Ricercatori per una notte

venetonight.jpgPer una notte, chiunque può essere uno scienziato. Il 28 Settembre 2012, in differenti città europee, i cittadini avranno l’opportunità di visitare strutture di ricerca che di solito non sono aperte al pubblico, utilizzare le più recenti tecnologie, con la guida dei ricercatori, partecipare ad esperimenti, dimostrazioni e simulazioni, scambiare idee e fare festa con alcune delle menti più brillanti del mondo.

La Notte Europea dei Ricercatori è un’iniziativa promossa dalla Commissione Europea che, dal 2005, fa incontrare i ricercatori con il grande pubblico in differenti città europee, in una stessa data di fine estate: il quarto Venerdì di settembre.

Questo evento rappresenta un’occasione straordinaria per avvicinare, in modo divertente, il pubblico di ogni età al mondo della ricerca, per aprire uno spazio di incontro e dialogo con i cittadini, e per spingere i giovani verso una carriera scientifica.

Anche quest’anno il Veneto ha partecipato con successo al bando europeo “The Researchers’ Night”, indetto  dalla Commissione Europea nell’ambito del Settimo Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo Tecnologico.

I partner coinvolti sono l’Università di Padova, l’Università Ca’ Foscari e l’Università Iuav di Venezia, l’Università di Verona, l’Istituto Nazionale di Astrofisica e Unioncamere del Veneto. Dopo la prima edizione del 2010, realizzata a Venezia dalle università Ca’ Foscari e Iuav, a partire dal 2011 la Notte dei ricercatori si è configurata come un’iniziativa di respiro regionale, nella quale a vario titolo, sono coinvolti anche il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).

La Notte Europea dei Ricercatori del Veneto sarà rivolta a tutte le tipologie di visitatori, e tutte le attività offerte, e animate dai ricercatori, saranno completamente gratuite.

Per maggiori informazioni vi rimando al sito: www.venetonight.it

Vi ricordo poi, se domenica sarete in zona, che a Marghera c’è la prima edizione di Marghera Comics, non perdetela se potete.

 

Il suono che apre le porte al futuro

Einstein, scienzaCome si legge in un recente articolo di Fabrizio Tamburini (dell’Università di Padova): “Le nuove soluzioni delle equazioni di Einstein suggeriscono che un buco nero rotante causi una “torsione” nella luce che vi passa accanto, generando delle vorticità nei fotoni. Questo fenomeno, legato ai gradi di libertà nascosti del campo elettromagnetico, permetterebbe di evidenziare il moto di rotazione dei buchi neri e quindi, di conseguenza, aiutare a risolvere questioni astrofisiche d’avanguardia legate ai buchi neri supermassicci all’interno delle galassie o dei nuclei galattici attivi.”
Proprio queste interessanti ricerche sono state al centro di un innovativo esperimento tenutosi nel cuore di Venezia venerdì 24 giugno.
Dalla Loggia del Palazzo Ducale è stata fatta la prima dimostrazione pubblica dell’utilizzo delle proprietà di vorticità delle onde elettromagnetiche per creare più canali naturali nella stessa frequenza.

Questo esperimento innovativo, oltre a rievocare quello di Marconi nel 1895 quando invase ogni frequenza dell’etere per far suonare un campanello a distanza nella villa di Pontecchio, supera le presenti tecnologie che suddividono in bande lo spettro di frequenze per permettere la trasmissione di diversi segnali in contemporanea su un’unica frequenza.
L’esperimento si basa sulla vorticità dei campi elettromagnetici, una proprietà intrinseca delle onde elettromagnetiche che può essere trasportata anche da un singolo fotone nello spazio e nel tempo.
Un’onda elettromagnetica vorticosa avvolge la sua fase come un fusillo un numero finito di volte nello spazio di una lunghezza d’onda. Questi aspetti spaziali del campo elettromagnetico possono essere modulati per le telecomunicazioni, dando così origine a un nuovo tipo di sintonia.

L’evento ha dimostrato con successo, per la prima volta pubblicamente, dopo settimane di test sia a Padova che a Venezia, che questi nuovi gradi di libertà possono già essere impiegati per telecomunicazioni e radioastronomia con una tecnologia semplice e già disponibile.
Per generare un vortice elettromagnetico è stata realizzata, nei laboratori del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Padova, una speciale antenna parabolica “vorticosa” con la collaborazione del Professor Someda, del dottor Palmieri e Galtarossa.
La stazione trasmittente è stata posizionata all’Isola di San Giorgio, mentre quella ricevente sulla loggia di Palazzo Ducale a 435 metri circa dalla trasmittente.

Nonostante l’esperimento sia di difficile comprensione per i non addetti ai lavori, il fascino della tematica e della location hanno portato una folla di curiosi in Piazza, che hanno riempito lo spazio antistante Palazzo Ducale per osservare i giochi di luce ed ascoltare la prima trasmissione di due suoni discordanti ciascuno per canale. Alla fine, è emerso per la prima volta il suono chiaro del canale vorticoso dimostrando che la sintonia per vorticità è possibile e facilmente realizzabile.