come la leptospirosi, ogni avvistamento va pertanto subito segnalato alla polizia o ai vigili del fuoco.

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Storie di gatti e topi

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Tra gli abitanti più rappresentativi di Venezia non possiamo dimenticare i gatti, che spesso possiamo incontrare inaspettatamente in qualche calle o spaparanzati, sornioni in qualche campo. A volte radunati in piccole colonie sfamate da anziane gattare, oppure viziati e a volte obesi relegati in qualche salotto. Sicuramente meno piacevole l’incontro che, specie la notte si può fare in qualche calletta… L’incontro con una pantegana, ce ne sono di belle grosse.
Ma la presenza di gatti e topi a Venezia non è per nulla casuale o banale, affonda le sue radici nella storia della città.
I mercanti Veneziani riportavano sete e spezie dall’oriente, ma nelle stive delle navi spesso si intrufolavano dei pericolosi clandestini. I topi, pericolosi perché portatori della peste. Pantegana, infatti, è un termine che deriva dal Greco pontykòs e significa proprio proveniente dal Ponto, ossia dall’oriente. I topi veneziani, quindi sono di origine asiatica. Come detto i topi portavano la peste e Venezia ha dovuto affrontare in più occasioni questa piaga, come testimoniano ancor oggi chiese come quella del Redentore o della Madonna della salute, erette proprio come voto per la salvezza della città dalle pestilenze. Ma i veneziani son sempre stati persone pratiche e, oltre ad affidarsi alla fede, hanno escogitato altri rimedi, semplici quanto geniali. Per ridurre il rischio che i topi portassero la malattia andavano ridotti e, per farlo, quale metodo migliore che importare, stavolta dalla Dalmazia il loro nemico tradizionale: il gatto.
Ed ecco che i gatti sono così diventati parte integrante della città. Oggi spesso i gatti si sono impigriti e non cacciano più i topi, ma per fortuna il numero di quest’ultimi è molto ridotto e la loro pericolosità limitata.