Venezia tra tradizione e innovazione

canal grande, regata storica, gondolieri, future, Terrence MalickHo pensato di intitolare questo post “Venezia tra tradizione e innovazione” in quanto ieri, mentre al Lido venivano presentati nuovi film, che in molti casi danno uno spaccato della nostra contemporaneità e cercano anche di guardare al futuro, a Venezia si teneva la tradizionale Regata Storica, con il sontuoso corteo acqueo e le successive gare.

Venezia è una città sospesa tra passato e futuro, oltre che sospesa tra acqua e cielo. E’ una città che ha saputo, e sa tutt’ora, innovare pur restando sempre fedele a se stessa.

Una città che non dimentica il suo glorioso passato, ma che a differenza di quanto molti credono, non è un museo a cielo aperto, ma un luogo che può essere ancora vitale, innovativo, sorprendente.

Ieri, alla Mostra del Cinema, è stata la giornata di “To The Wonder” di Terrence Malick, film in concorso, di un regista considerato “di culto”. Chi l’ha visto dice che la pellicola sembra una continuazione di “The Tree of Life”, in ogni caso affronta sostanzialmente le medesime tematiche, l’amore divino, l’amore terreno e l’amore puro (quello verso la natura) che vengono sviluppate tramite i personaggi che si raccontano attraverso voci fuori campo.

Il film è stato accolto con qualche fischio dalla stampa, vedremo se il pubblico lo apprezzerà di più

Tornando agli appuntamenti tradizionali, va segnalato che il gondolino Celeste, di Rudi e Igor Vignotto, ha vinto la gara conclusiva della Regata Storica 2012.

I due campioni del remo, non nuovi a questi successi, hanno preceduto, dopo una gara avvincente e non priva di qualche scorrettezza, il gondolino Viola, di due giovani davvero promettenti. 

La tradizionale manifestazione remiera veneziana è stata accompagnata dalla curiosità e dall’entusiasmo di migliaia di persone, stipate lungo le rive del Canal Grande, veneziani e turisti, giovani e meno giovani, tutti affascinati da una manifestazione unica, in una città unica.

Il tempo come al solito non ha tradito e la pioggia non è caduta, regalando una domenica decisamente memorabile.

 

Ma che domenica bestiale

regata storica, biennale, cinemaIeri per Venezia è stata una giornata davvero impegnativa, Biennale, Mostra del Cinema, Regata Storica e Premio Campiello.

Naturalmente per l’occasione c’è stata una vera invasione di turisti, code alle biglietterie, vaporetti strapieni, ma nel complesso la città ha retto, ormai c’è abituata.

Il Premio Campiello è stato vinto dal veneziano Andrea Molesini, che ha ottenuto 102 voti per il suo romanzo “Non tutti i bastardi sono di Vienna” edito da Sellerio. Il libro racconta una storia di orgoglio, patriottismo e passione, ambientata in una dimora signorile nei difficili giorni compresi tra il 9 novembre del 1917 e il 30 ottobre del 1918. Con questo romanzo dopo molti anni il Premio Campiello torna nelle mani di un autore veneto.

Veniamo alla Regata Storica, questa edizione è stata caratterizzata da un avvincete testa a testa tra il gondolino celeste e quello bianco. Dalla chiesa della Salute lungo tutto il Canal Grande fino all’arrivo al traguardo della “Machina”, la sfida è stata ad altissimo livello e senza esclusione di colpi. Alla fine ha vinto il gondolino Celeste di Ivo Redolfi Tezzat e Gianpaolo D’Ete in 38’30″28. Al secondo posto il gondolino bianco di Rudi Igor Vignotto in 38’36″78.

Non sono mancate le ormai tradizionali polemiche su presunte scorrettezze, ma quel che conta è l’entusiasmo del pubblico che ha assistito numeroso dalle rive e dalle finestre dei palazzi sia al corteo storico, bagnato da una leggera pioggerella, che alla gara, davvero emozionante.

Per quel che riguarda la Mostra del Cinema è stata senza dubbio la giornata di Al Pacino, vero mattatore sul tappeto rosso e in sala stampa, anche se di poche parole, la sua sola presenza, per presentare la sua versione della Salomè di Wilde, è bastata ad entusiasmare fotografi, pubblico e curiosi.

Ma anche per il cinema italiano è stato un giorno importante con la presentazione di “Terraferma” di Crialese, molto applaudito, che racconta gli sbarchi degli immigrati visti con gli occhi dei pescatori siciliani, che condividono con loro un forte desiderio di riscatto e sognano un futuro migliore per i propri figli.

Una singolare protesta

remo.jpgVi avevo già parlato della squalifica che forse è stato l’evento più significativo dell’ultima, recente, edizione della Regata Storica.

Ora, i protagonisti della vicenda, i due regatanti squalificati, Ivo Redolfi Tezzat e Giampaolo D’Este tornano a far parlare di loro in occasione della Regata di Burano.

I due si sono infatti rifiutati di partecipare ed hanno inviato una lettera, corredata da due piccoli remi simbolici, al Comune di Venezia per protestare contro la squalifica nella Regata Storica.

Hanno così chiesto all’assessore al Turismo Roberto Panciera, che sia fatta chiarezza sulla vicenda e su come vengono prese le decisioni e vengono applicate le regole durante le regate comunali. In attesa di risposte certe i due si sono detti intenzionati a non partecipare ad altri eventi.

