Tempo, letture e profezie

san giorgio, libri, mostra, Fondazione Giorgio CiniSiamo scampati alla nefasta profezia Maya e ci apprestiamo già a far festa con il colorato carnevale veneziano, ma in laguna diamo sempre spazio alla cultura, con mostre ed eventi, grandi e piccoli, per tutti i gusti.

Oggi vi parlo di una piccola mostra, visitabile fino al 13 febbraio, e ideata con il preciso scopo di valorizzare e far conoscere al pubblico il prezioso patrimonio conservato presso l’Isola di San Giorgio Maggiore.

Lo staff del Coordinamento Biblioteche della Fondazione Giorgio Cini ha allestito un’interessante  esposizione con alcuni degli esemplari più significativi delle loro preziose raccolte antiche, creando un percorso dedicato al concetto di tempo. 

La mostra è stata pensata ed organizzata in bacheche tematiche: nella prima, si affronta la misurazione scientifica del tempo; nella seconda, i pronostici; nella terza, le profezie e i libri di ventura; nella quarta, la medicina e le ricette per il “buon vivere”; nella quinta, l’arte del “ben morire”; nella sesta: il ritorno all’Assoluto. 

Il tempo, inteso come la dimensione nella quale si verificano gli eventi, ha la necessità di essere misurato per poter concepire e determinare il passato, il presente e il futuro. Dopo alcuni esempi di studio e misurazione del tempo, la mostra prosegue documentando un aspetto rilevante della cultura del Rinascimento: la convinzione di poter guardare al futuro per affrontare profeticamente gli avvenimenti che in quegli anni risultavano essere spesso poco rassicuranti (guerre, epidemie, eclissi solari). 

Vengono a tal proposito esposti alcuni splendidi esempi dei più famosi libri di ventura, di profezia e di chiromanzia. Insomma, basta Maya, sull’argomento profezie anche noi italiani ne abbiamo parecchie da raccontare.

Sul tema del tempo, mi viene poi in mente un bel pensiero di Daniel Pennac, con il quale vi lascio (per ora) “il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere”.

Lo dedico a tutti quelli che dicono che non leggono, libri, giornali, e magari anche il mio blog, perché non hanno tempo.

 

Nuovo spazio espositivo per arte vetraria veneziana del Novecento

vetro, san giorgio, Stanze del Vetro, Marino Barovier, Carlo Scarpa, Venini, Pasquale GagliardiAd agosto si inaugura a Venezia un nuovo spazio espositivo permanente dedicato alle attività del progetto Le Stanze del Vetro

Il 29 agosto 2012 aprirà al pubblico, sull’Isola di San Giorgio Maggiore, la mostra Carlo Scarpa. Venini 1932 – 1947 a cura di Marino Barovier. L’esposizione ricostruisce attraverso più di 300 opere il percorso creativo di Carlo Scarpa negli anni in cui operò come direttore artistico per la vetreria Venini (ovvero dal 1932 al 1947).

Aperta fino al 29 novembre 2012 la mostra costituisce la prima iniziativa pubblica de Le Stanze del Vetro, progetto culturale pluriennale avviato dalla Fondazione Giorgio Cini in collaborazione con Pentagram Stiftung per lo studio e la valorizzazione dell’arte vetraria veneziana del Novecento.

Il progetto – dichiara Pasquale Gagliardi, Segretario Generale della Fondazione Cini – è coerente con la missione che lo statuto assegna alla nostra Fondazione, che è quella di contribuire a valorizzare tutte le manifestazioni della civiltà veneziana, e si inserisce nella tradizione – avviata da Gianfranco Folena con lo studio dei libretti d’opera, della scenografia teatrale, della coreosofia – di legittimare e dare piena dignità scientifica a forme d’arte sovente ritenute, a torto, decorative e minori”.

