Dove ammirare le stelle cadenti a Venezia

ponti, giudecca, stelle, pellestrinaIl 10 agosto, oltre che il mio onomastico, è la notte di San Lorenzo, famosa per le stelle cadenti. In realtà però le notti migliori per guardare le stelle sono il 12 e 13 agosto. 

Se siete a Venezia in queste notti ecco alcuni consigli su dove appostarvi per godervi un bello spettacolo, tempo permettendo, naturalmente.

I ponti sul Canal Grande posso essere buoi punti di osservazione, ma attenzione a non bloccare il traffico. Anche le rive della Giudecca possono regalare soddisfazioni. In generale però cercate, se potete, luoghi poco illuminati, e qualche stella riuscirete di sicuro a vederla.

Se oltre ad ammirare le stelle cadenti cercate altro da fare a Venezia e dintorni, sappiate che la Lipu, il Servizio Educazione ambientale del Comune di Venezia e il Circolo Astrofili G. Ruggieri di Marghera, hanno organizzato per il 10 agosto a Pellestrina, all’Oasi di Ca’ Roman, alle ore 20:15 un tour guidato, finalizzato ad ascoltare e riconoscere i canti degli uccelli notturni, soprattutto civette, gufi e allocchi, che popolano l’oasi.

 

Entro il 2012 restauro del ponte dell’Accademia

restauro, pontiIl ponte dell’Accademia è provvisorio da decenni, l’idea dell’attuale soluzione risale infatti al 1933. Anziché rinnovarlo anni fa si preferì buttare soldi in un nuovo contestato ponte sul Canal Grande, quello dello spagnolo Calatrava.

Ultimamente però le condizioni del ponte sono peggiorate in modo rilevante, tuttavia per ora non si pensa ad un rifacimento totale, bensì ad un restauro, che partirà a breve, nel 2012.

È stato di recente l’assessore comunale ai Lavori pubblici di Venezia, Alessandro Maggioni a spiegare come, almeno per ora, sia tramontata la proposta del rifacimento del ponte. Più d’uno i motivi che hanno portato il Comune di Venezia a scegliere la soluzione del restauro: «La proposta di rifacimento è stata valutata nel suo insieme – ha detto Maggioni – e, oltre ad aver ricevuto il parere fortemente critico da parte del Ministero, il progetto presentato sarebbe risultato troppo costoso, soprattutto in un momento così grave dal punto di vista economico». 

Speriamo che questo restauro venga eseguito come si deve e che, soprattutto, si riesca finalmente a far passare il concetto di ordinaria manutenzione.

Non si può e non si deve, mettere mano alle opere, solo quando queste stanno cadendo a pezzi.

 

Le barriere si superano di corsa

ponti,maratonaDoppietta africana alla ventiseiesima edizione della Venice Marathon tenutasi domenica. Tra gli uomini vince l’etiope Aredo, nella gara femminile è prima la keniota Kirop. In corsa anche Alex Zanardi, con Francesco Canali, per la ricerca contro la sclerosi laterale amiotrofica.

Finito l’evento sportivo rimangono le rampe sui ponti interessati dal passaggio dei corridori, che permetteranno fino a febbraio 2012 di godere di una Venezia un po’ più accessibile a chi ha difficoltà a camminare.

Anche quest’anno infatti grazie alla collaborazione tra l’ufficio Eliminazione Barriere Architettoniche del Comune di Venezia e Venicemarathon club, dal 21 ottobre 2011 al 26 febbraio 2012  tredici ponti del centro storico, l’ultimo tratto del percorso della maratona, saranno resi fruibili a tutti attraverso rampe con una pendenza a norma inferiore all’8%  

Per valorizzare questa potenzialità il servizio Città per tutti ha realizzato un itinerario culturale ad hoc nelle aree che nel resto dell’anno sarebbero virtualmente inaccessibili per chi è in carrozzina. 

Il servizio Città per tutti sarà presente anche alla fiera dello Sport e del Tempo Libero Exposport, dove sarà possibile entrare in contatto con il loro staff presso lo Stand 7 e ricevere così informazioni sull’accessibilità di una città così particolare come Venezia nell’ambito del progetto denominato: “A Venezia Le barriere si superano di corsa”.

 

Scheletri, armi e gioielli

Grado, ponti, naviScheletri, divise, pezzi di artiglieria ed oggetti preziosi, ecco cosa riemerge dal profondo delle acque dopo quasi 200 anni: si tratta del tesoro della “Mercure”, la nave più antica ad aver sventolato il tricolore e affondata a cannonate il 22 febbraio 1812 dagli inglesi nella battaglia di Grado. 

