Calli e canali in Venezia

gondolieri, foto, Ferdinando Ongania, Aldo ReatoRiprendo l’aggiornamento di questo blog, ma solo come “vetrina” di post ed approfondimenti che troverete sul mio sito Venezia041.

Inizio con un pensiero di Aldo Reato, che condivido completamente:

Diciamo no alla Venezia plastificata e ai luoghi comuni di cui oggi la città e i Veneziani sono le prime vittime“.

Chi l’ha detto che i gondolieri non fanno cultura? La scommessa la lancia proprio il loro presidente, Aldo Reato, che ha pensato di avviare una collaborazione con la casa editrice veneziana «Lineadacqua». 

Ne è nata una ristampa del celebre volume «Calli e canali in Venezia» di Ferdinando Ongania, che raccoglie splendide foto in bianco nero che testimoniano una città senza tempo, oggi troppo spessa stretta tra luoghi comuni e globalizzazione, che rischiano di stritolarla.

 

Il fascino dell’abbandono

foto, Alessandro Scarpa, Carlo Albertini, candiani, mestreIl progetto fotografico EX invita il visitatore ad osservare attraverso le immagini fotografiche i luoghi abbandonati, decadenti, dismessi, con uno sguardo nuovo, ridando loro valore, dignità ed attenzione.

Negli scatti di EX si vedono luoghi irraggiungibili, frutto delle esplorazioni urbane di Alessandro Scarpa e Carlo Albertini, che hanno strappato all’oblio fabbriche deserte, capannoni dismessi, edifici abbandonati, e li hanno riconsegnati al presente. Il segreto dischiuso da queste esplorazioni è che tra le rovine industriali e i capannoni dismessi si manifesta, epifanicamente, il bello.

Esaurita la loro funzione pratica, i luoghi fotografati possono elevarsi ad uno stadio superiore, puramente artistico ed estetico (luoghi ormai inutili, ma “belli”). Negli scatti di EX non c’è denuncia del degrado, non c’è invettiva contro capitalismo e industrializzazione, non c’è nemmeno nostalgia romantica per le rovine del passato. I fabbricati di EX non hanno più niente da dire, ma ancora molto da mostrare. La missione dei fotografi è stanare il bello, quel bello casuale, non voluto, in attesa solo di essere colto.

Mostra a ingresso libero presso il Centro Culturale Candiani di Mestre

Orario: da mercoledì a venerdì 15.30 – 19.30 sabato e festivi 10.30 – 12.30 e 15.30 – 19.30

Chiuso lunedì e martedì.

Modern View of Ancient Treasures

mostra, architettura, foto, san marco, Lynn Davis, museoCome vediamo oggi, i tesori del nostro passato, cosa ispirano ad un osservatore moderno la maestosità degli antichi luoghi di culto? Una bella mostra che verrà presto inaugurata a Venezia, indaga proprio questi aspetti, come si evince dal suo titolo: “Modern View of Ancient Treasures”.

La fotografa Lynn Davis porta in mostra a Venezia i luoghi sacri dell’Oriente. Considerata una delle migliori artiste della scena americana, la Davis, con il suo “Modern View of Ancient Treasures”, saprà sicuramente farsi apprezzare anche da chi ne ammirerà le opere esposte al Museo Archeologico Nazionale di Piazza San Marco, dal 22 settembre al 13 gennaio 2013. 

Allieva di Berenice Abbott, un vero e proprio mito della fotografia, e amica di Robert Mapplethorpe, uno dei fotografi alla ribalta newyorkese negli anni Ottanta, la Davis propone una tra le sue più raffinate raccolte di grandi fotografie, tutte centrate su tombe monumentali in mezzo al deserto, templi che si ergono come stalagmiti nella pianura, figure ieratiche che emergono dalle montagne, tutto ciò che, in qualsiasi modo, trasmetta all’essere umano un senso di assoluto.

Per questo, l’esposizione possiede un doppio significato: le fotografie non solo entrano in rapporto con lo sguardo dello spettatore, ma anche con i reperti custoditi nel museo, che idealmente fanno parte della ricerca dell’artista, essendo anch’essi una memoria del passato.

Così, il viaggio ideale e fisico di Lynn Davis, trova finalmente il suo luogo d’elezione, che è il luogo della memoria, dove le sue grandi foto possono dialogare con i luoghi che, idealmente, potrebbero ospitarle per sempre.

