Tessera City

PAT, tesseraPare ormai, almeno in Veneto, che si stia delineando una tendenza piuttosto strana da capire, almeno per molti. Anziché investire piccole cifre per interventi ordinari nelle città, per migliorare i servizi e valorizzarne le tante eccellenze, si trovano ingenti risorse per finanziare faraonici progetti seguiti da immancabili polemiche.

Dopo la cosiddetta “Veneto City” di cui si continua a discutere su più fronti sempre in modo estremamente agguerrito, ultimamente si parla della “Tessera City” un altro progetto di un nuovo centro urbano, molto centro commerciale e parco giochi, poco città.

Tessera-City, nell’intenzione dei suoi sostenitori, sarà un villaggio dello sport, del gioco e del divertimento che sorgerà vicino all’aeroporto di Tessere, dove ogni anno sbarcano milioni di turisti da ogni parte del mondo. 

Oltre 200 ettari di terreni, circondati da boschi e parchi, destinati ad accogliere, lo Sport Village e il nuovo stadio, la nuova sede del Casinò in terraferma, e naturalmente tante nuove, immancabili strutture ricettive: alberghi, ristoranti parcheggi e negozi. Il Comune lo ha deciso fra mille polemiche dopo l’approvazione definitiva del nuovo Pat (Piano di assetto del territorio) su cui la maggioranza di centrosinistra si è spaccata per il voto contrario del consigliere di Rifondazione Comunista Sebastiano Bonzio. Il sindaco Giorgio Orsoni ha minimizzato, dichiarando che il Pat è stato approvato con una maggioranza solida.

Ma naturalmente ad essere scontenti sono in tanti. Chi invece crede in questa nuova “City”, la vede come la salvatrice di Marghera come polo industriale e del lavoro.

Trovare investitori per progetti a Marghera era infatti difficile, vista l’incertezza sulla destinazione d’uso degli spazi, ma la finalità di Tessera City sarà chiara fin da subito, sarà una sorta di grosso Luna Park, e a chi controbatte, compresi molti esponenti politici, che invece sarà una città vera e produttiva, non rimane che rimandare la discussione di qualche anno, portando avanti un esercizio che la politica troppo spesso pare aver dimenticato, ovvero il discutere su fatti reali.

 

Un miliardo per l’aeroporto

Tessera, people mover, tramGrandi progetti, tante polemiche. Alta velocità, tram, sublagunare, monorotaie, progetti, molti dei quali forse resteranno tali, altri già realtà, non senza problemi, dubbi, polemiche, ma queste opere portano nuovi posti di lavoro e, in alcuni casi, sono perfino utili.

Nei prossimi vent’anni si potrebbe assistere ad una vera e propria rivoluzione, o almeno questo è il “sogno” di Enrico Marchi, presidente di Save, la società degli aeroporti di Mestre e Treviso. 

In questi giorni, dopo due anni di lavoro e grazie al co-finaziamento dell’Unione Europea il masterplan del raddoppio dell’aeroporto veneziano Marco Polo, di Tessera, è stato ufficialmente presentato alla città. 

L’aeroporto di Venezia è già uno dei maggiori scali italiani per numero di passeggeri, ma nel prossimi vent’anni le sue strutture, se tutto fila liscio, potrebbero addirittura raddoppiare, e non solo quelle.

Il tram, già attivo a Mestre, arriverà fino a Piazzale Roma a Venezia e l’attuale terminal aeroportuale sarà collegato alla stazione sub lagunare, la cui realizzazione è ancora una notevole incognita, per fattibilità, costi e volontà politico-amministrativa. 

Alcune delle idee dei vertici di Save potrebbero sembrare fantascienza, ma in realtà, il più grande, se non l’unico dubbio, non è tecnico, quanto piuttosto economico.

L’investimento previsto sarebbe infatti di 1 miliardo di euro e, anche se gli interessi sono notevoli, e di conseguenza gli investitori non mancano, non si tratta certo di una cifra facile da mettere assieme.