Venezia in idrovolante

2235688339.jpgSeawings Seaplane Tours ha annunciato le sue promozioni estive per tutte le famiglie che visiteranno Venezia durante il mese di agosto. L’offerta “due al prezzo di uno” sarà valida fino al primo settembre 2011. 

Stuart Wheeler, direttore di Jet Ops Europe Ltd, ha affermato: “Siamo estremamente orgogliosi di questa promozione. Siamo certi che offrirà ai turisti un’opportunità unica per ammirare Venezia in tutto il suo splendore e allo stesso tempo ci consentirà di dimostrare perché siamo così entusiasti di questa città”. 

Descritto come un tour che “risveglierà i vostri sensi” e come “un racconto istruttivo sulla lotta di Venezia per la sua sopravvivenza”, “Venezia in idrovolante” accompagnerà i visitatori in un’escursione aerea sulla Laguna di Venezia durante la quale potranno ammirarne le isole veneziane, capire l’importanza geografica della laguna e visitare una piccola parte della città generalmente non aperta al pubblico. 

Durante il volo, che ha una durata di trenta minuti, è possibile ammirare Torcello, Burano, San Servolo, San Pietro, San Giorgio, il Lido e la Giudecca. Il tour in idrovolante è tuttavia solo una parte dell’escursione completa di due ore; i turisti vengono infatti trasferiti dal terminal passeggeri (o da San Marco) all’isola di San Clemente a bordo di una tradizionale motolancia. Qui avranno tutto il tempo per visitare il parco adiacente al San Clemente Hotel accompagnati da una guida esperta. 

L’idrovolante utilizzato per il tour Seawings può trasportare fino a nove passeggeri. A bordo del velivolo, dotato di aria condizionata, ciascun passeggero sarà comodamente seduto su un sedile in pelle, e potrà ammirare la città dal proprio finestrino. I voli vengono effettuati tutti i giorni, con partenze ogni ora dalle 9:30 alle 18:00. Il tour ha una durata di 30 minuti da molo a molo e offre un’ineguagliabile vista panoramica di Venezia e della sua laguna. 

Per ulteriori informazioni sul tour o per prenotare i biglietti godendo di questa offerta limitata, visitate il sito: www.seawingsvenice.com.

Tornano gli idrovolanti in laguna

dirigibile, lido, laguna, turismoDopo ben settant’anni un idrovolante torna a solcare la laguna di Venezia che agli inizi del secolo scorso fu la culla di questa attività sia a livello civile che, soprattutto, militare. Artefice del progetto è la società di gestione dell’aeroporto Nicelli del Lido, che ha allacciato contatti con la Seawings, società impegnata in questa stessa attività negli Emirati Arabi, e pronta ad accogliere l’invito di far tornare questi velivoli in città, naturalmente con finalità assolutamente pacifiche e, nella fattispecie turistiche. Un servizio che avrà come base sempre l’aeroporto del Lido, ma che vedrà l’aereo decollare e atterrare in un tratto di laguna vicino all’isola di San Clemente, senza arrecare nessun disturbo alla popolazione e agli ospiti del San Clemente Palace Hotel & Resort.

Si tratta di un progetto che non ha lasciato nulla al caso, anche perché, come spesso avviene in Italia a causa delle burocrazia, la preparazione e l’attuazione dell’idea è stata piuttosto lunga, soprattutto per ottenere il  rilascio delle concessioni necessarie alla sua concretizzazione.

Il servizio di voli turistici su idrovolante avrà un target medio alto e una durate media di volo tra i 20 e i 30 minuti, necessari per raggiungere la stazione crociere di Venezia o il centro storico, sempre partendo dal San Clemente Palace.

I voli sono già iniziati regolarmente attraverso prenotazioni. Per ora non è prevista una vera e propria tabella di volo, in quanto il servizio sarà attivo se le richieste riusciranno a riempire i nove posti disponibili a bordo dell’aereo. L’attività proseguirà fino alla fine di ottobre, affiancandosi agli altri voli turistici in aereo ed elicottero, già da tempo offerti dall’aeroporto del Lido.

Non dimentichiamo poi, come ho già detto anche in questo blog, che presto a Venezia, alzando gli occhi al cielo, potremmo incrociare con lo sguardo un dirigibile. L’idea infatti torna periodicamente e si continua a discuterne.

Le paline… di plastica

paline.jpgNella laguna di Venezia si trovano dei pali conficcati nel fondo a volte singoli (palina) a volte uniti a gruppi di tre o quattro (bricola). Le paline si trovano generalmente lungo i canali e servono ad ormeggiare le imbarcazioni, mentre le bricole si trovano in laguna e servono ad indicare i percorsi che è possibile seguire in barca.