La storia di quei momenti è stata rivissuta nel corso di una recente campagna archeologica condotta dall’Università Ca’ Foscari di Venezia che è custode del relitto, dopo il suo ritrovamento, avvenuto nel 2001 a 18 metri di profondità e sette miglia dalla costa di Grado. 

Gli archeologi hanno portato alla luce, nel corso della decima campagna di rilievi e recupero, scheletri, divise ed oltre 900 oggetti tra pezzi di artiglieria, armi da fuoco, armi bianche, anelli, collane e pendagli.

Cambiando discorso vi ricordo che oggi prende il via la 68^ Mostra del Cinema di Venezia e vi saluto condividendo un appello lanciato dall’assessore alla Qualità urbana di Venezia, Carla Rey, basta lucchetti sui ponti di Venezia, il fenomeno dopo Roma dilaga infatti in altre città e colpisce i ponti veneziani, in particolare quelli di Rialto e dell’Accademia. Personalmente farei pagare la loro rimozione a Moccia.

Nuovi Nizioleti

Nizioleti.jpgI Nizioleti sono la tipica indicazione stradale veneziana. Il termine nizioleto significa piccolo lenzuolo e infatti queste indicazioni sono generalmente scritte in nero su fondo bianco. Si tratta di un piccolo rettangolo dipinto di bianco sugli intonaci delle case.
Insieme ad indicazioni più moderne, ma non sempre chiare e precise, sono uno strumento estremamente utile per i turisti, ma anche per gli stessi veneziani.

Grazie ai nizioleti sappiamo i nomi di ponti, calli e campi, oltre che la parrocchia in cui ci troviamo e, naturalmente, il sestiere.
Da tutta la vita ho sempre visto a Venezia due tipologie di nizioleti, quelli toponomastici e quelli di direzione, che oltre ad indicare i nomi riportano delle frecce e, in alcuni casi, invece di avere testo nero su fondo bianco, sono scritti in rosso scuro. Esistono poi dei cartelli metallici che riprendono forme e stile dei nizioleti, ma con diverse colorazioni.
Ad ogni modo i nizioleti sono un elemento estremamente radicato nel complesso tessuto urbanistico veneziano, a questa peculiarità cittadina si sono ispirati anche gli ideatori di una fortunata serie di fumetti storici dal titolo “I nizioleti raccontano”.

Di recente alcuni nizioleti sono stati, come avviene di continuo, ridipinti, per preservarne la leggibilità, questa volta però i caratteri sono stati modificati. Alcuni di questi nuovi nizioleti sono apparsi nelle vicinanze di casa mia, ma personalmente non me ne sono accorto, ho scoperto la cosa su Facebook, dove diversi veneziani, molti dei quali tra i miei contatti, commentavano le nuove indicazioni e, quasi unanimemente, le bocciavano per scarsa leggibilità del carattere scelto, e anche per la “bruttezza” dello stesso.
In realtà pare che la scelta del carattere non sia un’audace sperimentazione del Comune, quanto piuttosto frutto di una ricerca filologica che ha riproposto font del ‘700.

Operazione di recupero di cui effettivamente non si sentiva il bisogno, decisamente bocciata dai veneziani.

Nella foto i nuovi nizioleti.

Ponti, pietre e “scoasse”

riva.jpgGiorni fa molti telegiornali nazionali hanno riportato la notizia di un incidente, per fortuna senza gravi conseguenze, avvenuto a Venezia.
Una donna anziana e il suo nipotino sono inciampati su delle pietre dissestate e sono caduti in acqua. Per fortuna sono stati prontamente soccorsi e tratti in salvo da dei camerieri di un vicino ristorante affacciato sulla riva.
Uno degli aspetti evidenziati però, proprio dai camerieri, è che la riva era in pessime condizioni e che il rischio di altri incidenti simili era tutt’altro che remoto.

Ieri, molti quotidiani regionali e nazionali hanno riportato una notizia molto diversa, ma riconducibile alla stessa tematica. Molti, dei 400 ponti veneziani, sono in cattive condizioni e avrebbero bisogno di interventi urgenti, e non si parla di piccoli ponti, magari in legno, su qualche canale secondario, in periferia, ma di ponti importanti, in pieno centro storico, tra cui il più monumentale ed iconico di tutti, il ponte di Rialto.
Io mi sono laureato a Venezia in Conservazione dei beni Culturali, quindi la tematica mi sta particolarmente a cuore, che si tratti di ponti, di rive, o di ogni pietra di Venezia, quello che sostanzialmente manca, e si tratta di un problema nazionale, non veneto, è il concetto di “ordinaria manutenzione”.