 

Un weekend tra arte e musica

giudecca, foto, concertoOggi in occasione del Festival delle Arti 2011, alla Giudecca, vi segnalo alle 19:00 il concerto di Diego Gonzales e, nello Spazio Bocciofila, dalle 17:00 alle 19:00 vari incontri letterari con lettura di poesie.

Alle 15:00 e alle 17:00 presso la scuola Elementare Duca d’Aosta spettacoli teatrali per bambini.

Al Centro Civico delle Zittelle un interessante mostra fotografica e presso il Gruppo anziani autogestito il concerto del Bakaro Tour On The Street, alle 18:00.

Sabato 17, ultimo giorno del Festival, tra i tanti eventi in programma segnalo: Trash Art alle 15:30 in Campo Junghans e, sempre in quella sede, alle 19:00 si balla con la salsa cubana di Simone Puppa.

Al Consorzio Cantieristica Minore, proiezioni video e a Villa Hériot alle 17:30, Mario’s Ochestra in concerto.

Per la mappa del Festival e il programma completo di tutti gli eventi cliccate qui.

In fine volevo segnalare la campagna “Se ami Venezia non la incatenare”: slogan nato da un’idea dell’assessore comunale alle Attività culturali, Tiziana Agostini, che secondo me merita visibilità.

L’assessore ha bocciato l’ipotesi di dedicare un luogo di Venezia ai lucchetti “dell’amore” divenuti famosi a Roma a Ponte Milvio e che stanno infestando ora anche i maggiori ponti di Venezia.

“Venezia non ha bisogno dei lucchetti – ha dichiarato l’assessore – che equivalgono, sia in termini di spesa per la rimozione sia come fenomeno di costume, all’atto di imbrattare la città con spray. Un fenomeno di sottocultura con il quale la nostra città non può riconoscersi e che quindi non ha alcun senso venga legittimato con un luogo ad hoc”.

L’altro Afghanistan di Monika Bulaj

foto, palazzo ducaleIntanto buon ferragosto a tutti. Oggi vi parlo di una mostra fotografica dal titolo L’altro Afghanistan, visitabile a Palazzo Ducale fino al primo di ottobre. Si tratta di oltre due anni di immagini realizzate con una Leica, in uno dei Paesi più osservati e meno visti della geopolitica mondiale. Ultimamente, secondo me, decisamente trascurato dai media, come se parlarne fosse passato di moda. Ma che succede in Afganistan, in quello vero, quello dei piccoli paesi, con pochi o nessun contatto ed apertura verso l’occidente globalizzato?

C’è un Afghanistan solo, ma non è quello che ci raccontano i reportage di guerra. La guerra non si vede mai, ma è dappertutto nelle fotografie di Monika Bujal, negli atti domestici e pubblici, nei gesti quotidiani di un popolo che della guerra ha fatto uno stato dell’anima, un elemento dell’ambiente, un criterio regolatore delle abitudini. 

Nelle fotografie di Bujal, polacca di nascita, triestina di residenza, filologa di formazione, traspare l’amore per il teatro e la fotografia, che l’hanno portata a viaggiare nell’Afghanistan dei villaggi, dal confine con l’Iran a quello con la Cina, in molti modi e con molti mezzi diversi, a volte coperta dal burqa, sfruttando il doppio privilegio di essere donna tra le donne (dunque ammessa dove gli uomini non possono), e ospite per gli uomini (dunque da proteggere). 

Il cuore della sua ricerca è la scoperta e il racconto degli infiniti sottomondi e delle tante culture e sentimenti che sopravvivono in Afganistan, e continueranno a farlo fin quando sarà loro possibile negli anfratti ancora non raggiunti dalla globalizzazione.

Alberi di Natale

indicazione280.jpgIl Natale si avvicina ed è arrivato il momento, come ogni anno, di fare l’albero e/o il presepe.

Se siete un po’ in ritardo sulla tabella di marcia e se non avete trovato, come di consueto, gli abeti accanto alla chiesa di San Felice, non temete, si sono trasferiti per ragioni logistiche, davanti alla chiesa della Maddalena.

La chiesa di Santa Maria Maddalena, più conosciuta come La Maddalena, è un edificio religioso nel sestiere di Cannaregio e rappresenta uno degli esempi più noti ed apprezzati di architettura neoclassica a Venezia.

Ma Venezia non si prepara al Natale solo con gli alberi…

 

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Ecco un paio di vetrine decisamente natalizie.

