Un fine settimana di grande musica

pianoforteVogliamo parlare dell’acqua alta? No dai, tanto avrete sentito parecchie cose al Tg, diciamo solo che non era così alta da circa 2 anni e che son contento di abitare al secondo piano.

Cerchiamo di pensare ad altro, magari divertendoci un po’ nel fine settimana, nonostante il freddo e “l’umidità”.

Vi segnato tre appuntamenti interessanti, tra sabato e domenica.

Sabato 3 novembre, a chiusura della rassegna MUSICA AI FRARI 2012, si esibirà in concerto il duo formato dal trombettista sardo Paolo Fresu, da tempo uno dei più celebri ambasciatori del jazz italiano nel mondo, e dal talentuoso polistrumentista marchigiano Daniele Di Bonaventura, in questo caso apprezzato specialista del bandoneon.

Sempre  il 3 novembre, segnalo “Paesaggi immaginari” un concerto della nona edizione di Ex Novo Musica 2012, che si terrà a Teatro La Fenice.

Domenica 4 invece, ci allontaniamo da Venezia, almeno idealmente, ma senza muoversi dalla laguna, con “All’ombra del Vesuvio”, evento che rientra nel Festival Antichità, Mitologia e Romanticismo.

Interpreti di questo appuntamento musicale dalle forti suggestioni, ospitato a Palazzetto Bru Zane, saranno: Gabrielle Philiponet, soprano; NN, mezzosoprano Thomas Bettinger, tenore; Aimery Lefèvre, baritono Frédéric Caton, basso; Stéphane Jamin, pianoforte.

 

Una storia di ordinaria follia

frari.jpgUna storia davvero brutta, bruttissima, odiosa, davvero una storia che non ci si aspetterebbe a Venezia, città piuttosto tranquilla e, fortunatamente, poco toccata da fenomeni di bullismo e simili, almeno di tale gravità.

La storia è quella di Marino, un uomo che come molti ha perso tutto ed ora fa il barbone, la sua storia è simile a quella di tanti altri clochard.
Marino da ormai otto anni vive in un sottoportico di Corte Badoer vicino ai Frari, dove, tra scatoloni, vestiti appesi e rifiuti vari, ha ricavato la sua nuova casa.

Nella notte tra domenica e lunedì un gruppo di imbecilli ha pensato di divertirsi dando fuoco ai cartoni che fanno da parete a Marino e lui ha rischiato di bruciare vivo, per fortuna le fiamme si son limitate a lambire una manica del suo giubbotto senza causargli danni fisici.
Ora il barbone 61enne ha paura e la città si è svegliata stupefatta per il gesto dei suoi figli. I ragazzi autori del folle gesto sono infatti giovani veneziani, minorenni, probabilmente tossico dipendenti che frequentano la zona e che il barbone aveva già visto varie volte.

L’unica speranza è che quei deficienti abbiano nella loro mente vuota vissuto la cosa come un gesto di vandalismo e non come un’aggressione premeditata alla persona.