Fine settimana in maschera

2605384740.jpgQuesto fine settimana, e precisamente sabato 4 febbraio, ha inizio l’attesissimo Carnevale di Venezia 2012.

Questo evento fino al 21 febbraio trasformerà la città lagunare in un teatro a cielo aperto con artisti di strada, balli, musiche e un gran finale, il concerto gratuito dei Modà in Piazza San Marco la sera di Martedì grasso.

Se sabato sarete a Venezia non fatevi sfuggire la possibilità di conoscerla e scoprirla da un punto di vista diverso, insolito e segreto, attraverso un percorso curato dallo scrittore veneziano Alberto Toso Fei e condotto tra le calli dagli attori della Compagnia Pantakin, che vi porteranno alla scoperta di luoghi e storie particolari, spesso leggendari, legati alle vicende dei personaggi più conosciuti o ai misteri più affascinanti della laguna. 

“A Venezia, la vita è Teatro”, questo è il titolo dell’iniziativa – ideata da Venezia Marketing & Eventi e prodotta da Expovenice, che lo scorso anno registrò un grande successo di pubblico – in questa edizione viene ripresentata con storie nuove, tutte modulate sul tema del Carnevale 2012: “La vita è Teatro. Tutti in maschera”. 

Sabato 4 febbraio e tutti i giorni da sabato 11 a martedì 21 febbraio 2012, con partenze dalla biglietteria di Piazza San Marco. Ogni itinerario sarà effettuato in italiano, inglese o francese.

Per ulteriori informazioni: tel. +39 041 309 0077

Da domenica 5 e per tutti i giorni del Carnevale, vi segnalo invece la possibilità di degustare un buon bicchiere di vino grazie alla Fontana Del Vino, altra iniziativa che, avendo riscosso notevole successo in passato, torna con nuova linfa in questa edizione.

 

Fantasmi veneziani

zurlin.jpgVenezia è ricca di storia, tradizioni e leggende, è una città che ha mille storie da raccontare, spesso avvolte da un alone di mistero, tra queste ci sono molte storie di fantasmi che farebbero la loro comparsa tra le calli e negli antichi palazzi. La storia che vi racconto oggi risale al 1929, in una sera di Novembre e ha come protagonista il medico personale del Vescovo di allora.

Dopo aver svolto il suo lavoro il dottore tornava verso casa a bordo di una gondola, quando udì delle grida provenire da una casa dalle parti di San Pietro di Castello, vicino al sottoportico Zurlin, il più basso della città. Una ragazza l’aveva riconosciuto e cercava di attirare la sua attenzione. Il medico si affrettò e scoprì che la giovane invocava aiuto per la madre che aveva la polmonite.

La donna in passato era stata una domestica del dottore che si affrettò a soccorrerla e a prestargli le dovute cure. Quando la donna si riprese il medico si congratulò con lei per la figlia che era stata così premurosa e attirandolo l’aveva salvata, ma la donna sentendo quelle parole impallidì, sua figlia infatti era morta circa un mese prima.

Effettivamente della ragazza il medico, guardandosi attorno sconvolto, non trovò più traccia.

S. Martino a Venezia (Parte 1)

martino280x190.jpgLa vita di S.Martino

Martino nacque nell’odierna Ungheria nel 316 da un ufficiale romano e, fino ai 15 anni, fece parte della Guardia Romana. Conobbe il cristianesimo frequentando di nascosto gruppi di cristiani. Le cronache narrano di lui come un uomo di straordinaria umiltà e carità, doti che sono alla base delle leggende che si raccontano sulla sua vita.
Ottenuto dall’Imperatore l’esonero dal servizio militare, Martino si recò a Poiters dove fu battezzato e ordinato sacerdote dal vescovo Ilario.
In Francia S.Martino è il primo patrono della nazione. Nei numerosi dipinti a lui dedicati è tradizionalmente raffigurato sul suo cavallo mentre compie il celebre gesto del taglio del mantello.

La leggenda di S.Martino

Sono molte le leggende legate alla figura di questo santo, la più celebre parla di un piovoso 11 novembre, in cui Martino galoppava sul suo cavallo ricoperto da un mantello. Ad un certo punto incontrò sul suo cammino un povero barcollante e infreddolito. Martino volle aiutarlo ma non aveva denaro o cibo da offrirgli e così prese il suo mantello e con la spada lo tagliò a metà donandone una parte all’uomo affinché potesse usarlo per ripararsi dal freddo e dalla pioggia. Poco dopo mentre Martino continuava il suo viaggio, il clima si riscaldò e dalle nuvole spuntò un sole radioso. Ecco l’origine della cosiddetta estate di S.Martino, definizione che ancor oggi si da alle belle giornate di novembre. Giunta la notte Martino sognò poi Gesù che con il mantello in mano lo ringraziò per quel gesto compassionevole.

La Festa di S. Martino a Venezia

La festa di S.Martino a Venezia è ancor oggi molto sentita ed amata, soprattutto dai bambini che l’11 novembre girano per i negozi battendo pentoloni e scuotendo campanacci, chiedendo qualche moneta in dono e cantando, il ritornello della filastrocca di S.Martino campanaro.

San Martin xè andà in sofita
A trovar la so novizia
La so novizia non ghe gera
‘L xè cascà con cul per tera
El s’à messo ‘n boletin
Viva, viva San Martin

Cadendo quest’anno di Mercoledì, molti dei festeggiamenti, soprattutto dedicati ai più piccoli si sono svolti tra sabato e domenica. Quasi tutte le parrocchie hanno organizzato giochi e momenti di comunione, come pranzi e cene. Domenica, inoltre, al mercato di Rialto s’è tenuta una mostra di disegni in cui i bambini delle scuole elementari della città hanno raffigurato il santo nel celebre gesto del dono del mantello.

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