La festa degli abusivi

773627061.jpgIeri era l’8 marzo, la festa della donna, e tutti i fioristi di Venezia, così come nelle altre città, s’erano attrezzati con mazzi e mazzetti di mimosa di ogni dimensione, anche le pasticcerie ed altri negozi proponevano una notevole varietà di dolci e gadget a tema, ma non ci si limitava a questo, era letteralmente possibile, acquistare della mimosa ad ogni angolo di strada (o quasi).

Io ho visto un venditore “improvvisato” in strana nuova, ma sicuramente ce ne saranno stati molti altri, visto che pare, da quanto si legge oggi sui giornali, che ben 2.140 mazzetti di mimose (chissà chi si è messo a contarli) siano stati sequestrati dalla polizia, in quanto venduti illegalmente.

Gli agenti hanno infatti svolto alcuni controlli per contrastare il fenomeno della vendita abusiva di fiori in strada, in occasione della festa della donna, e la caccia ha fruttato ben 166 mazzetti di mimose il 7 marzo e 1.981 (di cui 1.321 in terraferma e 660 nel centro storico e nelle isole) l’8 marzo.
Tutti sono già stati distrutti, se fossero stati venduti avrebbero fruttato almeno 10 mila euro.

Non solo borse taroccate quindi o improbabili giochini, tipo l’ormai classico pomodoro che si spiaccica al suolo, i venditori abusivi diversificano l’offerta e sfruttano le festività, così come fanno i negozianti in regola.

Operazioni come quella dell’8 marzo sono sicuramente meritevoli, ma andrebbe studiata una strategia per affrontare e, magari perché no, risolvere, il problema dell’abusivismo, in ogni settore, penso ad esempio anche a taxi, guide turistiche, ecc…

Roba da donne

mimosa.jpgOggi è la festa della donna e, presso l’Ateneo Veneto a Venezia, alle ore 18 si terrà una conferenza dal titolo: Roba da donne. Emancipazione e scrittura nei percorsi di autrici dal mondo.
L’incontro, a cura di Silvia Camilotti di Mangrovie Edizioni, sarà un momento per dialogare con Tiziana Agostini, Tiziana Plebani, Ilaria Crotti e Ricciarda Ricorda sul tema della letteratura scritta dalle donne.

Letteratura al femminile, intesa come forma di libera espressione di sé e di riflessione sulla realtà circostante. Lo sguardo, sensibile ed attento, di chi interverrà alla discussione, sarà quindi rivolto alla condizione della donna e ai rapporti tra i generi.
La narrazione infatti, che sia in forma autobiografica o meno, ha spesso per le donne un valore particolare e profondo. Una ricerca o, in alcuni casi, una riscoperta di sé, una rivendicazione di spazi, di autonomia e libertà.

La scelta dell’Ateneo Veneto di Scienze lettere ed arti è stata quella di proporre una riflessione su queste tematiche arricchita anche da voci nuove che, insieme, nella loro molteplicità di sguardi, aiutino a riflettere sulla scrittura come concreta possibilità di affermazione e rappresentazione di sé, volta a favorire la conoscenza e l’incontro.
L’Ateneo Veneto, come si legge nel suo statuto, è un’istituzione che, nell’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale, ha per scopo di cooperare al processo ed alla divulgazione delle scienze, delle lettere, delle arti e della cultura, in ogni loro manifestazione.

Questo incontro, mi pare perfettamente in linea con questi ambiziosi obbiettivi.

A proposito di donne

belledejour.jpgParte questa sera alle 21 con “Bella di giorno” di Luis Buñuel, la nuova rassegna cinematografica del Centro Culturale Candiani di Mestre.
Il titolo della rassegna è “A proposito di donne. Il cinema indaga l’universo femminile” ed è, chiaramente dedicata, alla figura femminile nel cinema. L’evento è organizzato presso il Centro Culturale Candiani in collaborazione con il Centro Donna del Comune di Venezia nell’ambito delle iniziative per il trentennale della sua fondazione.

Le protagoniste delle pellicole scelte esprimono una condizione femminile in cui si rispecchia la contraddizione della società che, da una parte, vuole una donna emancipata, ma dall’altra non la educa ad essere se stessa ma, bensì a sottostare spesso ad antiche regole.

Il tema non è dei più facili, ma non aspettatevi dei mattoni, si tratta di film spesso lievi, anche se non superficiali che, con ironia e autoironia indagano le relazioni, i problemi e gli amori di donne che spesso abbandonano le proprie aspirazioni per occuparsi della famiglia.

Le protagoniste delle pellicole sono divertenti, ironiche, frivole, ma anche coraggiose, impegnate, razionali e molto complicate, sono donne insomma. Sono mogli, madri, sorelle, figlie, amiche ma soprattutto sono lontane da stereotipi cinematografici fin troppo diffusi e riescono a farcela dove gli uomini spesso falliscono.

In scena a Mestre anche storie di dolori e ricatti, racconti difficili di donne vittime della violenza degli uomini, ma capaci nonostante tutto, di ricominciare.

Una bella, complessa, appassionata indagine dell’universo femminile.

Programma della rassegna:

  • lunedì 1 marzo, ore 21.00 Bella di giorno di Luis Buñuel
  • mercoledì 3 marzo, ore 21.00 Una moglie di John Cassavetes
  • venerdì 5 marzo, ore 21.00 Hannah e le sue sorelle di Woody Allen
  • lunedì 8 marzo, ore 21.00 Un affare di donne di Claude Chabrol
  • mercoledì 10 marzo, ore 21.00 L’albero di Antonia di Marleen Gorris
  • venerdì 12 marzo, ore 21.00 Fargo di Joel e Ethan Coen
  • lunedì 15 marzo, ore 21.00 Ti do i miei occhi di Icíar Bollaín
  • mercoledì 17 marzo, ore 21.00 Il matrimonio di Tuya di Wang Quanan
  • venerdì 19 marzo, ore 21.00 Volver – Tornare di Pedro Almodóvar
  • lunedì 22 marzo, ore 21.00 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni di Cristian Mungiu
  • mercoledì 24 marzo, ore 21.00 Irina Palm di Sam Garbarski
  • venerdì 26 marzo, ore 21.00 Caramel di Nadine Labaki