La città del pensiero

Philippe Starck, pierre cardin, murano, isole, progettiIn 50 anni Venezia ha perso metà dei suoi abitanti, ma se molti scappano da case troppo care e da una vita spesso scomoda, altri arrivano e in tanti non la lasciano più. Sono molti infatti i “veneziani per scelta”, tra i quali diversi i nomi noti, come Vittorio Gregotti, Pierre Cardin, Paolo Baratta, Gino Strada, Ottavia Piccolo e il noto designer e architetto francese Philippe Starck, che per bloccare il lento declino della città propone di farne un’isola dei cervelli.

Un luogo dove far dialogare creativi, filosofi, matematici, artisti ed imprenditori, per progettare un domani migliore.

Per Starck, che vive a Burano ormai da 25 anni, bisogna dare a Venezia un futuro all’altezza del suo glorioso passato. Ne parla anche dalle pagine del libro “Veneziani per scelta” (edito da StudioLT2), in cui Caterina Falomo e Manuela Pivato hanno raccolto i racconti di 18 personaggi che hanno deciso di vivere in laguna. 

Il libro, con prefazione di Roberto Bianchin, è arricchito anche dalle illustrazioni di Sergio Staino.

Basterebbe – dice Starck – scegliere una delle tante isole della laguna e riunirvi dei pensatori illuminati, le cui idee potrebbero poi essere contrassegnate dal francobollo “pensato a Venezia”.

In fine Starck si dice “molto deluso” che non si sia fatto nulla del suo progetto presentato una decina di anni fa, per creare una “cittadella del pensiero” all’Arsenale. “Ogni cosa in questa città – aggiunge – esprime intelligenza”.

Per fortuna Venezia ha ancora degli estimatori intelligenti, speriamo che diventi una tendenza contagiosa.

 

L’Isola dei Laghi

isoleL’isola dei Laghi ha una superficie di 8 ettari e mezzo e si trova di fronte a Torcello sul canale di Burano, immediatamente a nord di Mazzorbetto dalla quale è separata da uno stretto canale detto del Taglio.

Si tratta di un’isola di formazione molto recente e fu aggiunta nella carte lagunari solo pochi anni fa: fino agli anni sessanta, la zona non era altro che un’area di barene denominata Palude dei Laghi, in seguito interrata per il riversamento di fanghi provenienti dallo scavo di alcuni canali. 

Non è mai stata abitata ed è priva di costruzioni significative. Nel 1990 l’Associazione Culturale Veneziana (AS.CU.VE), affiliata all’AUSER regionale e nazionale, ha avviato su questo territorio delle attività di recupero gestite dagli anziani di Burano, con l’apertura di diversi sentieri e la creazione di alcuni orti, ricreando così la tradizionale integrazione tra orticoltura e pesca un tempo molto diffusa nel contesto lagunare.

Di recente l’isola è stata inserita nel piano di recupero morfologico portato avanti dal Consorzio Venezia Nuova che ha provveduto al rialzamento degli argini ed alla risistemazione delle canalette interne. Ha costruito anche un attracco dentro il Canal del Taglio per accedere in modo più facile agli orti.

Oggi quest’isola è in gran parte di proprietà comunale, ma la parte a ridosso del Canale di Mazzorbo è di proprietà privata e non è pertanto visitabile.

 

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Mazzorbo

MazzorboContinua la serie di post dedicati alle isole della laguna, oggi vi parlo di Mazzorbo.

Mazzorbo è un’isola della Laguna Veneta che si trova ad est di Burano ed è collegata a quest’ultima da un ponte. Oggi vi si trovano un centro sportivo, opera dell’architetto Giancarlo De Carlo, ed il cimitero di Burano, oltre ad alcune case popolari.

L’isola ha una forma rettangolare, con il lato maggiore di circa 880 metri. In parte il suo territorio è dedicato alla coltivazione. Alcune aree sono invece urbanizzate da quartieri di recente costruzione, nei quali abitano poco più di 300 persone.

Anticamente Mazzorbo era chiamata Maiurbium (forse una storpiatura di Magna Urbs, “città maggiore”), come tutti gli antichi centri lagunari nacque per effetto dello spopolamento delle città dell’entroterra, sotto la spinta delle frequenti invasioni barbariche.

Fin dai primi tempi l’isola, potendo godere della vicinanza di Torcello, a quel tempo grande centro commerciale della laguna, vantava ricchi palazzi e numerose chiese.

Raggiunto il massimo splendore nel X secolo, Mazzorbo, come altri centri vicini, iniziò a declinare in favore della vicina Venezia. Divenne così un’isola utilizzata per le attività agricole o per lo svago dei patrizi veneziani.

Dell’antica Mazzorbo non resta oggi praticamente traccia, eccezion fatta per la chiesa di Santa Caterina, databile tra il 1283 e il 1291, nella quale trova spazio la più antica campana della Laguna, databile al 1318.

 

Le Vignole

isole, cicchettiContinua la serie di post dedicati alle isole della laguna, oggi vi parlo delle Vignole.

