Quattro amiche e un orto

orto.jpgMi era già capitato di raccontare degli orti di Venezia parlando dell’Associazione Culturale Spiazzi, stavolta vi racconto un’altra storia su uno spazio verde coltivato con passione.
In realtà anche questa vicenda è collegata all’attività di Spiazzi che ha incoraggiato le protagoniste dell’impresa.

Il luogo di cui parlo si trova in fondamenta del Battello a Cannaregio, poco distante dalla chiesa della Madonna dell’Orto. Nel giardino di una casa comunale, un pezzo di terra di appena 10 metri quadrati, quattro amiche, fra i 40 e i 50 anni, veneziane d’adozione, condividono la loro passione per la coltivazione della terra.

In questo piccolo giardino della casa comunale in cui abita una di loro, Eliana Caramelli, fiorentina d’origine, veneziana da vent’anni, si sperimenta con ottimi risultati la coltivazione sinergica, che sfrutta i rapporti che si instaurano tra le piante, per cui una aiuta l’altra nel nome della biodiversità.

La scorsa estate, ed era il loro primo approccio alla coltivazione casalinga, il raccolto ha fruttato alla grande ed Eliana non ha mai comprato verdure, mangiando solo quelle del suo orto e regalandone ad amici e vicini, decisamente contenti della cosa.

Quest’anno è andata meno bene, a causa del tempo, ma l’avventura continua.

Spiazzi Verdi a Venezia

orto.jpgIeri ascoltando il Tg3 della mia regione ho sentito una notizia interessante che ho poi approfondito con delle ricerche in rete. Ho scoperto così un’iniziativa portata avanti a Venezia che non conoscevo e che trovo davvero molto valida.

L’Associazione Culturale Spiazzi sta recuperando una tradizione veneziana ormai in parte dimenticata, quella degli orti, oggi orti e vigne trovano spazio a Mazzorbo, Torcello e in altre isole, ma pochi sanno, che anche grazie al lavoro portato avanti dall’associazione ci sono spazi che vengono coltivati anche nel centro storico di Venezia, come ad esempio dietro la Chiesa delle Zitelle alla Giudecca.

D’altra parte, come ci viene ricordato da citazioni e riferimenti storici sul blog dell’associazione, i campi di Venezia devono il loro nome al fatto che un tempo erano veri e propri campi, anche coltivati, la stessa piazza San Marco era un tempo ricoperta d’erba e alcune zone, come quella di Santa Marta erano delle specie di boschi. Inoltre praticamente ogni convento aveva il suo orto.

L’associazione con incontri e corsi di agricoltura sta quindi cercando di riavvicinare i veneziani, sopratutto i più giovani, al rapporto con la terra e i suoi preziosi frutti.

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