L’enogastronomia sale in cattedra

università, vino, lavoro, tradizioniL’enogastronomia è senza dubbio una delle eccellenze del Made in Italy, e ora sale addirittura in cattedra, con il master universitario di primo livello in “Cultura del cibo e del vino per la promozione delle risorse enogastronomiche” promosso dall’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Si svolge lungo la “Strada del prosecco”, che va da Conegliano a Valdobbiadene, nella provincia di Treviso, la settima edizione di questo originale master universitario promosso dall’Università Ca’ Foscari e sostenuto dal Comune di Valdobbiadene.

Il programma, che si snoderà dal 31 gennaio al 30 giugno, è rivolto sia a giovani laureati, sia a professionisti interessati ad acquisire conoscenze e competenze in un settore decisamente in crescita.

Il master – sottolinea un articolo sul nuovo numero dell’Almanacco della Scienza del Cnr – favorisce l’inserimento nel lavoro in un comparto strategico per il Veneto e più in generale per il Paese: dalla tutela dei prodotti tipici all’organizzazione di eventi culturali e turistici, fino alla valorizzazione della cultura enogastronomica. 

Il percorso formativo si articola tra tradizionali lezioni in aula, seminari e working group per un totale di 360 ore. Le attività si allargheranno ai luoghi della filiera enogastronomica, muovendosi tra aziende agricole, cantine, distillerie, pastifici, ristoranti e caffè, ma anche case editrici, archivi e biblioteche. 

Al master seguirà poi un tirocinio obbligatorio di 300 ore che permetterà di avere un contatto ancor più diretto con gli addetti ai lavori di importanti aziende del comparto, facilitando l’inserimento degli studenti più meritevoli e capaci, nel mondo del lavoro.

 

Un flashmob per sostenere la crocieristica veneziana

navi, crociera venezia, lavoro, flash mob, turismoSi discute molto, soprattutto dopo il naufragio della Concordia al Giglio, delle grandi navi da crociera che passano per Venezia. Finora su questo blog ho parlato principalmente delle voci contrarie, e delle loro proteste, ma naturalmente c’è anche chi, come portabagagli, ormeggiatori, addetti alla vigilanza, operatori del segmento turistico e ricettivo, vogliono sostenere la crocieristica a Venezia.

Per far sentire la loro voce 600 addetti ai lavori hanno organizzato, ieri, un flashmob, proprio per sostenere il settore. L’evento è seguito all’appello del Comitato Cruise Venice, associazione che promuove ed incentiva il traffico delle crociere in laguna.

I partecipanti si sono dati appuntamento al terminal passeggeri per dare il proprio benvenuto alle crociere, comparto produttivo, in cui Venezia eccelle a livello europeo.

“Non è stata una prova di forza contro chi vorrebbe precludere il porto alle grandi navi da crociera, – ha dichiarato Massimo Bernardo, presidente del Comitato Cruise Venice -, ma un pressante invito alla città perché si capisca che sostenere oltre 3000 posti di lavoro, il reddito di centinaia di famiglie ma, soprattutto, l’interesse culturale che la nostra città sa esprimere, appare una rotta obbligata quando, a Venezia, la crociera inizia proprio dal conoscere la città”.

Giovani e lavoro

lavoroNegli ultimi giorni “Il Gazzettino”, maggiore quotidiano del Nord Est, ha ospitato una serie di articoli che hanno dato vita ad un’interessante discussione, nata dalla lettera di un ragazzo di 20 anni che si chiedeva quali opportunità lavorative offra oggi Venezia alle nuove generazioni.

Non so se posso parlare a nome dei giovani, visto che tra non molto compirò 35 anni, ma senza dubbio l’argomento mi interessa e lo sento mio.

Credo che Venezia, così come ogni altra città italiana, possa offrire delle opportunità a chi ha la voglia, la forza e magari, perché no, il coraggio e, a volte, l’imprudenza, di cercarle, con fiducia o, addirittura, con fede. Fede nelle proprie possibilità, nel proprio Paese e nelle nuove tecnologie che rendono, giorno dopo giorno, il mondo un luogo sempre più piccolo, nel quale è possibile lavorare per un’azienda americana o giapponese senza necessariamente doversi spostare da casa propria, in Italia.

