Danneggiata opera al centro Pinault

kandor.jpgA fine Dicembre al nuovo centro d’arte contemporanea Francois Pinault Fondation di Punta della Dogana a Venezia un 66enne vicentino ha danneggiato l’opera di ispirazione fumettistica “Kandor’s Full Set” di Mike Kelley, che riproduce la città di Kandor, capitale di Krypton, pianeta natale di Superman.

L’uomo che sarebbe a sua volta un artista e un critico d’arte è stato ripreso dalle telecamere dell’impianto di sicurezza mentre staccava e sottraeva una parte dell’opera, in particolare una delle due torri della “Città rossa”.

Identificato in seguito grazie alle riprese, il colpevole è stato denunciato per furto e danneggiamento.

Non risulta abbia dato una spiegazione chiara sul perché del suo gesto, ma pare solo l’abbia definito “uno spiacevole incidente”. Che sia stato un intervento artistico, di protesta o più semplicemente un gesto vandalico credo vada in ogni caso stigmatizzato.

Arte Made in Taiwan

Temple-of-Sublime-Beauty.jpgSi è conclusa ieri a s. Giovanni e Paolo la mostra Temple of Sublime Beauty, ma visto che l’ho trovata piuttosto interessante ve ne parlo comunque, e per visionare le opere dell’artista Yang Mao-Lin vi rimando al sito: http://www.mocataipei.org.tw/

La mostra, curata da Felix Schoeber era un evento collaterale alla 53° Biennale d’arte di Venezia, allestita in sala S. Tommaso in campo s. Giovanni e Paolo all’ombra del monumento equestre del Colleoni.

Entrando (gratuitamente) nella sala, in cui in passato ho visitato altre mostre, generalmente di opere di paesaggisti veneziani, balzavano subito agli occhi personaggi ben noti a me come a molti trentenni e quarantenni, personaggi della cultura pop nipponica ormai globalizzata, come Mazinga o Goldrake e altri, forse meglio noti ai più giovani, come quelli di DragonBall.

L’artista Taiwanese Yang Mao-Lin, che ha sottotitolato la sua mostra “Made in Taiwan” ha indagato, prevalentemente con sculture in legno o bronzo (in parte dorato), un aspetto spesso poco trattato da chi si occupa di tv o di cinema. Ha analizzato personaggi dei manga orientali, ma anche icone del grande schermo e della cultura occidentale come King Kong e Superman in cerca di elementi di religiosità che ha evidenziato poi nelle sue opere. Scopriamo così, in personaggi spesso, almeno in Italia, etichettati con un riduttivo “per ragazzi” elementi socio-culturali interessanti, d’altra parte Superman nacque durante la prima grande depressione americana e la prima generazione dei robot giganti giapponesi seguirono ai traumi della bomba atomica.

L’artista raffigura poi personaggi estremamente popolari come il Goku di DragonBall nelle vesti di un Buddha prossimo all’illuminazione e robot ed eroi che la raggiungono nell’unione con la donna amata, cosa che non riescono quasi mai a fare sullo schermo. Una ricerca curiosa insomma quella di Mao-Lin, che indaga aspetti poco trattati. Questa proliferazione di elementi semi-religiosi e di ibridazione tra cultura alta e bassa sono limitati all’estremo oriente o fanno ormai parte di una cultura globalizzata?