Musica ai magazzini del sale

sale.jpgCanadese di origini indiane, Imaad Wasif entra da protagonista sulla del rock indipendente americano nel ‘94, formando il duo Lowercase, di casa su Amphetamine Reptile; presto si ritrova compagno di avventure di Russ Pollard dei Sebadoh e del mitico Lou Barlow, nei Folk Implosion e negli album solisti di quest’ultimo; per poi finire a dar corpo al suono degli Yeah Yeah Yeahs cimentandosi con chitarra acustica, basso e Wurlitzer; partecipando en passant anche alla colonna sonora di “Where the wild things are”.

Nel nuovo album “The Voidist” personaggi come Dale Crover (Melvins), Bobb Bruno (Best Coast) e Greg Burns (Red Sparowes) lo aiutano a vestire quella voce tra Jeff Buckley ed Elliott Smith con “un gran bel concentrato di psichedelia west-coast deviata, stoner desertico […] e traditional americana”, impressionando critica e pubblico.

Mercoledì 27 aprile sarà a Venezia dalle 21:30 presso i magazzini del sale S.A.L.E. Docks – Dorsoduro 265.

Il gorno dopo invece, giovedì 28 aprile, sempre ai magazzini del sale, appuntamento con: GREAT WALL of SOUNDS #1: Rassegna di concerti di musica contemporanea cinese.

Per info: http://www.saledocks.org/

Ma che freddo fa

442609658.jpgDopo giorni di freddo polare (anzi siberiano) e raffiche di vento, ieri qualche fiocco di neve ha imbiancato il giovedì grasso del carnevale veneziano che poi, per non farsi mancare nulla s’è anche fatto bagnare dalla pioggia. Ad ogni modo nulla di grave, i festeggiamenti e i tanti eventi in programma si sono tenuti regolarmente.

La Cina è stata protagonista in Piazza San Marco, dove nonostante il freddo e la bora che ha ripreso a soffiare, sei diversi spettacoli si sono alternati per tutto il giorno, con un totale di ben 95 artisti che si sono esibiti, tra ballerini, acrobati e musicisti dell’Opera di Pechino. Gli arrivi in città, per il weekend sono stati circa 10mila, ma il Carnevale non è ancora finito e questi numeri potrebbero aumentare ancora.

Fino a martedì ci saranno concerti tutte le sere in molti dei principali campi veneziani e altri eventi, grandi e piccoli, in molte zone della città. Ma anche solo passeggiare per Venezia, senza una meta, è davvero un’avventura magica in questi giorni, anche se forse un po’ costosa.

A questo proposito vorrei segnalarvi un sito, nato dall’idea di alcuni amici, si chiama ostellivenezia.net e permette di cercare e recensire ostelli a Venezia, hotel, B&B ed altre soluzioni economiche per alloggiare in città, magari proprio a Carnevale, o in altri particolari momenti, come durante la mostra del cinema o la Biennale.

Uno dei tanti luoghi comuni su Venezia infatti la vuole una città carissima, specie per i turisti, in parte è vero, ma sapendosi muovere è possibile godersela appieno anche per chi ha un budget molto limitato.

Se oltre all’alloggio, per cui vi rimando al sito di cui sopra, vi servono informazioni per mangiar bene spendendo poco o per visitare mostre gratuite, etc… mandatemi pure una mail, sarò felice di darvi qualche suggerimento per farvi un giro a Venezia senza dover accendere un mutuo.

Da Venezia a Pechino

solitudine_numeri_primi.jpgDal 9 al 19 dicembre Pechino e Shanghai ospiteranno la seconda edizione della rassegna Grandi film italiani da Venezia a Pechino, organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura e dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta che, con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica diretta da Marco Mueller, proseguono così il comune progetto di promozione e diffusione del cinema italiano nel mondo.

Tra le pellicole proposte in Cina ci saranno Malavoglia di Pasquale Scimeca (nella sezione Orizzonti), 20 sigarette di Aureliano Amadei (premio Controcampo Italiano) e La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo (in Concorso a Venezia 67).

Quest’anno, dopo il successo della scorsa edizione, l’evento coinvolgerà anche Shanghai e vedrà la partecipazione, come ospiti, dei tre registi, Scimeca, Amadei e Costanzo e dell’attrice Alba Rohrwacher.

 

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49 giorni chiuso in una scatola

Murano.jpgPer 49 giorni, Xing Xin, un artista cinese starà rinchiuso in una black box (una scatola nera di 200x90x90cm) collocata su un barcone ormeggiato davanti l’isola di Murano.
La scatola metallica sarà saldata (e fortunatamente climatizzata) e verrà aperta solo trascorsi i 49 giorni, l’inscatolato riceverà i pasti da un’apertura e sarà monitorato dal suo staff tramite degli oblò. Come unica forma di intrattenimento potrà leggere, scrivere e allenarsi nella calligrafia.

Un’altra bizzarra performance a cui la biennale c’ha ormai abituato? Ma questa 53^ edizione dell’Esposizione Internazionale d’Arte non era stata definita da molti troppo cauta e quasi noiosa?

In realtà la performance, pur rimanendo forse di discutibile valore artistico, ha un risvolto impegnato: l’artista, chiudendosi in una scatola per più di un mese e mezzo, vuole infatti protestare contro la legge che negli ultimi 30 anni impedisce alle famiglie cinesi di generare più di un figlio.
Ad oggi infatti, in Cina, vivono più di 400 milioni di figli unici e Xing Xin, è uno di loro.