Scontro sui lucchetti dell’amore

amore, ponte milvio, ponte, polemiche, multaAvevo già parlato nel 2010, in questo post d’annata “Non solo Ponte Milvio”, dei lucchetti che, sulla scia di Ponte Milvio a Roma, fanno sempre più spesso la loro comparsa anche sui ponti veneziani e, in particolare, su quelli del Canal Grande.

In due anni questa moda giovanile non è passata (peccato) e, nonostante periodicamente i lucchetti vengano rimossi, tornano, spesso molto numerosi, in particolare sul ponte di Rialto e su quello dell’Accademia.

In questi ultimi giorni, anche la politica locale pare essersene accorta, con un “lieve” ritardo, forse perché ad agosto mancano temi più importanti, o forse per reale interesse, e naturalmente, come accade in questi casi, non sono mancate le polemiche, o meglio diverse letture delle questione.

Il consigliere ministeriale Franco Miracco condanna i lucchetti, mentre l’assessore alle politiche giovanili Gianfranco Bettin difende i ragazzi e le ragazze innamorati (e elettori), precisando che non sono né vandali né teppisti.

In ogni caso, per questi giovani innamorati, se colti sul fatto, mentre “lucchettano” un ponte, ci saranno delle sanzioni.

Multe in arrivo poi, anche per chi getta la gomma a terra… Mal costume diffuso, che sta rendendo simile al manto di un dalmata i masegni veneziani, così come la pavimentazione di molte piazze e strade italiane.

 

Abbiamo l’ovovia, ma a che serve?

calatrava, ponte, accessibileIl ponte della Costituzione, meglio noto come ponte di Calatrava, ha sempre fatto discutere, per i tempi di realizzazione, per i dubbi sulla sua utilità, per i costi esorbitanti e per i gradini che paiono fatti apposta per far inciampare.

Tra le tante polemiche relative al ponte una delle più accese era sull’ovovia che avrebbe dovuto permettere ai diversamente abili di attraversare il canale.
Il superamento delle barriere architettoniche a Venezia è un argomento scottante, la città è decisamente faticosa per chi si muove con difficoltà e l’ovovia ha aggiunto ritardi su ritardi a questa già discussa opera.

Ora finalmente ad anni di distanza dall’apertura del ponte anche questa struttura è completa. E’ costata circa 2 milioni di euro, che si aggiungono ai 12 milioni e mezzo di euro del ponte.

Ma come funziona l’ovovia? Ci sono 2 posti, uno per il disabile e l’altro per l’accompagnatore, se l’ovovia si trova a piazzale Roma e il disabile dal lato della stazione, ci vogliono 5 minuti per riposizionarla e 5 per attraversare nuovamente il canale, quindi calcolando anche i tempi per salire e prender posto diciamo che attraversare quei pochi metri potrebbe richiedere tra i 10 e i 15 minuti, a fronte di circa 1 minuto col vaporetto.

Direi che abbiamo fatto un buon affare, speriamo almeno non si rompa. Al momento sta facendo tutti i collaudi del caso e si aspetta il via libera della commissione nazionale per gli impianti funicolari. Probabilmente inizierà la sua attività prima della fine dell’estate. Le polemiche di certo non sono finite, questa è l’unica certezza.

SPAM sui monumenti

simeon.jpgIl FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano lancia l’allarme, è preoccupato per il fenomeno degli enormi cartelloni pubblicitari che nascondono i monumenti in molte città.

La pratica di ricoprire i monumenti in restauro con grandi immagini degli sponsor che partecipano al finanziamento dell’intervento è una prassi ormai diffusa in molte città tra cui anche Venezia. Ma ora il FAI denuncia “fenomeni come quello che interessa a Venezia l’area del Ponte dei Sospiri, non più visibile a causa di un’imponente copertura pubblicitaria”.

In effetti l’intervento di copertura fatto al ponte dei sospiri, anzi tra palazzo Ducale e i Piombi, incorniciando di fatto il ponte è, come si suol dire, un pugno nell’occhio, ma sono molte altre le presenze pubblicitarie ingombranti in città, alle Gallerie dell’Accademia, sulla chiesa di San Simeon Piccolo, quasi a salutare i turisti che arrivano in treno, e in molti altri siti.

Pur comprendendo la necessità di reperire fondi per la tutela del nostro immenso patrimonio storico e artistico, anche grazie agli sponsor privati, il FAI ritiene però che la tutela venga meno se la pubblicità non resta a livelli “accettabili”.

