Vivere e studiare a Venezia

794985075.jpgVenezia è una città complessa, per molti versi davvero unica, una sola voce non basta di certo quindi per raccontarla, ecco l’idea di far nascere una nuova rubrica in questo blog, e di affidarla ad una persona che potrà raccontarvi la città da un diverso punto di vista.

Si chiama Roberta, è una studentessa universitaria fuori sede che a Venezia vive, studia e lavora, che altro c’è da dire…? Lascio la parola a lei per le presentazioni di rito.

 

Cari amici naviganti di web e di gondole,

sono Roberta, il vostro Achab dei prossimi tempi e farò di tutto per guidarvi tra le calli di Venezia (e della mente) con l’intento di suggerirvi – una volta a settimana – gli attracchi migliori di questa città. Sono una studentessa di Arti Visive del ben più rinomato IUAV di Venezia, mi sono trasferita qui tre anni fa e per il momento non ho voglia di andarmene. Insomma è giunto il momento che io scriva qua per sussurrare confidenze a tutti gli orecchi attenti e allora, chi vorrà, sentirà. 

Vorrei anzitutto consigliarvi dei posti ad hoc dove potrete trovare nutrimento per lo stomaco a modici prezzi e totalmente gratuito per l’anima ed il cuore.

Poi, sempre per il cuore, sarà bene chiacchierare un poco d’arte, quindi delle mostre che si possono visitare a Venezia e di tutte quelle associazioni che offrono possibilità di interazione attraverso workshop, stage e quant’altro. Per la questione “arte”, mi raccomando alla sindrome di Stendhal, se ne doveste avvertire i sintomi, limitatevi ad un breve giro ai giardini della Biennale.

E ancora mi piacerebbe aiutarvi, nel caso siate studenti come me, a trovare tutte le possibili realtà lavorative che la città offre a chi non può impegnarsi totalmente in un lavoro.

Se riuscirete infine ad avere a cuore Venezia come ce l’ho io, la mattina non vi sembrerà più di uscire di casa ma le calli e i campi veneziani saranno diventati le stanze e i corridoi di casa vostra. Prenderete il caffè al bar come foste in cucina e comprerete il giornale all’edicola come fosse la vostra libreria. Magari vi renderete conto che è una città che puzza, o come ha detto un bimbo l’altro giorno (probabilmente un gran conoscitore di Tiziano Scarpa!), Venezia è un pesce… marcio. Ma è marcio solo perché è qui da tanto e alla fine, ci si affeziona pure a lui.

 

Una grande bacheca di annunci

annunci-affissioni.jpgNon so bene quanto questo fenomeno sia diffuso nella altre città. Sinceramente non c’ho mai fatto molto caso. Sarà che Venezia è una città universitaria, sarà che è piena di negozi e un buon numero di questi chiudono, magari temporaneamente per restauri, sarà che in questa città ci si sposta soprattutto a piedi, quindi questo fenomeno si nota di più e, per chi sfrutta questo veicolo ‘pubblicitario’ è sicuramente più efficace. Sto parlando delle affissioni, naturalmente abusive, di annunci di ogni tipo, spesso su vetrine di negozi chiusi, ad opera, soprattutto di studenti che cercano casa o coinquilini con cui dividere stanze, ecc… Non mancano ovviamente quelli che vendono libri, che offrono corsi di lingua o servizi di traduzione, ripetizioni, baby sitter, annunci di lavoro par-time, vendita di mobili, tv, ecc… Ce ne sono per tutti i gusti, ma questi annunci non si limitano alle piccole bacheche previste nelle sedi universitarie, dilagano su muri, sulle impalcature, e soprattutto per la semplicità di fissare la carta col lo scotch sulle vetrine di ogni parte della città. A volte è quasi divertente e anche utile poter accedere a questa grande quantità di annunci di tutti i tipi, ma altre volte pare che la situazione sia davvero sfuggita di mano e che il decoro di certe zone ne risenta non poco.