Abitare le case (di Venezia)

mostra, architettura, palazzo, Michele Valori, casePromossa dall’Associazione Michele Valori e dal MAXXI Architettura, diretto da Margherita Guccione, la mostra, allestita nelle sale di Palazzo Zenobio a Venezia in concomitanza con la 13^ Mostra Internazionale di Architettura diretta da David Chipperfield, è dedicata all’opera di Michele Valori, architetto, urbanista, docente, fra i protagonisti della scena culturale italiana del secondo Novecento. 

In esposizione disegni originali, modelli e un video con interviste d’epoca e testimonianze su Michele Valori.

L’esposizione, centrata sul tema dell’abitare, presenta una selezione di progetti e realizzazioni che documentano l’attenta ricerca di Michele Valori sulla residenza, nelle sue molteplici declinazioni, che vanno dall’edilizia residenziale pubblica, alle palazzine realizzate a Roma negli anni Sessanta.

31 agosto – 18 novembre 2012

Palazzo Zenobio, Dorsoduro 2596

Venezia

 

25 sfere per 25 case

25case.jpgL’altro giorno, di ritorno da una passeggiata in Strada Nuova ho notato che all’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica, nei pressi di Campo Santa Fosca c’era una mostra di fotografie e sono entrato per visitarla.
Sulla destra ho notato che sul pavimento c’erano 25 sfere di vetro (quelle con effetto neve) con all’interno delle casette ricavate da dei pezzi di mattone.
Incuriosito son passato a guardare le foto, anch’esse erano 25. Ho raccolto poi informazioni su questo allestimento ed ecco cosa ho scoperto.
Il progetto è, ovviamente vista la sede, di un artista rumeno, Mircea Nicolae che mette in discussione la decisione di demolire 25 case di inizio Novecento a Bucarest.
Le 25 foto mostrano i crateri lasciati dalle demolizioni e le 25 sfere di vetro, trovate in una fabbrica di vetro abbandonata, rappresentano le case distrutte.
L’artista denuncia questa operazione di demolizione selettiva che considera anti storica, sostituire le vecchie case con edifici più alti per rispondere alle nuove esigenze della città è una scelta che non condivide e che considera una violenza alla continuità storica del paesaggio e alla memoria degli abitanti di quei quartieri di Bucarest interessati dall’intervento.
La mostra è una versione ampliata di un’analoga esposizione fatta in patria nella casa dell’artista.