La Festa del Redentore

1646851958.jpgNella notte tra sabato e domenica, a Venezia si festeggia come ogni anno, la Notte Famosissima.

La festa del Redentore, che, come in quella dedicata alla Madonna della Salute (a Novembre) ricorda un voto fatto per salvarsi da una pestilenza.

La Festa del Redentore avviene infatti nella ricorrenza della costruzione per ordine del Senato veneziano (il 4 settembre 1576) della Chiesa del Redentore come voto per la liberazione della città dalla peste del 1575-1577, flagello che provocò la morte di più di un terzo della popolazione della città lagunare.

Alla fine della pestilenza, nel luglio del 1577, si decise di festeggiare con decorrenza annuale la liberazione dalla terribile piaga, con allestimento di un ponte votivo che collegasse Venezia all’isola della Giudecca ove sorge la chiesa.

Questa celebrazione continua dopo quasi cinque secoli ed è ancora oggi tra le più sentite e partecipate dai veneziani, oltre che dai tanti turisti incuriositi dal ponte di barche e affascinati dallo spettacolo pirotecnico che nella notte illuminerà il cielo sopra il bacino di San Marco.

A conclusione dei festeggiamenti, ricordo inoltre, nella giornata di domenica, tre regate di imbarcazioni tipiche veneziane.

Storie di gatti e topi

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Tra gli abitanti più rappresentativi di Venezia non possiamo dimenticare i gatti, che spesso possiamo incontrare inaspettatamente in qualche calle o spaparanzati, sornioni in qualche campo. A volte radunati in piccole colonie sfamate da anziane gattare, oppure viziati e a volte obesi relegati in qualche salotto. Sicuramente meno piacevole l’incontro che, specie la notte si può fare in qualche calletta… L’incontro con una pantegana, ce ne sono di belle grosse.
Ma la presenza di gatti e topi a Venezia non è per nulla casuale o banale, affonda le sue radici nella storia della città.
I mercanti Veneziani riportavano sete e spezie dall’oriente, ma nelle stive delle navi spesso si intrufolavano dei pericolosi clandestini. I topi, pericolosi perché portatori della peste. Pantegana, infatti, è un termine che deriva dal Greco pontykòs e significa proprio proveniente dal Ponto, ossia dall’oriente. I topi veneziani, quindi sono di origine asiatica. Come detto i topi portavano la peste e Venezia ha dovuto affrontare in più occasioni questa piaga, come testimoniano ancor oggi chiese come quella del Redentore o della Madonna della salute, erette proprio come voto per la salvezza della città dalle pestilenze. Ma i veneziani son sempre stati persone pratiche e, oltre ad affidarsi alla fede, hanno escogitato altri rimedi, semplici quanto geniali. Per ridurre il rischio che i topi portassero la malattia andavano ridotti e, per farlo, quale metodo migliore che importare, stavolta dalla Dalmazia il loro nemico tradizionale: il gatto.
Ed ecco che i gatti sono così diventati parte integrante della città. Oggi spesso i gatti si sono impigriti e non cacciano più i topi, ma per fortuna il numero di quest’ultimi è molto ridotto e la loro pericolosità limitata.