Sia le paline che le bricole sono da secoli in legno, in molti casi le paline sono dipinte o decorate e rappresentano una delle tante secolari tradizioni veneziane. Tuttavia questi pali in legno sono costosi e nel tempo si deteriorano rompendosi, da tempo quindi ci sono persone che hanno optato per altre soluzioni, come pali  in plastica (riciclata) o in metallo rivestito da gomma rigida. I più tradizionalisti inorridiscono solo all’idea, ma la realtà di molti canali veneziani oggi è già questa.

Ora pare arrivare anche un’apertura ufficiale da parte del Consiglio comunale, che ha recentemente approvato l’uso di paline in materiali sintetici. Ma la tradizione del legno resisterà, anche perché per ora la prudenza del Comune è stata notevole, se da una parte si sono riconosciute le paline in plastica, dall’altra si legge che prima di un’autorizzazione ufficiale si attendono ulteriori studi. Per molti, questo provvedimento quindi è più una sorta di condono per le paline in materiali diversi dal legno, già presenti in molti canali veneziani, più che una reale apertura a nuovi materiali.

Staremo a vedere come si evolverà la situazione. E’ da molti anni che se ne parla, ma lentamente la sensibilità sta cambiando, di paline in plastica si parlava anche quand’ero bambino, ma si trattava di battute o di nefasti presagi fantascientifici, oggi invece sono una realtà.

Novità sulla Sublagunare

sub-lag.jpgE’ da più di 10 anni che se ne parla, per alcuni è il treno del futuro, una grande opera capace di collegare sott’acqua la città di Venezia alla terraferma, per altri è solo fantascienza, per altri ancora è un’idea che, se realizzata, rischia di distruggere la città.

Ora, la Sublagunare torna d’attualità con la firma di un Protocollo d’intesa tra il sindaco Orsoni e la Camera di Commercio. che realizzerà entro il prossimo gennaio uno studio sulle ricadute socio-ecomomiche di quest’opera avveniristica, analizzando i flussi di mobilità, in chiave di aumento dei turisti, e l’interrelazione con gli altri mezzi di trasporto in vista di una rete integrata.

L’ambizioso progetto di questa metropolitana sottomarina, consentirebbe di collegare in soli 15 minuti il centro storico di Venezia all’aeroporto di Tessera.

Il Comune, guidato dal sindaco Giorgio Orsoni, stavolta sembra fare sul serio, ma prima di partire, vuol capire quali siano le ricadute sociali ed economiche di questa impresa, condividendo la scelta della sua eventuale realizzazione con la città.

Non si tratterà quindi di un’opera destinata a suscitare polemiche, come il Ponte sullo stretto di Messina o, per restare in laguna, il MOSE, ma bensì nascerà da una scelta condivisa sulla “mobilità del terzo millennio”, in una delle aree più delicata e complesse del nostro Paese.

5^ Premio Internazionale Arte Laguna

arsenale.jpgIl Premio Internazionale Arte Laguna, organizzato dall’Associazione Culturale MoCa e dallo Studio Arte Laguna, con il patrocinio tra gli altri del Ministero degli Affari Esteri, della Regione Veneto e dell’Istituto Europeo di Design, dà prova anche per questa nuova edizione di quella peculiare capacità di innovare e di rinnovarsi, che gli ha consentito di accreditarsi in pochi anni nel sistema dell’arte contemporanea e di raggiungere un grande successo.

Ormai è iniziato il conto alla rovescia per candidarsi al 5° Premio Internazionale Arte Laguna e avere la possibilità di esporre in una location unica al mondo: l’Arsenale di Venezia, sede degli eventi della Biennale.

La prestigiosa giuria internazionale, che ogni anno ha saputo scoprire nuovi talenti, è pronta per scoprire altri nuovi Artisti.

Iscriversi è semplice, ma attenzione, c’è poco tempo, mancano circa due settimane. Se siete degli artisti e volete sottoporre le vostre opere alla giuria cliccate questo link.

Per ogni altra informazione, visitate il sito: www.premioartelaguna.it.

 

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Un giorno nero

gattonero.jpgIeri era il 17 Ottobre, data che probabilmente per molti di voi non ha particolari significati, ma a Venezia si dice porti sfortuna, effettivamente, superstizioni a parte, se si guarda indietro ai 17 Ottobre di anni e secoli passati saltano fuori dai libri di storia molti fatti decisamente negativi, se non in alcuni casi, catastrofici.

Il primo evento funesto legato alla data risale al 589 d.C., quando avvenne una disastrosa alluvione causata dallo straripamento dell’Adige, detta “rotta della Cucca”, nei pressi dell’attuale Veronella, in provincia di Verona, che causerà lo sconvolgimento idrografico dell’intera area, modificando il corso dei principali fiumi del Veneto e portando ad una radicale trasformazione della laguna di Venezia, che venne a trovarsi così ricongiunta alla terraferma ed esposta di conseguenza alle minacce esterne, perdendo il suo tradizionale vantaggio strategico.

