Venezia batte Vienna

2905974702.jpgNon so se avete seguito la polemica di questi primi giorni dell’anno tra Vienna e Venezia, con la RAI che, come d’altra parte avviene ormai da qualche anno, preferisce trasmettere in diretta il concerto di capodanno dalla Fenice di Venezia, limitandosi a mandare in differita quello viennese.

Personalmente la questione non mi appassiona, anzi non me ne frega proprio nulla, la RAI farà le sue considerazioni, e visto che è la Tv pubblica italiana, penso sia giusto che promuova la cultura e le eccellenze italiane.

Naturalmente non bisogna chiudersi in provincialismi o boicottare nessuno, ma non credo che la volontà dell’azienda sia questa.

Trovo poi un po’ ridicola la discussione su diretta e differita degli eventi, ormai esiste l’on-demand, lo streaming, e in ogni caso, parliamo di concerti di musica classica, non di eventi sportivi.

In effetti, forse, l’unico aspetto positivo della questione è che per qualche giorno, si parla un po’ di musica classica, anche se naturalmente questa fa da contorno alle polemiche, ma meglio fare da contorno che non esserci proprio.

Per i più patriottici poi, segnalo, ad ogni modo, che se proprio si vuole vedere la questione come uno “scontro”, beh l’abbiamo vinto noi.

Nella sfida a distanza dei due concerti di Capodanno, quello in diretta dalla Fenice di Venezia in onda su Rai1 ha decisamente avuto la meglio con 4.381.000 spettatori (share del 26.64%) rispetto all’evento in differita su Rai2 da Vienna, visto nella prima parte da 2.849.000 spettatori (con uno share del 15.57%) e nella seconda da 3.072.000 spettatori (con share al 18.1%).

 

Buon Anno e Viva Giuseppe Verdi!

FeniceCon il mio primo post del 2013 vi auguro buon anno e, nonostante io abbia assistito la notte del 31 dicembre, ad un divertente spettacolo al Teatro Goldoni, vi parlo di un altro evento, ovvero del tradizionale concerto di capodanno al Teatro La Fenice di Venezia, un evento non solo “veneziano”, ma che grazie alla diretta della RAI entra nelle case di moltissimi italiani ed europei. 

Buon Anno e Viva Giuseppe Verdi! Con questo augurio per un buon 2013, introdotto dalle note del compositore Petr Il’ic Cajkovskij (Sinfonia n. 2 in do minore op. 17 Piccola Russia), su cui ha danzato Roberto Bolle e seguito da “Le siege de Corinthe: Galop”, di Gioachino Rossini, si è aperto il concerto di Capodanno 2013 dal Teatro La Fenice di Venezia. L’evento, diretto da Sir John Eliot Gardiner e trasmesso ieri su Rai 1, è stato dedicato al grande compositore italiano, Giuseppe Verdi, di cui nel 2013 ricorre il bicentenario della nascita.

Attingendo al repertorio verdiano il concerto è poi proseguito con “Di Madride noi siam mattadori” (da La Traviata), “Merce’, dilette amiche” (da I Vespri Siciliani) e “Questa o quella per me pari sono” (dal Rigoletto), rispettivamente eseguiti dai solisti: Desirée Rancatore e Saimir Pirgu. 

Il programma è proseguito poi con “Attila” (Preludio), su le cui note hanno danzato i ballerini del Balletto Nazionale Ungherese, per ricordare che il 2013 è stato proclamato “Anno della cultura italo-ungherese”. 

Hanno seguito “O Signore, dal tetto natio” (da I Lombardi alla prima crociata), che ha condotto verso il gran finale con, il Preludio atto I tratto da “La Traviata” (impreziosito dall’esibizione di Roberto Bolle con il Corpo di ballo del teatro alla Scala). Le ultime due selezioni sono state: “Va’ pensiero sull’ali dorate” dal “Nabucco”, e l’attesissimo “Libiam ne’ lieti calici”, a conclusione del quale, si è assistito ad una pioggia di coriandoli rossi e dorati che hanno inondato il palco, tra l’entusiasmo e l’emozione generale.

Buon 2013 a tutti!

Se Venezia trema

terremoto, piazzale roma, feniceIeri, alle 9:00 di mattina mi sono svegliato col terremoto e, verso le 13:00, giusto per digerire il pranzo, ho avvertito nitidamente un’altra scossa.

Per fortuna a Venezia non è successo nulla di grave, soprattutto se paragonato alla tragedia dell’Emilia.

Tuttavia, Venezia è una città fragile, come lo sono molte nostre città d’arte, e già dopo la scossa di domenica 20 maggio molti giornali locali avevano ipotizzato che parecchie strutture potessero essere state lesionate, anche se non in modo immediatamente evidente.

Siamo chiari e diretti, Venezia è a rischio crolli, distacchi di materiale, ecc… anche senza bisogno di terremoti, eventi del genere ovviamente aumentano i rischi in modo severo.

Ieri infatti la scossa ha provocato la caduta di una statua che, per fortuna, ha solo sfiorato una donna ai Giardini Papadopoli, vicino a Piazzale Roma.

Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco e i vigili urbani, che hanno transennato l’area e deviato la viabilità.

Nessuno si è fatto male, ma c’è mancato davvero poco, anche perché sotto la statua in marmo, alta circa 2 metri e ad un’altezza all’incirca equivalente, si trova una postazione di vendita souvenir, in un’area a forte passaggio di turisti e veneziani.

Un’altra conseguenza del sisma, ed altre forse seguiranno nei prossimi giorni, è stata la scelta della Fondazione Teatro La Fenice di sospendere la messa in scena de La Bohème di Giacomo Puccini, prevista per la serata. 

Il Teatro La Fenice, ricostruito in seguito all’incendio del 1996, è dotato di un sistema antisismico che garantisce la sicurezza dell’edificio, ma si temevano, in caso di nuove scosse, scene di panico che avrebbero potuto mettere in pericolo l’incolumità del pubblico e del personale impiegato nella produzione.

Tutti i biglietti sono naturalmente stati rimborsati.

 

Nuovo Centro di musica romantica a Venezia

bruzane.jpgPalazzetto Bru Zane è il nuovo Centro culturale veneziano dedicato alla musica romantica francese.
Si tratta di un progetto fortemente voluto da Madame Nicole Bru, mecenate francese presidente della Fondazione Bru, che ha deciso di legare la sua passione per la musica a quella per Venezia. E’ nato così un centro culturale aperto a forme di scambio e di contatto con altre realtà europee e italiane.
Per realizzare il progetto Madame Nicole Bru ha recuperato un edificio secentesco che versava in condizioni critiche, nel sestiere di San Polo, trasformandolo in un vero gioiello. L’iniziativa è costata 16 milioni di euro, 8 per l’acquisto del Palazzetto, 4 e mezzo per il suo restauro e 3 e mezzo per il budget annuale.
Palazzetto Bru Zane, inaugurato nei giorni scorsi, è ora una realtà che si lega al territorio, con una programmazione che comprende anche altre location come: il Teatro La Fenice e la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista.
Il calendario dei concerti è molto impegnativo: oltre cento in programma già in questa prima stagione.