La discussione è sicuramente interessante e complessa, non sarà facile trovare un equilibrio, ma è giusto provarci e sicuramente interventi come quello del FAI aiutano a tenere sotto controllo la situazione prima che sfugga di mano.

Rialto cuore della città

rialto.jpgRialto è una zona del sestiere di San Polo, conosciuta in particolare per il suo mercato e per l’omonimo ponte.

Le prime notizie riguardo la zona risalgono al IX secolo, quando sulle isole Realtine, su entrambe le sponde del Rio Businiacus, sorgeva un piccolo villaggio noto come Rivoaltus (“riva alta”). Oggi invece Rialto è una delle zone più basse della città e più soggette, quindi, all’acqua alta.
Inizialmente il centro cittadino veneziano era localizzato sulla sponda occidentale del canal Grande, ma il seguente sovraffollamento dell’area costrinse a decentrare le attività verso quella che oggi è l’ area di San Marco, che divenne poi il centro politico e mercantile della città, subordinando Rialto.

Rialto rimase comunque una zona importante, specie dopo il 1097, quando vi fu trasferito il mercato di Venezia, ancora oggi estremamente vitale. Nel secolo successivo nei pressi del mercato un ponte di barche venne costruito sul Canal Grande. Questo ponte venne presto rimpiazzato da un ponte di legno, e poi, in seguito a vari crolli, dall’attuale Ponte di Rialto, una delle icone della città.

L’area del mercato di Rialto è caratterizzata da un tessuto urbano estremamente articolato e ricco di edifici monumentali, abitazioni, attività artigiane, negozi, bar e osterie. L’Assessorato comunale alle Attività produttive, in collaborazione con le associazioni di categoria Confcommercio, Ascom Venezia, Confartigianato Venezia, Confesercenti Venezia, Cna e Apt, ha presentato in questi giorni, durante una conferenza stampa, a Ca’ Farsetti, il progetto di marketing territoriale denominato “Rialto cuore della città“. Il progetto si colloca nella più generale azione di promozione e sostegno dello sviluppo economico dell’area, che da tempo è oggetto di un piano di ridisegno e sostegno delle attività del mercato da parte dell’Amministrazione comunale. Tra gli obbiettivi, il rilancio dell’immagine del mercato e la promozione di Rialto nel turismo internazionale di qualità.

Ponte dell’Accademia nuovo disegno per un ponte accessibile

ponte_calatrava.jpgIl comune di Venezia ha bandito a giugno un concorso di progettazione dal titolo “Ponte dell’Accademia nuovo disegno per un ponte accessibile“.
L’obbiettivo è progettare un nuovo ponte dell’Accademia, uno dei 4 ponti sul Canal Grande.
Il ponte dell’accademia attuale infatti, è un ponte provvisorio, anche se questa definizione mi fa un po’ sorridere, visto che, attraversando vari rifacimenti e restauri è, di fatto, provvisorio da circa 70 anni.
Un ponte grande e importante, come quello dell’Accademia costruito in gran parte in legno, in una paese come l’Italia che pare ignorare il concetto di ordinaria manutenzione è un indubbio elemento di forte criticità.
In molti a suo tempo si sono interrogati sull’utilità reale, visti sopratutto i costi, anzi il rapporto costi/benefici, di un quarto ponte sul canal grande, quello firmato da Calatrava e chiamato Ponte della Costituzione, che oggi collega la stazione a Piazzale Roma.
Un ponte che molti credono i veneziani odino, ma non è così come in tutte le cose la cittadinanza si divide. I turisti, italiani e non spesso lo percorrono come fosse una giostra, gli anziani lo evitano per paura di cadere, ma in ogni caso oramai è parte della vita della città.
Prima dell’inizio dei lavori però, diverse voci si erano levate per sostenere la tesi che se proprio si voleva fare una grande opera, un grande nuovo ponte sul canal grande, e se proprio lo si voleva affidare a Calatrava, si poteva fargli rifare quello PROVVISORIO dell’Accademia, ma naturalmente le voci sagge e che tendono al risparmio, raramente vengono ascoltate.
Così oggi, alleggeriti di milioni di euro ci troviamo con un ponte nuovo, discusso, ancora in realtà da finire anche se spesso lo si dimentica, manca infatti l’ovovia per i disabili e ci son già le prime riparazioni da fare. E ci troviamo con un ponte ‘vecchio’ che va rifatto, si spera in via definitiva e con costi e tempi ragionevoli.