Torna la Venice Marathon

maratona, insulaDomenica a Venezia torna la Venice Marathon, con la sua ventiseiesima edizione. Eventi come questo non nascono per caso, ha recentemente affermato l’assessore comunale allo Sport, Andrea Ferrazzi, ma perché c’è un’intuizione di fondo, c’è competenza, c’è collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti. 

Venezia fa sicuramente da volano nel richiamare l’attenzione nazionale ed internazionale, ma è vero anche che ha bisogno di manifestazioni qualificanti come questa.

Domenica 23 ottobre, la maratona attraverserà l’intero territorio della Provincia di Venezia, da Stra alla Laguna, con arrivo a San Marco.

Si tratta di una “manifestazione che riunisce le eccellenze”, come l’ha definita il sindaco Orsoni nel suo saluto, rivolto ad atleti e ospiti durante la conferenza stampa di presentazione.

L’edizione 2011 non deluderà i suoi tanti estimatori grazie a ben 7000 iscritti provenienti da 63 paesi e ad un coreografico passaggio (acqua alta permettendo) in Piazza San Marco, accompagnato dalla musica delle orchestre dei suoi storici caffè. 

A parte questa piccola deviazione il resto del percorso seguirà la tradizione e si snoderà quindi lungo la Riviera del Brenta, per arrivare a Venezia attraverso le diverse anime che compongono questo complesso territorio, dalla zona industriale a Piazza Ferretto, da Parco San Giuliano al Ponte della Libertà, la Capitaneria di Porto, le zattere e il ponte di barche, installato da Insula, tra Punta della Dogana e i Giardini (ex-Reali) di San Marco. 

Tante poi le iniziative collaterali legate alla maratona, come Exposport a Parco San Giuliano, e il progetto “Venezia accessibile – le barriere si superano di corsa” del Comune di Venezia.

Per il programma completo delle iniziative visitate: www.venicemarathon.it

Torna l’acqua alta

1685380197.jpgIn questi giorni a Venezia è tornata l’acqua alta, un fenomeno che ispira sempre una certa curiosità in chi ne ha solo sentito parlare o l’ha vista in foto o servizi televisivi. Anche i turisti che la incontrano per la prima volta e si trovano a doverla affrontare, spesso lo fanno, come è giusto che sia (per loro) con un sorriso.
Molto meno divertente, simpatico o stupefacente è questo fenomeno per chi a Venezia vive o lavora, e si trova, nonostante ci sia abituato, a dover far i conti con disagi e, spesso con veri e propri danni economici. Come avviene per i tanti esercizi commerciali che, oltre a perder clienti subiscono in caso di maree eccezionali danni a infrastrutture come, ad esempio l’impianto elettrico, il mobilio, ecc…

Nei secoli Venezia ha sempre lottato con le acque e, molto prima che si parlasse del discusso MOSE (MOdulo Sperimentale Elettromeccanico), ormai prossimo alla sua entrata in funzione, c’erano già tecniche, tuttora in uso, per combattere questa difficile battaglia. Molti non se ne saranno accorti, molti credono che Venezia sia sempre uguale a se stessa, una città immobile, un museo a cielo aperto, ma in realtà la città cresce anno dopo anno, e quel che più vi stupirà, cresce in altezza. No non sto parlando dell’altezza degli edifici, non pensate ad una Venezia stile New York, parlo di rive, fondamenta e, in generale, della pavimentazione che viene periodicamente innalzata per strappare metri alle maree.

L’ultima serie (contemporanea) di questi interventi di rialzamento di intere aree della città (dette insule) è durata più di trent’anni, con restauri, interventi alle fondamenta e opere di rialzo della pavimentazione realizzate da Insula (socità che si occupa della salvaguardia della città). Nel 1976, 140 centimetri di acqua sul medio mare allagavano quasi il 90% del centro storico, la stessa quantità d’acqua oggi raggiunge invece poco più del 50%. Per questi sfortunati il Comune ha annunciato che con un assestamento di bilancio reperirà tre milioni di euro che servono a risarcire gli allagati del dicembre 2008.

Vedremo tra qualche anno con il MOSE come cambierà la situazione.