Il Giorno della Memoria 2012

ghetto, malibranOggi, 27 gennaio è il “Giorno della Memoria“, istituito per legge nel 2000. Questo giorno è l’anniversario dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz. Ricordare è importante: la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia e la morte, non devono e non possono essere dimenticati, così come tutti quelli che hanno sofferto a causa di ideologie abberranti.

Venezia, come molte altre città, si impegna da tempo per celebrare al meglio il “Giorno della Memoria”, e lo fa con un poderoso sforzo collettivo: un lavoro che ha visto coinvolti il Comune accanto alle molte associazioni diffuse sul territorio e che ha prodotto un articolato calendario di iniziative, concentrate in particolare il 29 gennaio, ed indirizzate ad un pubblico davvero variegato, per età, formazione, ed interessi.

Accanto alle molteplici occasioni di approfondimento, spicca il ricco carnet di interventi musicali e di spettacoli teatrali. Il cuore dell’evento sarà il 29 gennaio al teatro Malibran, alle ore 10:00. Si tratta dello spettacolo “Shoah la musica racconta” del Conservatorio Agostino Steffani. Al Teatro Goldoni, lo stesso giorno, andranno invece in scena i luoghi dell’orrore e della rimozione collettiva, come il “campo modello” di Terezin e gli scritti di Anna Frank, che forniranno nuova linfa per la messa in scena di parole ed azioni per nulla scontate.

In fine segnalo un gesto di notevole valore simbolico, la consegna al Sindaco di Venezia della bandiera del Popolo Rom, accanto al contributo straordinario proveniente dai registri matricolari del carcere di Santa Maria Maggiore, recanti la storia dei perseguitati che di lì sono transitati. Un lavoro preciso e puntuale, durato anni e svolto in condizioni disagevoli. 

Completano il quadro le iniziative dell’Ateneo veneto e della Biblioteca Nazionale Marciana.

 

Il Giorno della Memoria 2011

memoria.jpgIl 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, è il “Giorno della Memoria“. A Venezia, che da secoli vede la presenza di una comunità ebraica estremamente attiva e radicata, verranno esposti decine di documenti provenienti dall’Archivio di Stato cittadino, testimonianze di deportazioni compiute a Venezia dopo l’emanazione delle leggi razziali.

Tra questi un fonogramma del 31 dicembre 1943 che comunica dalla stazione di Santa Lucia la partenza alle 12:20 di un treno con 93 ebrei veneziani deportati in un campo di concentramento.

Questi ed altri importanti documenti di quel buio periodo della nostra recente storia, saranno raccolti da oggi nella mostra “1938-1945. Le persecuzioni degli ebrei in Italia. Documenti per una storia”, promossa dalla Biblioteca Nazionale Marciana in collaborazione con l’Associazione “Figli della Shoah”.

Biblioteca Nazionale Marciana
San Marco 07 – 30124 Venezia
Dal 26 gennaio al 12 febbraio 2011
Ingresso libero

Il Ghetto ebraico di Venezia

ghetto.jpgIeri mentre tornavo a casa mi sono fermato al Brek vicino alla stazione di Santa Lucia per un caffè e per riscaldarmi un po’ viste le temperature davvero polari di questi giorni. Vicino al banco ho trovato un volantino del museo ebraico di Venezia e mi son reso conto, che nonostante io abiti a pochi minuti dal ghetto non ne ho mai parlato in questo blog.

Ecco quindi che colmo questa lacuna con questo post, interamente dedicato proprio al Ghetto ebraico di Venezia.

 

La storia del Ghetto di Venezia
A seguito delle leggi emanate dal Governo della Serenissima Repubblica, il 29 marzo 1516 nasceva a Venezia il primo Ghetto d’Europa, una zona dove gli Ebrei dovevano abitare e dalla quale non potevano uscire dal tramonto all’alba. Quest’area era chiusa da cancelli controllati da guardie e tutt’oggi si possono vedere i segni dei cardini di quei portoni.
Il Ghetto continuò ad esistere come tale per oltre due secoli e mezzo, fino a quando nel 1797 Napoleone conquistò Venezia e finalmente venne eliminato ogni cancello e restrizione per gli Ebrei, che furono così liberi di andare a vivere in altre zone della città. Oggi sono molti gli ebrei e i cattolici che vivono nel ghetto, nelle zone limitrofe ed in altre parti di Venezia.

Le sinagoghe: Schola Canton
La Schola Canton è situata accanto alla Schola Tedesca. Essendo immersa nel tessuto urbano, la sinagoga si può notare dall’esterno solo per la cupola lignea che spunta tra i tetti. Come nelle altre sinagoghe, anche qui bimà e aron sono situati lungo i lati corti dell’aula che, avendo pianta rettangolare, ha i banconi e l’entrata sui lati più lunghi. Il pavimento è a terrazzo veneziano ed ha al centro un ornamento circolare. Il matroneo è posto sopra l’entrata, lungo un lato della sinagoga; il soffitto è ornato da una cornice a festoni in marmorino.

Le sinagoghe: Schola Italiana

In Campo di Ghetto, ma più spostata verso destra rispetto alle Schole Tedesca e Canton, troviamo la Schola Italiana, costruita nel 1575 e famosa per essere stata la sede nella quale Leon da Modena teneva le sue orazioni.

Le sinagoghe: Schola Levantina

Fondata nel 1538, la sinagoga, assieme alla Schola Spagnola, si affaccia sul “Campiello delle Schole” in Ghetto Vecchio e nel corso dei secoli fu più volte restaurata. Tra i vari artisti che hanno prestato la loro opera, è sicuramente da segnalare Baldassare Longhena.
Esternamente la facciata lunga appare ripartita da una serie di finestre, mentre sul lato corto si può notare la sporgenza della bimà. All’interno, l’atrio è rettangolare: sulla destra è presente una piccola aula di studio e preghiera, il Midrash Luzzatto, mentre a sinistra c’è la scala che porta sia alla sala di culto che al matroneo.

Le sinagoghe: Schola Spagnola

E’ la più grande tra le Schole veneziane, ed è databile alla seconda metà del 1500, con diversi restauri ed interventi successivi: uno nel 1635 per mano di Baldassare Longhena e uno verso la fine del 1800.

Le sinagoghe: Schola Tedesca
La Schola Tedesca è situata in Campo del Ghetto, dalla parte diametralmente opposta rispetto alla Casa di Riposo Israelitica. Iniziata nel 1529, è identificabile esternamente solo per le cinque finestre con cui si affaccia sul campo. La pianta della sinagoga è trapezoidale e lungo i lati paralleli sono posti, uno di fronte all’altra, aron e bimà: quest’ultima, a differenza di quelle presenti nelle altre quattro sinagoghe veneziane, è posta sullo stesso piano del pubblico e non è quindi rialzata.

Il museo ebraico
Il Museo Ebraico di Venezia è stato aperto nel 1955 e nel 1986 ha subito un riallestimento, arricchito con le donazioni di cui è stato oggetto nel tempo. All’interno delle sue sale sono oggi esposte stoffe, argenti e oggetti usati sia per i rituali che per ornare le sinagoghe.