Fondazione Vedova Spazio espositivo di Renzo Piano

vedova.jpgAlle Zattere Emilio Vedova (1919-2006) creò il suo quartier generale. Era casa e bottega. Vedeva passare le barche e le navi che disegnò per anni prima di passare all’astrattismo.
Ed è proprio alle Zattere, dove il maestro ha vissuto per più di cinquant’anni che ora si realizza il suo sogno. Una raccolta stabile delle sue opere, che è ospitata in un museo permanente pensato dal Renzo Piano nei Magazzini del Sale.
Un’iniziativa voluta dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, tenuta a battesimo dal Sindaco Cacciari: “[…]quei luoghi tanto amati da Vedova e Luigi Nono, riuniti in un progetto dall’amico Renzo Piano[…]”.
E’ il primo di nove saloni trecenteschi che Cacciari concederà ad altrettanti progetti in nome di una cultura illuminata. Luoghi amati da Vedova che, all’inizio degli anni Novanta, dichiarò di desiderarli per la sua collezione permanente.
Un progetto dinamico, diretto da Maurizio Milan con la collaborazione di Alessandro Traldi, la Metalsistem e Iccem: un sistema meccanico, di alta tecnologia, quasi una macchina leonardesca, che riordina e riposiziona in sospensione le opere nel grande spazio all’altezza degli occhi dei visitatori. Curatore scientifico è Germano Celant che si occupa della Fondazione che accoglie anche artisti moderni e contemporanei in continua dialettica con l’opera di Vedova.

Nell’immaginare lo spazio di Vedova, Renzo Piano, amico di Vedova e vera anima dell’allestimento, non ha voluto agire sulle strutture rinascimentali, non ha toccato i muri o le volte del gigantesco salone. Ha riempito lo spazio con una gigantesca macchina apparentemente invisibile che fa quasi rimbalzare le opere di Vedova con i suoi colori e i suoi chiaro scuri, dai tondi alle grandi tele colorate con le forti pennellate che potremmo quasi definirle espressioniste. Uno spettacolo davvero unico nel suo genere, che lascia il visitatore stupefatto con la sensazione di avere davanti un’opera viva, quasi appena dipinta.
Penso che sarebbe davvero piaciuto al maestro.

Venezia è sempre più contemporanea

ponte.JPGVenezia, grazie anche alla crescente capacità di attirare investitori privati, sta diventando sempre di più, negli ultimi anni, un indiscusso crocevia mondiale d’arte contemporanea.
Con venti milioni di turisti l’anno, la città lagunare, si conferma punto di riferimento anche per l’arte contemporanea, in grande crescita in città.
La Fondazione Cini all’Isola di San Giorgio, la collezione Peggy Guggenheim, la Fondazione Emilio Vedova ai Magazzini del Sale con l’allestimento di Renzo Piano. François Pinault, che dopo palazzo Grassi ha restaurato la Punta della Dogana per esporre la sua immensa collezione.
Una vera e propria raffica di appuntamenti organizzati dai Musei Civici.
E, soprattutto, la Biennale, già a quota 60.000 visitatori in questa sua 53^ edizione: il 9% in più rispetto al 2007, anno che comunque fu da record.
Il sindaco Massimo Cacciari, è felice di aver cancellato l’immagine stucchevole di una sorta di Disneyland, una città morta, un polveroso museo tutto merletti, vetri e gondole.
La rotta pare proprio essere cambiata, la città guarda sempre più al futuro, pur non dimenticando ovviamente il suo glorioso passato. Ci sono grandi e nuove opere architettoniche, come il discusso ponte di Calatrava e, anche da un punto di vista infrastrutturale e tecnologico siamo all’avanguardia. Dal 3 luglio i residenti possono accedere gratuitamente ad internet tramite hotspot wi-fi pubblici e navigare a banda larga da molti campi e calli della città.
Venezia finalmente non è più una città museo, ma un punto di riferimento per le nuove tendenze dell’arte e della cultura contemporanea.