Carlo Scarpa. Venini 1932-1947“, dal 29 agosto al 29 novembre 2012

Vernice stampa: 26, 27 e 28 agosto

Le Stanze del Vetro Spazio espositivo permanente

Info: http://www.cini.it/it/news/show/100

 

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Preoccupazione per l’Ultima Cena di Tintoretto

opere,restauro,biennale,san giorgioEssere generosi è importante, bisogna condividere quello che si ha, ma spesso quando si presta qualcosa capita che questa non venga restituita o che al suo rientro presenti dei danni, sicuramente una seccatura, una delusione, una brutta esperienza, se si tratta di un libro o di un cd, ma se parliamo di prestiti come un’importante opera d’arte tra due istituzioni culturali, la questione potrebbe diventare ben più spinosa.

L’Ultima Cena dipinta da Jacopo Robusti, meglio noto come il Tintoretto, dopo essere rientrata nella chiesa di San Giorgio Maggiore a Venezia, in seguito ad un prestito fatto alla Biennale, che l’aveva esposta nella sua mostra delle Arti Visive, ai Giardini, è apparsa molto cambiata, e non certo in meglio, nonostante nel frattempo sia stata anche sottoposta ad un restauro.

Come ho già scritto in passato, restaurare un’opera è un processo molto complesso e delicato, ci sono molte variabili da considerare e diversi approcci culturali alla materia. Di certo, quello che un restauro non dovrebbe mai fare è essere distruttivo, ma purtroppo capita anche questo, per fortuna però non in questo caso, infatti l’evidente velo che ha offuscato i colori del Tintoretto, potrà essere rimosso, ma cerchiamo di capire, anche attraverso le tesi degli esperti della Soprintendenza, cosa è accaduto.

Pare che fra gli interventi sull’opera, concordati con la Biennale e gestiti dalla Soprintendenza veneziana, ci sia stata anche la sostituzione del supporto della tela, uno strato di juta che era stato incollato dietro al quadro, e che era gravemente usurato. Nell’operazione per proteggere l’opera è stata usata una vernice che s’è in seguito ossidata, a causa dell’umidità e della reazione con altri elementi, generando l’attuale effetto nebbia.

Un evento che la Soprintendenza da definito come imprevedibile (l’umidità a Venezia?), ma che fortunatamente non ha causato alcun danno ai colori originali stesi dal maestro, che potranno essere recuperati, a quanto si dice, in tempi brevi.

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Il giardino dei sentieri che si biforcano

letteratura, san giorgio, Labirinto BorgesVenezia, per chi non la conosce bene, può risultare davvero labirintica, tutti quelli che l’hanno girata a piedi, che poi è il modo migliore per scoprirne la bellezza, ci si sono persi almeno una volta, ma non è di questo che voglio parlarvi.

A 25 anni dalla morte del celebre scrittore argentino Jorge Luis Borges, avvenuta il 14 giugno 1986, la Fundación Internacional Jorge Luis Borges e la Fondazione Giorgio Cini promuovono una serie di iniziative volte a ricordare la straordinaria carriera dello scrittore. L’evento più interessante riguarda il Labirinto Borges, un giardino-labirinto progettato dall’architetto Randoll Coate, e inaugurato il 14 giugno. Si tratta di un’opera permanente che rimarrà accessibile al pubblico tramite visite guidate.

Il giardino-labirinto, progettato dall’architetto inglese tra il 1979 e il 1986, si ispira al famoso racconto borgesiano “Il giardino dei sentieri che si biforcano“. 

Quella di Venezia è una ricostruzione della prima versione realizzata nel 2003 a San Rafael, in Argentina. Il labirinto ora ha trovato posto proprio nella città lagunare, luogo particolarmente amato da Borges e significativamente legato alla sua opera.

Il Labirinto è collocato nell’isola di San Giorgio, nello spazio retrostante il Chiostro del Palladio e il Chiostro dei Cipressi, così da costituire una sorta di “terzo chiostro” di dimensioni all’incirca uguali a quelle degli altri due, che diverrà nel tempo sede per eventi di natura didattica o artistica.

Per prenotare una visita o ricevere ulteriori informazioni:

Civita Tre Venezie

041-2201215

segreteria@civitatrevenezie.it