In Italia purtroppo, è da anni che lo ribadisco sempre più convintamente, il concetto di ordinaria manutenzione è alieno, si interviene solo quando il monumento di turno cade a pezzi o viene pesantemente vandalizzato, si riasfalta una strada solo quando ci sono buche capaci di inghiottire un pulmino.

Non si capisce che la manutenzione ordinaria non è una spesa inutile, non si tratta di soldi buttati, ma di un investimento, un modo per evitare interventi straordinari ben più costi, senza poi contare anche il danno di immagine per il nostro Paese, che è una meta turistica di prim’ordine e non dovrebbe permettersi di fare certe figure.

Altra questione, e poi chiudo, perché non vorrei essere troppo polemico, cosa che non mi si addice granché. Un mio amico giorni addietro ha pubblicato su Facebook una foto che ha suscitato molto sdegno, misto ad un po’ di incredulità. L’immagine ritraeva un cumulo di rifiuti infilati nella grata di una finestra al piano terra, in pieno centro storico a Venezia, c’erano cartacce, lattine di bibite, ecc… Uno spettacolo indecoroso che spesso si può vedere in varie zone della città. La questione è articolata e complessa, generalmente i veneziani incolpano i turisti e, devo dire, nel 90% dei casi lo fanno a ragione, infatti i Veneziani hanno, come tutti, molti difetti, ma a distinguerli è nella quasi totalità dei casi un grande amore per la loro città, quindi difficilmente la imbrattano.

Tornando alla manutenzione però, vorrei riflettere sul fatto che non basta non sporcare o farlo il meno possibile, bisogna anche pulire, impedire che la lordura dei turisti, o chi per loro, si stratifichi nei mesi o negli anni, così come andrebbe impedito che danni strutturali a pavimentazione, ponti, o altre strutture continuino a peggiorare fino a punti assolutamente critici. Bisogna intervenire per tempo, bisogna assistere Venezia ed amarla giorno per giorno, non solo correre ai ripari quando sta morendo.

Una Venezia più accessibile

rampa.jpgUno degli elementi più caratteristici di Venezia sono i suoi ponti, molto utili se si vuol passare da una parte all’atra di un canale, ma una vera e propria barriera architettonica per chi ha una mobilità limitata.

Già in passato, in particolare dal 2004 in poi, sono state tentate varie tipologie di interventi su alcuni ponti, basti pensare al ponte delle Guglie, o a altri ponti su cui sono stati montati elevatori, spesso poco funzionali o sovrapposte rampe, semplici ma efficaci. Nel complesso però anche dove gli interventi sono riusciti bene hanno solo ridotto di un po’ quello che è un grosso problema.

Ma avere una Venezia più accessibile con itinerari ampi senza barriere architettoniche è possibile. Il comune ci crede e sta investendo in un nuovo progetto che, integrando l’accessibilità consentita dai mezzi acquei con la mobilità pedonale grazie ad interventi su ponti strategici, permetterà un ulteriore abbattimento delle barriere architettoniche in città.

I lavori avranno inizio il prossimo anno e riguarderanno i ponti di Ca’ di Dio, Ognissanti, Papadopoli, delle Sechere, oltre che itinerari nelle isole di Mazzorbo e Burano. In base al ponte si sceglierà la soluzione più adatta, come la rampa a gradino agevolato piuttosto che quella sovrapposta. Lo stanziamento previsto è di un milione e mezzo di euro, speriamo che i risultati ottenuti li valgano.

Su e Zo per i Ponti

suezo2010.jpgDuemila cinquecento gradini, metà da salire metà da scendere, ed ecco la “Su e Zo per i Ponti” una marcia non competitiva per le calli e i campi di Venezia, aperta a giovani e meno giovani, a famiglie e scolaresche, che offre l’incredibile opportunità di visitare molte zone della città lagunare.

Ieri s’è tenuta l’edizione numero 32 (ha la mia stessa età) con i consueti  due percorsi, fruibili da chiunque.

