Sacca Sessola diverrà un’isola albergo

2077032570.jpgRiparte la corsa degli hotel (stranieri) in Italia, un recente articolo apparso sul Sole 24 Ore ha fatto il punto sulle operazioni di Aprile, tra le più significative senza dubbio quella da 650 milioni di euro con la quale Qatar Holding si è aggiudicata importati spazi per le sue strutture ricettive in Costa Smeralda, ma ora altri operatori stranieri sono in procinto di aprire nuove strutture, già nel prossimo biennio.

A Roma sono previsti progetti per altri 100 milioni e a Venezia si segnala in particolare lo sviluppo di Sacca Sessola, il rinnovamento dell’Hotel Gritti ed un importante investimento anche nell’isola di Murano.

In particolare per Sacca Sessola, della quale vi avevo parlato nella rubrica dedicata alle isole della laguna, sarebbe in arrivo un maxialbergo ed una generale ristrutturazione dell’intera isola. 

Sacca Sessola, attualmente di proprietà di una società finanziaria tedesca, attendeva da anni il completamento dell’intervento che prevede la realizzazione di un albergo da 250 stanze, con accanto settantacinque appartamenti in multiproprietà, un centro congressi da 400 posti, piscina e altre strutture previste da un progetto dello studio Luca Rossi. Ma l’intervento, concepito una decina di anni fa, non è mai stato completato, lasciando la struttura vuota in attesa di un gestore alberghiero. Ora questo gestore c’è, si tratta degli americani della Marriott, che prenderebbero in carico Sacca Sessola, chiedendo però adeguamenti e migliorie del complesso per adattarlo alle esigenze della loro clientela. 

Ci vorrà quindi circa un anno per realizzare le modifiche e aprire finalmente al pubblico l’isola-albergo, dalla quale spariranno alcune delle strutture inizialmente previste, come il campo da golf e il Centro Studi. 

Sicuramente torneremo a parlarne, visto che non mancheranno polemiche e veleni vari.

Va avanti intanto a Murano la realizzazione di un nuovo albergo a 4 stelle nel complesso delle ex Conterie, stavolta ad opera di una società francese, affiliata ad Air France, che prevede circa 140 stanze e spazi congressuali. 

Venezia quindi piace molto agli stranieri, anche in tempi che dovrebbero essere di profonda crisi, ma il rischio è che se la si trasforma in un grande albergo, perda parte del suo fascino… non credete?

 

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L’isola di Sacca Sessola

isolaPer il ciclo di post dedicati alle isole della laguna, oggi vi parlo dell’isola delle rose, più nota come Sacca Sessola.

Si tratta di una delle più giovani e grandi isole della laguna, è infatti un’isola artificiale di circa 16 ettari, realizzata nella Laguna Sud, tra il 1860 e il 1870 usando il materiale derivante dagli scavi per l’ampliamento del porto commerciale di Santa Marta. 

Sacca Sessola venne destinata inizialmente a deposito di combustibili e quindi convertita a finalità agricole, con orti, roseti e vigneti. 

Il suo nome è composto da “sacca”, ovvero isola artificiale, come la più nota Sacca Fisola, e “sessola”, visto che la sua forma ricorda l’omonimo strumento usato dai veneziani per eliminare l’acqua dal fondo delle barche.

Inizialmente quest’isola era di proprietà della Regia Amministrazione, che la diede in gestione al Comune di Venezia con una convenzione stipulata il 2 luglio 1875; l’Ente adibì l’area a capannoni per il Deposito Generale dei Petroli, ma questa attività venne definitivamente dismessa nel 1892. 

Si pensò quindi a usare l’isola come sede per un ospedale specializzato nella cura di malattie contagiose. Dopo molti anni di attività, nel 1979, l’ospedale chiuse e per l’isola iniziò un lento ed inesorabile processo di abbandono e degrado.

Nel 1981 la proprietà di Sacca Sessola passò al Comune con il vincolo della destinazione d’uso. 

Dal 1992 l’isola è gestita dall’Associazione Venice International Center for Marine Sciences of Technologies che vi svolge ricerche nel campo della scienza e della tecnologia.

 

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