I centri sociali prendono di mira il padiglione della Russia alla Biennale

biennale, mostra, lido, Pussy RiotIeri era il mio compleanno e ho deciso di staccare un po’ la spina, e nonostante i molti impegni di lavoro, di andare alla Mostra del Cinema a dare un’occhiata in giro.

Della Mostra in questi giorni parlano tutti, dappertutto, e pare che a Venezia non ci sia altro di cui disquisire, ma naturalmente non è così, ad esempio c’è anche la Biennale di Architettura.

Ci sono poi moltissimi altri eventi, grandi e piccoli, ma come è giusto che sia per qualche giorno la Mostra del Cinema (non il cinema purtroppo) monopolizzerà l’attenzione.

Tuttavia io oggi non vi voglio parlare della Mostra, l’ho già fatto e tornerò a farlo nei prossimi giorni, oggi vi parlo delle Pussy Riot, la band russa recentemente condannata, con una discussa sentenza, a 2 anni di carcere.

Nei giorni scorsi cento attivisti dei centri sociali veneziani hanno occupato il padiglione della Russia, ai giardini della Biennale di Venezia, compiendo un gesto dimostrativo proprio in difesa delle Pussy Riot, contro la “giustizia” russa e il premier Putin. 

I manifestanti si sono presentati davanti al padiglione con gli ormai famosi passamontagna colorati, scandendo slogan con i megafoni, ed esibendo striscioni e cartelli.