Bianco Capodanno

capodanno, fuochi artificiali, festaQuello appena passato non è stato un bianco Natale, ma un Natale nebbioso, se volete rifarvi, ecco arrivare il “Bianco Capodanno”, ma non nel senso di innevato.

Da anni ormai, come saprete anche leggendo questo blog, si festeggia il capodanno in Piazza San Marco a Venezia e piazza Ferretto a Mestre, come d’altra parte in tutte le maggiori piazze italiane, ma la solita offerta, fatta di musica e fuochi d’artificio, quest’anno si rinnova, dando vita ad una nottata tutta particolare, che regalerà le emozioni del Carnevale veneziano in un susseguirsi di spettacoli all’insegna della musica, della danza e delle maschere, tutte rigorosamente bianche.

La novità della festa di capodanno in piazza infatti è proprio questa, per salutare l’arrivo del 2013 ci sarà un party in maschera.

Per la musica ci si affiderà alla Venice White Band, con il suo repertorio di grandi successi del pop internazionale.

La band sarà accompagnata dalla voce della giovane cantante Chiara Luppi e da una coppia di ballerini e performer tutti rigorosamente vestiti di bianco, che proporranno un suggestivo spettacolo con coreografie coinvolgenti e suggestive. A condurre la serata, un misterioso ed affascinante Mister White, con volto e abiti completamente bianchi, che accompagnerà il pubblico con i suoi modi accattivanti sino alla mezzanotte, che da tradizione verrà rischiarata da un bellissimo spettacolo pirotecnico nel Bacino di San Marco.

Niente botti a Capodanno

capodanno, fuochi artificialiVenezia si prepara, come tutte le maggiori città Italiane, a salutare per sempre il 2011 e a dare il benvenuto ad un 2012 che, in barba ai Maya, si spera fortunato o, almeno, sereno.

Come Milano, Torino, Bari e molte altre città, anche Venezia, quest’anno, ha detto NO ai botti, compresi quelli legali, pena sanzioni piuttosto salate, in particolare in tempo di crisi.

Non si rinuncerà però al tradizionale spettacolo pirotecnico, ma niente petardi autogestiti che, anche se legali, in mano di minori possono creare danni e rappresentano causa di stress per gli animali domestici, oltre che rischi per la salute pubblica, visto che ogni anno c’è chi incautamente raccoglie petardi inesplosi o li usa in modo improprio, rimanendo ferito o, addirittura, menomato per sempre.

A Venezia il comandante generale della polizia municipale, Luciano Marini, ha emesso un’ordinanza che per la notte di Capodanno vieta “comportamenti che possano turbare la tranquillità o compromettere la sicurezza dei cittadini in luoghi aperti: nello specifico sabato 31 dicembre e domenica 1 gennaio sarà vietato usare o portare con sé materiale esplodente, accendere fuochi e far esplodere petardi, castagnole o altri artifici esplodenti”.

Sono sicuro che per chi sarà a Venezia a Capodanno le occasioni per divertirsi non mancheranno, anche senza botti. Io non ci sarò, dopo gli ultimi due anni a festeggiare a Piazza San Marco, stavolta vado in trasferta, in Sicilia, sperando in temperature meno rigide.

Buon anno a tutti! Con questo augurio vi informo che questo è l’ultimo post dell’anno nonché il numero 400 di questo blog. Arrivederci al 2012!

 

La notte dei record

fuochi.jpgUna Festa del Redentore davvero spettacolare quella di sabato notte, con 110 mila presenze tra veneziani e turisti, stando ai dati diffusi dal comune.

Molte le tavolate nei campi e sulle fondamente, molte le barche decorate a festa. Davvero tanta gente, un bel po’ di confusione e montagne di rifiuti. Ad ogni modo, nel Bacino di San Marco è andato in scena un vero e proprio tripudio di fuochi d’artificio, circa seimila, con un finale di cascate rosso ed oro (i colori della Serenissima) di grande effetto.

Io ero in piazza e puntale, verso le 23:30 lo spettacolo ha avuto inizio, quest’anno è durato come promesso e anticipato dai giornali, 10 minuti in più, concludendosi attorno a mezzanotte e dieci, tra applausi e una ovazione finale per l’eccezionale spettacolo che ha illuminato il cielo.

Appena concluso il tutto ho cercato di abbandonare la Piazza con qualche difficoltà vista l’enorme mole di persone, ma tutto sommato l’operazione è avvenuta senza troppi problemi, molto meglio che a carnevale, ad esempio e, salvo altri piccoli rallentamenti in alcune “strozzature”, me ne sono tornato a casa senza difficoltà in tempi piuttosto rapidi.

Sotto un breve video che ho girato col cellulare.

 

La Festa del Redentore

1646851958.jpgNella notte tra sabato e domenica, a Venezia si festeggia come ogni anno, la Notte Famosissima.

La festa del Redentore, che, come in quella dedicata alla Madonna della Salute (a Novembre) ricorda un voto fatto per salvarsi da una pestilenza.