Re del Remo

gondolini.jpgCome sempre a settembre gli appuntamenti a Venezia si susseguono ed accavallano, molte le mostre e gli eventi culturali di rilievo, tra questi spiccano la Biennale di Architettura e, naturalmente la Mostra del Cinema e tutti gli eventi collaterali collegati in vario modo a queste grandi manifestazioni. Ieri inoltre è andata in scena la Regata Storica, un appuntamento sempre spettacolare e molto sentito in città.

Questa edizione è stata caratterizzata, oltre che dal consueto corteo storico, molto apprezzato anche dal nuovo sovrintendente al Polo museale veneziano Vittorio Sgarbi, da un momento di particolare tensione che ha portato alla squalifica del gondolino Celeste di Ivo Redolfi Tezzat e Giampaolo D’Este, che si è anche capovolto poco dopo la partenza da San Marco.

La squalifica dei rivali diretti dei vincitori Igor e Rudi Vignotto sembrerebbe senza appello a causa di un superamento non corretto. Lacrime amare per l’equipaggio Tezzat-D’Este, che ha così mancato l’obiettivo di aggiudicarsi il titolo di “Re del Remo“, attributo ai vincitori della regata per cinque anni consecutivi.

Tezzat e D’Este infatti, si sono purtroppo fermati a quattro successi consecutivi e la vittoria è andata ai loro storici rivali, i cugini Vignotto.

 

La Festa della Sensa

Bucintoro.jpgIeri a Venezia c’è stata una celebrazione importante e molto radicata nella storia della città: La Festa della Sensa con Lo Sposalizio col Mare, rito in cui Venezia rinnova ogni anno il suo “matrimonio col mare”.

Questa festa è una delle più antiche celebrazioni veneziane, nacque infatti nell’anno 1000 per festeggiare e tramandare ai posteri l’impresa navale del Doge Pietro Orseolo II, che partì nel giorno dell’Ascensione (Sensa) di quell’anno con la flotta della Serenissima per correre in aiuto alle popolazioni della Dalmazia minacciate dai pirati slavi che infestavano le loro coste.

La festa anticamente si svolgeva così: il Doge, a bordo della galea Dogale, che divenne poi il famoso Bucintoro, seguita da un corteo d’imbarcazioni, si portava all’imboccatura di porto del Lido, dove il Vescovo benediceva le acque del mare in segno di pace e gratitudine.
Dopo una successiva vittoria, stavolta diplomatica nel 1177, quando Papato e Impero firmarono a Venezia la pace, grazie alla mediazione del Doge Sebastiano Ziani, la festa diventò ancora più complessa e sfarzosa.
In segno di riconoscenza il Papa Alessandro III consegnò infatti al Doge un anello benedetto pronunciando le parole: “Ricevilo in pegno della Sovranità che Voi e i successori Vostri avrete perpetuamente sul Mare“, e poi impose le nozze tra Venezia ed il Mare dicendo: “Lo sposasse lo Mar sì come l´omo sposa la dona per essere so signor“.
Con il sostegno del Papa, la Sensa divenne così la più importante rappresentazione popolare e istituzionale del mito della Serenissima come Regina dei Mari.

Da allora, con cadenza annuale il Doge sposò Venezia al Mare in segno d’eterna fedeltà, gettando nelle acque un anello.
Al giorno d´oggi la Festa coinvolge nel ruolo che fu del Doge il Sindaco (quest’anno è stata la prima volta per il neo eletto Orsoni), che nel giorno dell’Ascensione raggiunge, a bordo della “Bissona Serenissima” usata nel Corteo della Regata Storica, la bocca di porto di San Nicolò per ripetere il secolare rito che simboleggia l´eterna unione tra Venezia e il Mare.

Venice in Venice

Gerry-Fox-Venice-in-Venice.jpgGerry Fox (artista e produttore cinematografico) ci invita, in una mostra a Palazzo Donà, ad esplorare il cuore di Venezia in Venezia attraverso dei video che si snodano tra le stanze del palazzo gotico alla Fondamente Nuove. Ogni video mostra aspetti diversi della città e, come si legge sul sito: www.veniceinvenice.com della vita e dei luoghi più caratteristici di Venezia. In un ciclo di immagini che complessivamente dura circa 8 minuti, ma che ha richiesto all’artista quasi 3 anni di lavoro. I visitatori possono vagare tra i corridoi del bel palazzo Donà delle Rose, tra i suoi cortili, le stanze e i sotterranei. E’ uno dei palazzi gotici privati più importanti e belli della città e questa è l’ultima occasione per vederlo nel suo stato originale prima che venga trasformato in albergo.

Fox negli ultimi tre anni ha visitato più volte Venezia per catturare i rituali e lo sfarzo di eventi come la Regata Storica, la Festa della Madonna della Salute o quella del Redentore e, infine il Carnevale, ma ha indagato anche il lato meno noto di Venezia: su una barca è ‘scivolato’ tra i canali seguendo con lo sguardo il continuo mutare dei muri che fiancheggiano il percorso. Di notte, questi stessi corsi d’acqua vengono illuminati da luci spettrali, in un gioco di riflessi e rimandi tra i ponti e le facciate dei palazzi. Non manca la città che vive, lavora, produce: nei suoi video vediamo i pescivendoli e i fruttivendoli del mercato di Rialto, la zona industriale di Marghera, ma anche le tragiche immagini dell’alluvione del 2008 in contrasto con la frenesia della Biennale e del Festival del Cinema.

Fox alterna la slow motion, che rispecchia la sensazione di lentezza che spesso si avverte in città con riprese accelerate per catturare la frenesia di feste ed eventi. La sequenza delle immagini ci conduce attraverso i molteplici luoghi, umori e visioni che danno forma e vita a questa città unica al mondo.