Ricerca sulle origini dei veneziani

dna.jpgSpesso scherzo con amici e conoscenti e dico che i veneziani sono in via d’estinzione. Effettivamente passeggiando per Venezia si sente parlare inglese, francese, spagnolo, arabo, giapponese, cinese, e un po’ tutti i dialetti italiani, è invece un po’ più difficile, sopratutto in certe zone, incontrare degli ‘indigeni‘.
Ora pare che anche degli studiosi americani si apprestino a considerare i veneziani come gli indiani di una riserva, come una specie in via d’estinzione.

Gli ultimi veneziani saranno infatti presto schedati e studiati dai ricercatori di un’università americana, che sabato gireranno per la città armati di tamponi e contenitori, preleveranno a chi si presterà alla cosa, campioni di dna.
Potranno sottoporsi solamente i maschi, di qualunque età, a condizione che siano veneziani doc, e abbiano quindi genitori e nonni veneziani. Questo per assicurare un valore ‘storico’ al campione genetico.

La “ricerca sulle origini dei veneziani“, promossa dalla National Geographic Society, e condotta dagli studiosi del Worcester Polytechnic Institute del Massachusetts, sarà uno dei momenti del “Funerale di Venezia” organizzato dal “movimento libero e apartiticoVenessia.com, ideato dal commerciante Stefano Soffiato, per “sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema dello spopolamento della città” scesa, come hanno evidenziato recentemente molti media, sotto i 60 mila abitanti.

Gli studiosi spiegano che la ricerca si prefigge di raccogliere campioni genetici su oltre 100 mila individui in tutto il mondo, allo scopo di “chiarire le origini delle popolazioni dell’Europa centro-occidentale”. In Italia, la ricerca si concentra sul patrimonio genetico dei veneti. “I dati raccolti serviranno ad avvalorare diverse teorie sulle origini dei veneti, sulla loro diffusione nel continente europeo e soprattutto sul loro insediamento nell’area dove oggi sorge Venezia”.

Il sindaco Massimo Cacciari taglia corto e bolla il “funerale” come “una stupidaggine”. Il patron dell’Harry’s bar Arrigo Cipriani è sostanzialmente d’accordo: “Farei piuttosto una festa di speranza”. Non farà neanche il test genetico: “Non mi pare una cosa seria, è una trovata goliardica”. Anche io, per quel che vale, la penso così, e poi sono veneziano solo al 50%.

Nuova vita per le Procuratie Vecchie

procuratie.jpgUn complesso lavoro di restauro conservativo, pulitura e consolidamento della facciata delle Procuratie vecchie, sul lato nord di Piazza San Marco, a Venezia, sarà portato a termine nei prossimi due anni, grazie ad un intervento privato.
Le Procuratie Vecchie, edificate nel XII secolo sotto il doge Sebastiano Ziani, si estendono per 152 metri dalla Torre dell’Orologio verso l’Ala Napoleonica, con un portico di 50 arcate a tutto sesto sormontate da 100 finestre sui due piani superiori.
Il restauro è stato annunciato nei giorni scorsi da “super condominio Procuratie Vecchie” (che cavolo di nome), gruppo nel quale Assicurazioni Generali è presente con il 56%.

L’operazione è stata resa possibile grazie al superamento delle controversie sorte nel passato tra i molti proprietari dei diversi immobili presenti nell’area, proprio con la costituzione del super condominio che si farà carico della spesa dell’intervento. I lavori avranno un costo di 1 milione 319 mila euro, l’80% del quale verrà da Assicurazioni Generali. Gli interventi, su tremila metri quadrati complessivi di superficie, riguarderanno anche le 50 arcate e le 100 finestre disposte su due file di piani della storica facciata sulla piazza.

Gli interventi procederanno per quattro fasi, dirette da Gretchen Alexander, cercando il più possibile di non intralciare le numerose attività commerciali presenti nella zona.

Soddisfazione per il restauro, che completa quelli già realizzati nel resto di Piazza San Marco, è stata espressa anche dal sindaco di Venezia Massimo Cacciari.