La Festa del Redentore avviene infatti nella ricorrenza della costruzione per ordine del Senato veneziano (il 4 settembre 1576) della Chiesa del Redentore come voto per la liberazione della città dalla peste del 1575-1577, flagello che provocò la morte di più di un terzo della popolazione della città lagunare.

Alla fine della pestilenza, nel luglio del 1577, si decise di festeggiare con decorrenza annuale la liberazione dalla terribile piaga, con allestimento di un ponte votivo che collegasse Venezia all’isola della Giudecca ove sorge la chiesa.

Questa celebrazione continua dopo quasi cinque secoli ed è ancora oggi tra le più sentite e partecipate dai veneziani, oltre che dai tanti turisti incuriositi dal ponte di barche e affascinati dallo spettacolo pirotecnico che nella notte illuminerà il cielo sopra il bacino di San Marco.

A conclusione dei festeggiamenti, ricordo inoltre, nella giornata di domenica, tre regate di imbarcazioni tipiche veneziane.

La Notte Famosissima

redentore.jpgSabato a Venezia si festeggia, come ogni anno, la Notte Famosissima. La festa del Redentore, che, come la festa della Madonna della Salute (che si festeggia il 21 Novembre) ricorda un voto fatto per salvarsi da una pestilenza.
La Festa del Redentore ricorda ancora oggi ai Veneziani e al mondo intero il flagello che verso la fine del 1500 colpì l’intera Europa: la peste!
Dal 1575 al 1577 il morbo portò alla morte migliaia di persone, 50000 in meno di 2 anni, nella sola Venezia, tra cui forse anche il pittore Tiziano Vecellio morto nel 1576 quasi centenario.
Il contagio era arrivato in città quasi certamente portato dai topi, arrivati nelle stive delle navi che giungevano dall’Oriente con cui la Serenissima intratteneva intensi traffici commerciali.
All’epoca le pestilenze erano considerate una sorta di castigo divino, fu così che il 21 settembre del ‘576 il Senato Veneziano approvò la proposta del Doge Alvise Mocenigo di fare un voto solenne per invocare la fine della pestilenza e la salvezza della città.
Nel caso il voto fosse stato ascoltato, sarebbe stato costruito un tempio “che i successori anderanno solennemente a visitare […] a perpetua memoria del beneficio ricevuto“.
Fu deciso, dopo numerose discussioni, che il Tempio dedicato al Cristo Redentore sarebbe stato costruito sull’isola della Giudecca. Il 3 maggio del 1577 con funzione solenne fu posta la sua prima pietra.
La terza domenica di luglio dello stesso anno il Doge Sebastiano Venier proclamò finalmente la Serenissima libera dal contagio pestilenziale.
In pochi giorni fu costruita una chiesa provvisoria in legno per celebrare la fine della peste e fu realizzato un ponte di barche per collegare la Giudecca con la riva opposta affinché il corteo guidato dal Doge potesse raggiungere la chiesa per le solenni funzioni di ringraziamento.
Il ponte votivo di barche è, ancora oggi, uno degli elementi caratteristici di questa importante festa cittadina.
Dobbiamo l’aspetto dell’attuale chiesa del Redentore alla genialità di Andrea Palladio a cui fu affidato il compito della progettazione. Il Tempio fu ultimato e consacrato nel 1592 a 15 anni dalla posa della prima pietra. Un tempo record per l’epoca.
I festeggiamenti non sono limitati alla chiesa del Redentore ma si estendono, come da secolare tradizione, a tutta Venezia, con numerose manifestazioni in campi e campielli. La Regata del Redentore è una di queste manifestazioni che, assieme ai fuochi d’artificio, sono tra i momenti più spettacolari per le migliaia di persone che ogni anno vi assistono.
I fuochi artificiali sono una tradizione recente, introdotta nel 1978, per dare un’impronta moderna alla festa antica e, oggi, sono uno degli elementi più amati della ricorrenza.
Lo spettacolo pirotecnico è davvero grandioso sia per la durata di circa 45 minuti ininterrotti, che per la qualità, e per lo scenario davvero unico in cui si svolge.

Durante la notte il Bacino di San Marco e tutta la laguna fra Venezia ed il Lido brulicano di barche cariche di veneziani e turisti che festeggiano mangiando e cantando…
Molti giovani concludono la festa al Lido aspettando l’alba. Ci sono numerose feste e spettacoli, tutta la città si anima per una notte.
Anche quest’anno, in occasione della festa, Actv (Azienda del Consorzio Trasporti Veneziano) ha istituito servizi speciali sia per le linee di navigazione che automobilistiche.
A partire dalle ore 20 di sabato 18 luglio, in direzione Mestre – Venezia e, per il deflusso, a partire da mezzanotte e mezza di domenica 19 luglio, da Piazzale Roma, sia per le linee verso Mestre che per le linee extraurbane. Questi servizi straordinari termineranno alle ore 4.30 del mattino, quando riprenderà la circolazione degli autobus con orario festivo.