Dei giovani si parla tanto, quasi sempre in modo inappropriato, spesso si tende ad offenderli, nel migliore dei casi a compatirli.

Personalmente, per quella che è la mia esperienza, credo che per ogni “bamboccione” ci siano almeno dieci ragazzi in gamba, che non avranno difficoltà, se non perdono la fiducia, a trovare lavoro, o magari ad inventarsene uno.

Quando frequentavo le superiori e, in parte, anche mentre ero all’università, molti docenti guardavano la mia generazione con sufficienza, facendo intendere, in modo neanche tanto sotteso, che non avremo combinato granché nella vita. Oggi, tra i miei amici e coetanei, ci sono persone di successo, quasi tutti sono sposati o, ad ogni modo, non vivono più in famiglia, molti hanno dei buoni stipendi e ottime prospettive di carriera, ma soprattutto, un buon numero, tra i quali anch’io, fanno un lavoro che amano e che riserva soddisfazioni, non solo economiche, che comunque restano ovviamente molto importanti.

Credo che i ventenni di oggi, tra qualche anno, potranno voltarsi indietro e fare quello che ora faccio io, uno sberleffo e un “alla faccia vostra” a chi gli derideva anziché puntare sull’innovazione vera, non quella tecnologica, ma quella delle giovani menti.

Bisogna sicuramente rimboccarsi le maniche, ma la cosa più importante è non rinunciare ai propri sogni. Mai arrendersi ragazzi! Le opportunità ci sono, e se non riuscite a vederle, cercate altrove e aguzzate la vista.

 

Vivere e studiare a Venezia: il lavoro

lavoroAmici miei,

se vi ho fatto spendere tutti i quattrini raccomandandovi buone osterie e suggerendovi qualche corso formativo, è giunto anche il momento di consigliarvi il modo per mettere via qualche soldino. Se siete studenti, non sarà forse facile trovare qualcosa di appassionante e travolgente, ma è tutto ripagato con l’antidolorifico del part-time. Girando Venezia in lungo in largo e intorno, è molto facile scorgere tra le vetrine dei locali la richiesta di baristi, camerieri e collaboratori vari per bar, ristoranti e pizzerie al taglio. La cosa migliore è strappare un contratto, dove così non è, assicuratevi di non essere sfruttati per nulla, purtroppo qui non siamo in Olanda, dove fino a 23 anni il giovane lavoratore deve avere una soglia minima di guadagno. In questo campo, non è sempre richiesta l’esperienza, può essere molto utile la conoscenza di altre lingue e può servire una gran dose di spigliata simpatia, giusto per strappare qualche mancia (agli stranieri, ovviamente!).

Per chi non ha voglia di fare il giro dei bar con il curriculum in mano, c’è il sito di Bakeca, sempre aggiornato su lavori di ogni tipo e dove voi stessi potete proporvi per qualcosa con un annuncio (http://venezia.bakeca.it/offerte-di-lavoro-0). E ancora, visitando il sito dell’ESU (Diritto allo studio), troverete mensilmente diverse proposte di lavoro che variano dalla ricerca di architetti neo-laureati a quella di promoter nei negozi (link). Infine, e mi rivolgo in special modo alle ragazze, a Venezia sembra piuttosto semplice trovare un lavoretto da baby-sitter, sarà che non ci sono le automobili e tutti si sentono particolarmente legittimati ad avere un sacco di bimbi. In questo caso, vale spesso il passaparola, ma se non sapete da chi farlo fare perché per voi è la prima volta, fatevi un giro di asili ed elementari e appendete i vostri bei annunci con orsetti disegnati e quant’altro. Assicuratevi – vale la pena ricordarlo –  che vi piacciano i marmocchi, va bene che non ci sono le automobili, ma perdersi un piccoletto tra le calli suscita spesso coccoloni (forse in entrambi i sensi).

Roberta