Al via il federalismo demaniale

laguna.jpgAl via il federalismo demaniale, ma cosa succede a Venezia? I funzionari del Demanio stanno censendo in queste ore beni su beni: fiumi, montagne, laghi, spiagge, caserme, edifici di tutti i tipi e naturalmente migliaia di ettari di terreno, che a breve finiranno alle Regioni, alle Provincie e ai Comuni, che ne avranno la gestione diretta.

Dal prossimo mese i sindaci veneti potranno scegliere da un catalogo di quasi duemila pezzi quali resteranno allo Stato e quali invece passeranno alla loro gestione. Secondo il sindaco di Venezia, i beni inventariati in Veneto arrivano a sfiorare i 160 milioni di euro, ma nella collezione manca il “pezzo” più desiderato: il bacino di San Marco.

Poter gestire direttamente la laguna, e in special modo il bacino di San Marco, renderebbe molto più semplice e snella la gestione di un’area così importante, complessa e delicata, non ci sarebbe infatti più l’annosa questione dell’accavallarsi delle competenze.

In realtà la laguna di Venezia è stata catalogata come un lago e quindi non sarà l’amministrazione comunale a poterla gestire a meno che Orsoni non trovi un compromesso col governatore Zaia che sarà presto investito di poteri decisionali su tutti gli specchi d’acqua della regione.

Basta concerti in Piazza

concerto-san-marco.jpgEra il 15 luglio 1989 quando i Pink Floyd tennero uno storico concerto a Piazza San Marco (in realtà fu allestito su un palco galleggiante nel bacino di San Marco, ma la piazza e tutte le zone vicine si riempirono di gente e, a fine spettacolo, dei loro rifiuti). Prima e dopo quella data sono stati moltissimi gli eventi tenutisi nello straordinario salotto veneziano, spesso con relativo corollario di polemiche relative all’inquinamento acustico e ai rischi per la salute dei monumenti. Ora arriva uno storico giro di vite del Comune di Venezia sui grandi eventi musicali in Piazza San Marco.

Entrerà presto in vigore infatti il limite di un solo concerto di grande rilievo l’anno.

Lo ha chiesto il nuovo sindaco Giorgi Orsoni, riferendosi al calendario della stagione dei concerti e degli eventi in piazza che sarà presentato a breve in Comune.

Orsoni ha detto senza mezzi termini che questo sarà l’ultimo anno nel quale l’area marciana diventerà palcoscenico per così tanti concerti di spessore internazionale.

La Festa della Sensa

Bucintoro.jpgIeri a Venezia c’è stata una celebrazione importante e molto radicata nella storia della città: La Festa della Sensa con Lo Sposalizio col Mare, rito in cui Venezia rinnova ogni anno il suo “matrimonio col mare”.

Questa festa è una delle più antiche celebrazioni veneziane, nacque infatti nell’anno 1000 per festeggiare e tramandare ai posteri l’impresa navale del Doge Pietro Orseolo II, che partì nel giorno dell’Ascensione (Sensa) di quell’anno con la flotta della Serenissima per correre in aiuto alle popolazioni della Dalmazia minacciate dai pirati slavi che infestavano le loro coste.

La festa anticamente si svolgeva così: il Doge, a bordo della galea Dogale, che divenne poi il famoso Bucintoro, seguita da un corteo d’imbarcazioni, si portava all’imboccatura di porto del Lido, dove il Vescovo benediceva le acque del mare in segno di pace e gratitudine.
Dopo una successiva vittoria, stavolta diplomatica nel 1177, quando Papato e Impero firmarono a Venezia la pace, grazie alla mediazione del Doge Sebastiano Ziani, la festa diventò ancora più complessa e sfarzosa.
In segno di riconoscenza il Papa Alessandro III consegnò infatti al Doge un anello benedetto pronunciando le parole: “Ricevilo in pegno della Sovranità che Voi e i successori Vostri avrete perpetuamente sul Mare“, e poi impose le nozze tra Venezia ed il Mare dicendo: “Lo sposasse lo Mar sì come l´omo sposa la dona per essere so signor“.
Con il sostegno del Papa, la Sensa divenne così la più importante rappresentazione popolare e istituzionale del mito della Serenissima come Regina dei Mari.

Da allora, con cadenza annuale il Doge sposò Venezia al Mare in segno d’eterna fedeltà, gettando nelle acque un anello.
Al giorno d´oggi la Festa coinvolge nel ruolo che fu del Doge il Sindaco (quest’anno è stata la prima volta per il neo eletto Orsoni), che nel giorno dell’Ascensione raggiunge, a bordo della “Bissona Serenissima” usata nel Corteo della Regata Storica, la bocca di porto di San Nicolò per ripetere il secolare rito che simboleggia l´eterna unione tra Venezia e il Mare.