L’isola di Sacca Sessola

isolaPer il ciclo di post dedicati alle isole della laguna, oggi vi parlo dell’isola delle rose, più nota come Sacca Sessola.

Si tratta di una delle più giovani e grandi isole della laguna, è infatti un’isola artificiale di circa 16 ettari, realizzata nella Laguna Sud, tra il 1860 e il 1870 usando il materiale derivante dagli scavi per l’ampliamento del porto commerciale di Santa Marta. 

Sacca Sessola venne destinata inizialmente a deposito di combustibili e quindi convertita a finalità agricole, con orti, roseti e vigneti. 

Il suo nome è composto da “sacca”, ovvero isola artificiale, come la più nota Sacca Fisola, e “sessola”, visto che la sua forma ricorda l’omonimo strumento usato dai veneziani per eliminare l’acqua dal fondo delle barche.

Inizialmente quest’isola era di proprietà della Regia Amministrazione, che la diede in gestione al Comune di Venezia con una convenzione stipulata il 2 luglio 1875; l’Ente adibì l’area a capannoni per il Deposito Generale dei Petroli, ma questa attività venne definitivamente dismessa nel 1892. 

Si pensò quindi a usare l’isola come sede per un ospedale specializzato nella cura di malattie contagiose. Dopo molti anni di attività, nel 1979, l’ospedale chiuse e per l’isola iniziò un lento ed inesorabile processo di abbandono e degrado.

Nel 1981 la proprietà di Sacca Sessola passò al Comune con il vincolo della destinazione d’uso. 

Dal 1992 l’isola è gestita dall’Associazione Venice International Center for Marine Sciences of Technologies che vi svolge ricerche nel campo della scienza e della tecnologia.

 

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