L’isola delle Vignole si trova nella parte settentrionale della laguna di Venezia ed è raggiungibile in circa 15 minuti di vaporetto dalle fondamenta nuove.

L’isola si trova tra Sant’Erasmo e la Certosa, ed è formata da due parti (Vignole “nove” e “vecie”) unite da un ponte. Ci vive pochissima gente, ci sono orti e una trattoria che ha contribuito a renderla una meta per le gite “fuori porta” dei veneziani.

Prendere la barca e andare a mangiare alle Vignole è un classico per molti gruppi di amici. Anni fa l’ho fatto qualche volta anch’io.

La zona orientale dell’isola è area militare e vi sorge una caserma dei Lagunari. A questa è annessa l’isola di Sant’Andrea con l’omonimo forte, collegata alle Vignole da due ponti.

In passato era nota anche come Isola delle Sette Vigne, ed era un apprezzato luogo di villeggiatura. 

Nel VII secolo vi venne costruita da due tribuni di Torcello una piccola chiesa in onore di San Giovanni Battista e Santa Cristina.

Oggi, tra i suoi pochi monumenti spicca la chiesetta di Sant’Erosia, affacciata al canale interno e affiancata da un piccolo campanile.

 

San Lazzaro degli Armeni

isola, isoleMentre scrivo questo post ho un gran bel raffreddore, e forse anche qualche linea di febbre, quindi spero di non scrivere troppe cavolate, nel caso confido nella vostra comprensione.

Venezia, come ben sapete, è uno straordinario scrigno di bellezze e ricchezze d’ogni tipo. Molte sono note, tantissime altre sostanzialmente sconosciute, nascoste, in alcuni casi addirittura perdute e dimenticate. Questo discorso si amplifica in modo esponenziale se non prendiamo in considerazione solo Venezia, ma tutte le isole ed isolette della sua laguna.

Oltre alle ben note Murano, Burano e Torcello, meta di molti turisti, esistono infatti tante altre isole, spesso sconosciute agli stessi veneziani, difficili o, in alcuni casi, impossibili da raggiungere, anche perché tra queste ce ne sono alcune di proprietà privata.

Già in alcuni vecchi post vi avevo parlato di alcune isole, come Torcello, Burano o San Francesco del Deserto, ma ora ho deciso di avviare una vera e propria rubrica, nella quale, ogni settimana, vi presenterò uno di questi veri e propri gioielli che affiorano dalle acque.

In molti casi si tratta di isole che conosco poco anche io, nonostante viva in laguna da 34 anni. Quindi, se vorrete accompagnarmi in questo viaggio, le sorprese non mancheranno, per tutti, in primis proprio per me che vi scrivo.

Entriamo quindi subito nel vivo della questione, con la prima delle isole che ho deciso di presentarvi, ovvero: “San Lazzaro degli Armeni”.

Si tratta di una piccola isola nella laguna veneziana, che si trova ad ovest del Lido; completamente occupata da un monastero che è la casa madre dell’ordine dei Mekhitaristi. L’isola è uno dei primi centri al mondo di cultura armena, e la sua posizione rispetto al centro storico di Venezia, l’ha fatta individuare come luogo ideale per lo stazionamento in quarantena. Fu perciò usata dal XII secolo come lebbrosario (lazzaretto), ricevendo il relativo nome da San Lazzaro, patrono dei lebbrosi.

Abbandonata nel XVI secolo, nel 1717 fu donata dalla Repubblica di Venezia ad un gruppo di monaci armeni che erano fuggiti dalla persecuzione turca ad Istanbul. Mekhitar ed i suoi diciassette monaci restaurarono la chiesa e costruirono un monastero, ingrandendo di ben quattro volte l’isola fino alla sua attuale estensione di circa 3 ettari.

La Chiesa di San Lazzaro degli Armeni ospita una biblioteca con circa 200.000 volumi, tra i quali 4.000 manoscritti armeni e molti manufatti arabi, indiani ed egiziani, come la mummia di Nehmeket del 1000 a.C., raccolti dai monaci o ricevuti come dono. Il monastero ed i relativi giardini possono essere raggiunti dal vaporetto una sola volta al giorno, in circa 15 minuti da San Marco, concordando una visita guidata.

 

San Francesco del deserto

San-Francesco-deserto.jpgSan Francesco del deserto è un’isola abbastanza vicina a Burano. E’ un posto molto bello, circondato da cipressi, su cui sorge un antico monastero francescano.
Personalmente ci sono stato una sola volta e di questa visita conservo delle foto molto belle del giardino curato dai frati.
La leggenda vuole che su quest’isola raggiungibile oggi solo con imbarcazioni private, sia passato San Francesco di ritorno dalla Siria.

Il santo piantò nel suolo il suo bastone da cui nacque un pino che i frati mostrano ancora oggi ai visitatori che, su prenotazione, possono visitare il chiostro, il parco e pernottare nel monastero oltre che seguire corsi di iconografia ed altre iniziative.