 

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Un bel omaggio a Hugo Pratt

corto.jpgOmaggio a Hugo Pratt. Sulle strade dell’avventura” è il titolo di una bella mostra fotografica di Pino Ninfa al Caffè Quadri di Piazza San Marco a Venezia.

La mostra sarà visitabile fino al primo Agosto e, per la gioia di scoprire l’inaspettato, presenterà aspetti e aneddoti dell’avventurosa vita del fumettista e scrittore Hugo Pratt, che si rispecchiava pienamente nei suoi personaggi, e in particolare nel marinaio avventuriero, un po’ pirata, Corto Maltese, che è, ad oggi uno tra i personaggi letterari più amati a Venezia.

Pratt, sul filo della propria creatività, colse negli anni, le varie occasioni che gli apparivano maggiormente interessanti, anche se questo significava fare le valigie e reinventarsi una vita in una nuova città, così oltre che a Venezia visse a Parigi, Londra, visitò il Brasile, si sposò a Buenos Aires, lavorò in Svizzera…

Le foto di Pino Ninfa raccontano tutto questo e vanno oltre, suggerendo che l’avventura umana e artistica del grande fumettista continua ancora ispirando nuove storie e nuovi viaggiatori.

Posa d’artista

candiani.jpgVenezia c’ha abituati alle grandi mostre, ma anche Mestre, a ben vedere non è da meno, al Centro Culturale Candiani andrà presto in scena una grande parata di artisti, raccolti nella mostra “Posa d’artista. Ritratti a Venezia dall’archivio Graziano Arici 1946/2010” che verrà inaugurata, nella sua doppia sede espositiva, venerdì 23 Aprile al Centro Culturale Candiani e sabato 24 al Centro Regionale di Cultura Veneta Paola di Rosa Settembrini.

La mostra raccoglie oltre 120 fotografie in bianco e nero e a colori di Graziano Arici e circa 30 provenienti dal suo archivio: il più ricco in Italia per i ritratti di artisti.

Organizzata dal Centro Culturale Candiani e dalla Regione del Veneto, con la sua Mediateca Regionale, la mostra offrirà ai visitatori uno sguardo nuovo su personaggi del calibro di Salvador Dalì, Pegghy Guggenheim, Matisse, Juan Mirò, Picasso, Warhol, Lucio Fontana, de Pisis, Maurizio Cattelan e molti altri artisti in posa a ”giocare”, come spiega Tiziano Scarpa nel suo testo introduttivo al catalogo.

 

Calendario 2010 di Venezia

ponte.jpgGiovedì 10 dicembre verrà presentato il calendario 2010 di Venis Spa, pubblicazione, ormai piuttosto attesa in laguna, che dal 2004 rappresenta un appuntamento fisso del dicembre veneziano.
Il calendario non immortala belle ragazze in pose più o meno esplicite, ma bensì, per questa edizione bellezze architettoniche e, in particolare i ponti veneziani.

Ideato e realizzato dal grafico Fabrizio Olivetti e dal fotografo Francesco Barasciutti, il calendario è prodotto in collaborazione con il Centro previsioni e segnalazioni maree del Comune di Venezia e rappresenta ormai, come detto, un appuntamento fisso di questo periodo.
Quest’anno il calendario propone ventiquattro scatti in bianco e nero dei ponti di Venezia. Ponti dalle antiche geometrie, in pietra, legno o ferro, tutti diversi, sempre utili ed utilizzati, connettono rive, ma anche uomini, idee e religioni. Due sono le chiavi di lettura che organizzano le immagini di Barasciutti: il ponte come architettura fantastica disegnata dai riflessi della luce sull’acqua e il ponte come luogo di incontro e di passaggio. Non dimentichiamoci che la simbologia del ponte è stata scelta anche dall’Europa proprio per sottolineare l’unità e la comunicazione tra i paesi dell’Unione, infatti su tutte le banconote Euro sono raffigurati dei ponti.

Alla conferenza stampa di giovedì, oltre agli autori, interverranno l’assessore comunale all’informatizzazione, Laura Fincato, il presidente e il direttore dell’Istituzione Centro Previsione e Segnalazione Maree, Luigi Alberotanza e Paolo Canestrelli, il presidente, l’amministratore delegato e il direttore generale di Venis Spa, Sandro Codato, Sergio Brischi, Valter Baldassi, il direttore dell’Accademia delle Belle Arti, Carlo Montanaro, autore del commento alle foto.