Era possibile scegliere tra il percorso da 13km e 53 ponti, con partenza e arrivo in Piazza S. Marco, e il percorso ridotto da 6Km con 26 ponti, riservato alle scuole materne ed elementari con partenza dalla Stazione Ferroviaria di Santa Lucia e arrivo in Piazza S. Marco.

La “Su e Zo per i Ponti” è un evento sportivo, anche se non competitivo, tra i più importanti e sentiti in città, ricordo d’averla fatta tante volte da bambino e di aver collaborato con i punti ristoro da ragazzo. E’ un’occasione, per molti unica, di attraversare in lungo e in largo Venezia, scoprendone anche alcuni angoli poco noti. Ma è anche una grande festa per famiglie, un’occasione per andare in gita scolastica o di organizzare un’attività diversa per gruppi catechistici. Inoltre, molte sono anche le attività collaterali che ne fanno una sorta di grande happening culturale.
La manifestazione organizzata da Tgs Eurogroup, associazione di promozione sociale collegata all’Ispettoria salesiana del Nord Est, prevede anche delle premiazioni per i gruppi folcloristici, per le scuole e molte altre iniziative, legate anche ad altri importanti eventi in città. A tutti i partecipanti, ad ogni modo, viene dato al traguardo un piccolo premio che diventa negli anni un simpatico ricordo di una giornata speciale.

Personalmente ho collezionato nel tempo circa una decina di medaglie della “Su e Zo per i Ponti”.

Calendario 2010 di Venezia

ponte.jpgGiovedì 10 dicembre verrà presentato il calendario 2010 di Venis Spa, pubblicazione, ormai piuttosto attesa in laguna, che dal 2004 rappresenta un appuntamento fisso del dicembre veneziano.
Il calendario non immortala belle ragazze in pose più o meno esplicite, ma bensì, per questa edizione bellezze architettoniche e, in particolare i ponti veneziani.

Ideato e realizzato dal grafico Fabrizio Olivetti e dal fotografo Francesco Barasciutti, il calendario è prodotto in collaborazione con il Centro previsioni e segnalazioni maree del Comune di Venezia e rappresenta ormai, come detto, un appuntamento fisso di questo periodo.
Quest’anno il calendario propone ventiquattro scatti in bianco e nero dei ponti di Venezia. Ponti dalle antiche geometrie, in pietra, legno o ferro, tutti diversi, sempre utili ed utilizzati, connettono rive, ma anche uomini, idee e religioni. Due sono le chiavi di lettura che organizzano le immagini di Barasciutti: il ponte come architettura fantastica disegnata dai riflessi della luce sull’acqua e il ponte come luogo di incontro e di passaggio. Non dimentichiamoci che la simbologia del ponte è stata scelta anche dall’Europa proprio per sottolineare l’unità e la comunicazione tra i paesi dell’Unione, infatti su tutte le banconote Euro sono raffigurati dei ponti.

Alla conferenza stampa di giovedì, oltre agli autori, interverranno l’assessore comunale all’informatizzazione, Laura Fincato, il presidente e il direttore dell’Istituzione Centro Previsione e Segnalazione Maree, Luigi Alberotanza e Paolo Canestrelli, il presidente, l’amministratore delegato e il direttore generale di Venis Spa, Sandro Codato, Sergio Brischi, Valter Baldassi, il direttore dell’Accademia delle Belle Arti, Carlo Montanaro, autore del commento alle foto.

Le barriere si superano di corsa

rampa.jpgLa Venice Marathon è un evento sportivo capace di radunare lungo 42Km oltre seimila partecipanti provenienti da tutto il mondo.
E’ molto di più di una gara, molto di più di una festa di sport e della solidarietà.

Alla 24a Venice Marathon, il keniano John Kipkorir Komen ha vinto la competizione maschile con il record assoluto della gara 2h08’14”.
Alle spalle di Komen i connazionali Paul Samoei e Benson Cherono.
Successo keniano anche nella prova femminile, vinta da Anne Kesgei. Nella gara per diversamente abili, successo in carrozzella dell’ex pilota Alex Zanardi.

Tra i testimonial di questa edizione il campione paraolimpico Oscar Pistorius che, con lo stesso Alex Zanardi, hanno dato grande visibilità al progetto “Venezia Accessibile – le barriere si superano di corsa”. Un’iniziativa promossa dal Comune di Venezia e dagli organizzatori della maratona che prevede di mantenere le rampe in legno sui 14 ponti interessati dal passaggio della maratona fino all’Epifania, così da permettere una migliore fruibilità della città da parte dei disabili.