Un altro 17 Ottobre infausto per Venezia fu quello del 1797, il giorno forse più nero nella storia della città, in cui fu firmato il Trattato di Campoformio tra Napoleone e l’Austria, che decretò la fine della Repubblica di Venezia. La città veniva infatti ceduta, assieme all’Istria e alla Dalmazia, all’Austria, che, in cambio, riconobbe la Repubblica cisalpina.

Le vongole di Sant’Alvise

vongole.jpgIl Gazzettino di Venezia del 24 Agosto ha riportato una notizia che mi ha incuriosito, visto che parla della mia parrocchia, Sant’Alvise e di un fenomeno che pare riguardare questa zona di Venezia di cui ero completamente allo scuro, nonostante avvenga a pochi metri da casa mia.

Va detto che da casa non ho la vista sulla laguna e non sono particolarmente mattiniero, quindi se non era per il Gazzettino avrei probabilmente continuato a non saperne nulla.

A quanto pare, proprio a Sant’Alvise sarebbero in costante aumento le segnalazioni di cittadini che abitano nei pressi del pontile dell’ACTV e che avvistano ogni mattina centinaia di barchini che dalle alle 4:30 alle 9:00 da oltre due settimane, raccolgono vongole indisturbati trasportandole a tutta velocità fino ad un vicino peschereccio utilizzato come barca d’appoggio.

Il peschereccio resta in una zona dove la pesca è permessa ma i barchini si spingono molto oltre, fino ad avvicinarsi al confine di Sant’Alvise con la laguna.

Oltre al mancato rispetto della legge, c’è un reale rischio per la salute, visto che le vongole pescate in zone non consentite possono trovarsi anche a ridosso del petrolchimico di Porto Marghera, ed essere quindi inquinate da sostanze molto pericolose.

Sempre stando alle segnalazioni dei cittadini pare che i controlli nella zona siano piuttosto carenti, sono state viste solo barche della Guardia di Finanza, ma solo dopo le 9 del mattino, ora in cui la pesca di frodo s’è già conclusa.

Uno stupido scherzo

f-nuove.jpgGli è costata una denuncia per procurato allarme ed interruzione di pubblico servizio la burla messa in atto da un 50entenne veneziano, forse per far colpo su una turista polacca sua coetanea.

La vicenda è accaduta lunedì sera, quando l’uomo in compagnia dell’amica si è tuffato in acqua alle Fondamente Nuove per poi riemergere ad alcuni metri di distanza senza farsi vedere. La donna allarmata dopo alcuni minuti d’attesa s’è tuffata per cercarlo e, non trovandolo ha chiesto disperatamente aiuto ad alcuni dipendenti del vicino Ospedale Civile che poco dopo, sentita la storia hanno fatto intervenire la polizia e, in seguito anche i carabinieri e la capitaneria di Porto.

Intanto l’ideatore dello stupido scherzo aveva fatto ritorno a casa dove poco dopo è stato raggiunto da degli agenti a cui non ha voluto dare spiegazioni.

Al via il federalismo demaniale

laguna.jpgAl via il federalismo demaniale, ma cosa succede a Venezia? I funzionari del Demanio stanno censendo in queste ore beni su beni: fiumi, montagne, laghi, spiagge, caserme, edifici di tutti i tipi e naturalmente migliaia di ettari di terreno, che a breve finiranno alle Regioni, alle Provincie e ai Comuni, che ne avranno la gestione diretta.

Dal prossimo mese i sindaci veneti potranno scegliere da un catalogo di quasi duemila pezzi quali resteranno allo Stato e quali invece passeranno alla loro gestione. Secondo il sindaco di Venezia, i beni inventariati in Veneto arrivano a sfiorare i 160 milioni di euro, ma nella collezione manca il “pezzo” più desiderato: il bacino di San Marco.

Poter gestire direttamente la laguna, e in special modo il bacino di San Marco, renderebbe molto più semplice e snella la gestione di un’area così importante, complessa e delicata, non ci sarebbe infatti più l’annosa questione dell’accavallarsi delle competenze.

In realtà la laguna di Venezia è stata catalogata come un lago e quindi non sarà l’amministrazione comunale a poterla gestire a meno che Orsoni non trovi un compromesso col governatore Zaia che sarà presto investito di poteri decisionali su tutti gli specchi d’acqua della regione.

San Francesco del deserto

San-Francesco-deserto.jpgSan Francesco del deserto è un’isola abbastanza vicina a Burano. E’ un posto molto bello, circondato da cipressi, su cui sorge un antico monastero francescano.
Personalmente ci sono stato una sola volta e di questa visita conservo delle foto molto belle del giardino curato dai frati.
La leggenda vuole che su quest’isola raggiungibile oggi solo con imbarcazioni private, sia passato San Francesco di ritorno dalla Siria.

Il santo piantò nel suolo il suo bastone da cui nacque un pino che i frati mostrano ancora oggi ai visitatori che, su prenotazione, possono visitare il chiostro, il parco e pernottare nel monastero oltre che seguire corsi di iconografia ed altre iniziative.