Venezia apre ai pali sintetici

1574521130.jpgMentre fervono i preparativi per una delle feste che sono l’emblema della tradizione, quella del Redentore, in programma sabato notte. Arriva una notizia, lungamente discussa e ampiamente attesa, la città lagunare apre ufficialmente all’utilizzo di pali sintetici. Ne avevo già parlato in vecchio post qui. Come dicevo nell’introduzione: Nella laguna di Venezia si trovano dei pali conficcati nel fondo a volte singoli (palina) a volte uniti a gruppi di tre o quattro (bricola). Le paline si trovano generalmente lungo i canali e servono ad ormeggiare le imbarcazioni, mentre le briccole si trovano in laguna e servono ad indicare i percorsi che è possibile seguire in barca.

Ora la rivoluzione-paline è una realtà. Con la recente firma del protocollo tra Comune, Magistrato alle Acque, Soprintendenza per i Beni Architettonici, legno riciclato, pali sintetici in poliuretano o plastiche riciclate, vernici epossidiche, fascette protettive in metallo entrano a far parte (con precise indicazioni e vincoli) del bosco di pali, paline e approdi della laguna di Venezia.

Niente più pali solo in legno, non trattato, per i canali del centro storico, il Canal Grande, le isole e la città di Chioggia, ma verranno gradualmente incentivati pali di legno “graffettati” con fascette metalliche longitudinali e paline protette con vernice epossidica a bassa viscosità. Inoltre per le zone non vincolate e per le sottofondazioni (quindi non visibili), si apre anche ai pali sintetici in poliuretano con o senza anima metallica.

Le motivazioni che hanno portato a queste decisioni, che faranno ancora discutere, sono state la necessità di regolamentare un settore non facile, in modo da avere limiti chiari su cosa sia possibile fare, nel rispetto delle regole, evitando il fai da te che ha portato solo negli ultimi mesi a ben 800 contravvenzioni per pali fuori norma. Peccato solo che ora, molti di questi, con le nuove norme, non lo saranno più.

Le paline… di plastica

paline.jpgNella laguna di Venezia si trovano dei pali conficcati nel fondo a volte singoli (palina) a volte uniti a gruppi di tre o quattro (bricola). Le paline si trovano generalmente lungo i canali e servono ad ormeggiare le imbarcazioni, mentre le bricole si trovano in laguna e servono ad indicare i percorsi che è possibile seguire in barca.

Sia le paline che le bricole sono da secoli in legno, in molti casi le paline sono dipinte o decorate e rappresentano una delle tante secolari tradizioni veneziane. Tuttavia questi pali in legno sono costosi e nel tempo si deteriorano rompendosi, da tempo quindi ci sono persone che hanno optato per altre soluzioni, come pali  in plastica (riciclata) o in metallo rivestito da gomma rigida. I più tradizionalisti inorridiscono solo all’idea, ma la realtà di molti canali veneziani oggi è già questa.

Ora pare arrivare anche un’apertura ufficiale da parte del Consiglio comunale, che ha recentemente approvato l’uso di paline in materiali sintetici. Ma la tradizione del legno resisterà, anche perché per ora la prudenza del Comune è stata notevole, se da una parte si sono riconosciute le paline in plastica, dall’altra si legge che prima di un’autorizzazione ufficiale si attendono ulteriori studi. Per molti, questo provvedimento quindi è più una sorta di condono per le paline in materiali diversi dal legno, già presenti in molti canali veneziani, più che una reale apertura a nuovi materiali.

Staremo a vedere come si evolverà la situazione. E’ da molti anni che se ne parla, ma lentamente la sensibilità sta cambiando, di paline in plastica si parlava anche quand’ero bambino, ma si trattava di battute o di nefasti presagi fantascientifici, oggi invece sono una realtà.