Gobbe o pissabraghe

strade, tradizioni, venessiaOgni pietra a Venezia ha una storia e un suo perché. Probabilmente passeggiando per la città lagunare avrete notato in qualche angolo nelle “gobbe” in malta o mattoni. Di che si tratta? Sono elementi che servono alla statica degli edifici o hanno altri ruoli?

Ci sono almeno due teorie su questi elementi, piuttosto comuni in città, se ne contano infatti a centinaia. 

Secondo alcuni sarebbero delle “gobbe antibandito”, ovvero elementi che impedivano ai malintenzionati di nascondersi in qualche angolo buio in attesa di sopraffare qualche mal capitato passante.

Altra scuola di pensiero vede in queste “gobbe” le cosiddette “pissotte”, o “pissabraghe”, ovvero un deterrente a chi vedeva in ogni angolo, specie se poco illuminato, un orinatoio.

Farla in un angolo con la “pissotta” oltre a dare minore privacy, rendeva infatti particolarmente vulnerabili agli schizzi d’urina.

E voi che ne pensate? Avete mai notato queste particolari “gobbe” in città?

 

Venezia è la città più ecomobile

share.jpgIl 2010 si è appena concluso ed è tempo di bilanci. Secondo l’associazione dei “mobility manager” Euromobility, Venezia nel 2010 è stata la città italiana con la migliore mobilità sostenibile.

Nel “Rapporto Mobilità“, sono stati riportati i risultati della valutazione dei sistemi di mobilità urbana di 50 città italiane ed è stata indicata in Venezia la migliore dal punto di vista della sostenibilità.

L’anno scorso la città lagunare era risultata sesta in classifica, ma nel 2010 ha battuto Bologna, vincitrice del 2009. Le motivazioni della vittoria si riassumono in un trasporto pubblico che funziona, importanti innovazioni nella gestione della mobilità come il car sharing e il bike sharing, una riduzione dell’indice di motorizzazione e un significativo aumento nella diffusione delle auto a gas.

Oltre a questi importanti aspetti, Euromobility, ha esaminato anche la situazione del trasporto pubblico, l’offerta di piste ciclabili e l’introduzione di strumenti per la gestione intelligente del traffico. È significativo il fatto che tra le prime dieci città in classifica, nove appartengano al Nord e solo una sia del centro e che, ben quattro, si trovino in Emilia Romagna, il che testimonia la spiccata sensibilità della regione alle tematiche della mobilità.

Novità per i trasporti pubblici

bus.jpgIn Regione è stato deciso un nuovo approccio che potrebbe rivoluzionare l’attuale assetto dei trasporti pubblici nella provincia di Venezia e nelle altre province venete.

Ci saranno delle gare d’appalto per ciascuna provincia per affidare la gestione dei servizi di trasporto pubblico ed evitare le attuali sovrapposizioni tra linee urbane ed extra-urbane.

La Regione aveva già pianificato una gara per la riorganizzazione del sistema ferroviario metropolitano regionale, in particolare per le direttive del quadrilatero compreso tra Mestre, Padova, Castelfranco e Treviso. Si voleva individuare un unico gestore per ferrovia e sistema correlato di trasporto su gomma, anche in seguito alle indicazioni nazionali, questo non è però stato possibile, portando così la Regione a stipulare il contratto di servizio con Trenitalia per quanto riguarda il trasporto locale su rotaia.

Ma se l’idea iniziale della giunta non ha funzionato per le ferrovie, non è detto non sia applicabile a bus e corriere, ecco quindi mettere in gara tutto il servizio su gomma. Per il Veneto centrale la Regione ha stabilito di fare tre gare distinte, ma in totale le gare saranno sette per il trasporto pubblico su gomma a Padova, Treviso, Venezia, Belluno, Vicenza e Verona e le loro province.

A indire le gare sarà la Regione, visto che le Province sono, con poche eccezioni, azioniste delle aziende che gestiscono attualmente i trasporti provinciali e, quindi, ci sarebbe un conflitto di interessi.

Supermulta dell’Antitrust

445057943.jpgL’Antitrust ha inflitto una sanzione da 150.000 euro ad ognuna delle due società autostradali (Cav e Autostrada Venezia-Padova) per non aver informato adeguatamente gli utenti sul maxi-ingorgo che ha paralizzato il nuovo Passante di Mestre il 1° agosto scorso.

Dei problemi dovuti all’esodo ferragostano avevamo già parlato in questo post: Passante di Mestre al collasso.
Tutto sommato, come avevamo detto, poteva andare anche peggio, trovar traffico in quei giorni è inevitabile e il passante non può fare miracoli, ad ogni modo i disservizi ci sono stati ed ora si è arrivati a questo provvedimento senza precedenti in Italia. Le società di gestione finora, nel nostro paese, s’erano sempre sottratte alle loro responsabilità anche nel caso di blocchi davvero gravi, come per le notti trascorse sull’Appennino da migliaia di automobilisti a causa delle nevicate negli anni scorsi.

La decisione dell’Antitrust non è conseguenza degli ingorghi, va detto prevedibili, ma è bensì motivata dalla mancanza di adeguate informazioni sulle condizioni del traffico e dall’incapacità di gestire la situazione che si era venuta a creare. Queste mancanze hanno infatti causando disagi e disservizi ancora maggiori, ed è per questa carente capacità di gestire le criticità e di comunicare con gli utenti in modo efficace che ora arriva la sanzione record.

Il presidente del Veneto Galan ha definito la multa di 300.000 euro “da cabaret”, chissà se anche le società che gestiscono il passante se la ridono.

Passante di Mestre al collasso

passante.jpgEsodo estivo Vs Passante di Mestre 1 a 0. Le code chilometriche dell’esodo estivo del primo Agosto hanno fatto collassare il passante di Mestre.
La grande opera è andata in tilt a solo un anno dalla sua inaugurazione e ha intrappolato per ore migliaia di persone in una lunga coda, pari solo alla scia di polemiche che son seguite.
L’opera, nelle intenzioni dei suoi ideatori, avrebbe dovuto liberare Mestre da ingorghi e blocchi stradali, ma, se si guarda l’ultimo weekend si è rivelata un flop. Non ha retto alla voglia di vacanza degli italiani.
Mentre l’Anas annuncia un’indagine per capire come sia andato storto, il presidente del Friuli Venezia Giulia replica e polemizza: “Cosa c’è da indagare? E’chiarissimo cosa non ha funzionato. Il problema è la terza corsia in A4“.
Chi usa il passante, infatti, superata Mestre si deve immettere nell’A4, passando da una strada a cinque ad una a due corsie: ecco l’imbuto che crea la criticità emersa prepotentemente il primo Agosto.
Concorda con questa tesi anche il presidente della regione Veneto Galan che però, innervosito, se la prende anche coi media che, a suo dire, han dato troppa visibilità ad una giornata di code. Effettivamente, c’è da dire che prima del passante, era la normalità in giorni ben meno caldi del weekend appena conclusosi.
Ad ogni modo, per evitare che il sistema autostradale del nord-est collassi nuovamente il prossimo fine settimana l’Anas ha chiesto alle società concessionarie di predisporre un piano che preveda la “ripartizione del traffico tra passante e tangenziale di Mestre” e di “migliorare le indicazioni per turisti ed utenti“.
Il prossimo fine settimana sarà il peggiore dell’anno in quanto a traffico… da bollino nero! Le polemiche si accompagnano quindi a crescenti interrogativi: cosa accadrà il prossimo weekend, quando a partire sarà la maggioranza degli italiani?