Il volo della pantegana

topo, barche, canal grande, canali, cannaregio, carnevale, maschereUna pantegana gigante (e volante) a bordo di un burcio (barca tipica) ha aperto in Canal Grande a Venezia il Corteo Acqueo delle Remiere per il carnevale 2013. Una delle prime manifestazioni di questa edizione del carnevale veneziano.

Il grande topo realizzato in polistirolo, accompagnato da figuranti vestiti da dame e cavalieri e da un’orchestrina che interpretava motivi veneziani in chiave rock e swing, simboleggiava ironicamente, secondo gli organizzatori dell’evento, l’imminente ”fine” della città abbandonata da tutti e lasciata in balia dei (giganteschi) roditori.

Le barche si sono radunate all’altezza del campo della Salute, si sono avviate lungo il Canal Grande, e hanno fatto volare la pantegana giù dal ponte di Rialto, per proseguire poi nel canale di Cannaregio, a due passi da casa mia.

Dall’acqua la festa si è poi trasferita sulle rive dove sono stati preparati numerosi stand enogastronomici che proponevano pietanze e beveraggi nel solco della più gustosa tradizione veneta.

Assieme al burcio, col sorcio, in navigazione una cinquantina di caorline e mascherate, con il resto del bestiario veneziano: la magoga, l’astice, il cavalluccio e il pesce, ma anche pinguini e tante altre variopinte creature, più o meno improbabili.

In corteo complessivamente ha coinvolto 300 persone, 200 vogatori e un centinaio di figuranti.

Peccato che, almeno per ora, tra il pubblico, numeroso ed incuriosito, di maschere se ne sono viste davvero pochissime, ma c’è tempo, siamo solo all’inizio.

 

Festa di Sant’Alvise

festa-alvise.jpgCome m’è capitato di dire più volte, in alcuni miei post su questo blog, abito nella parrocchia di Sant’Alvise a Cannaregio.
Attualmente è in corso la Festa di Sant’Alvise che si svolge dal 10 al 19 settembre e prevede vari eventi, tra cui degli spettacoli teatrali ad ingresso gratuito. Ecco il programma dei prossimi appuntamenti.

Giovedì 16 settembre
ore 16.00: Torneo di basket categorie giovani esordienti
ore 20.45: Incontro comunitario“ La Visita Pastorale, dono di grazia”. Domande, dubbi e risposte. Interviene monsignor Valter Perini, Vicario episcopale e Segretario della Visita Pastorale.

Venerdì 17 settembre
ore 16:00: Informazione e Spettacolo del progetto “Ocio Ciò!” – Anziani e Sicurezza. Consigli per difendersi da furti e scippi. Spettacolo di Cabaret con i “Cafè Sconcerto” di Monica Zuccon e Salvatore Esposito;
ore 20.45: Commedia teatrale “I pettegolezzi delle donne” di Carlo Goldoni con la compagnia “Teatro del go”.

Domenica 19 settembre
ore 10.00: S. Messa della Solennità della Dedicazione della chiesa di S. Alvise;
ore 20.45: Concerto di beneficenza del duo chitarristico Michele Costantini e Mauro Zanatta. Testimonianza volontari Associazione “Voica” e presentazione del progetto NKU DOYOYO di ampliamento della sala operatoria oftalmica.

L’invito che fa la parrocchia Parrocchia di S. Ludovico Vescovo di Tolosa (vulgo S. Alvise), con il contributo di Provincia, Comune e Municipalità di Venezia è chiaro e assolutamente condivisibile: “Per qualche sera spegnete la tv e venite a teatro”.

Cercasi Rioba disperatamente

rioba.jpgQuando ho sentito la notizia quasi non ci credevo e mi sono affrettato a raggiungere Campo dei Mori, a pochi minuti da casa mia, per vedere con i miei occhi cos’era successo e quello che ho visto era davvero desolante.

Nella notte fra il 30 aprile ed il primo maggio probabilmente, stando al racconto di abita nella zona, intorno alle 2, è stato decapitato Rioba.

Il più celebre dei mori dell’omonimo campo veneziano a Cannaregio, vicino alla Madonna dell’Orto.

Il Sior Rioba è un simbolo di Venezia tra i più caratteristici ed amati dai residenti e dai turisti, oltre ad un soggetto estremamente fotografato.
Campo dei Mori, senza il suo moro d’angolo non è più lo stesso, il “Sior Antonio Rioba” – come scrive Tassini – dal naso di ferro era, come il romano Pasquino, il portavoce dei veneziani nella satira contro la Repubblica.

Originario della Morea assieme con i suoi due fratelli, Sandi ed Afani, Rioba giunse a Venezia intorno al 1112 e commerciò in spezie. Oltre ad essere ricordato dalla statua ora vandalizzata, fu omaggiato anche da “L’ombra de Sior Antonio Rioba“, un giornale popolare edito nel 1848 che contribuì a renderlo notissimo tra i veneziani.

Molte le leggende e gli episodi legati alla sua figura, si racconta, ad esempio che in passato era piuttosto comune burlarsi dei fattorini richiedendo la consegna di plichi per il Sig. Antonio Rioba, Campo dei Mori, Madonna dell’Orto, Venezia.
La statua di Rioba, nel secolo scorso perse il naso che le venne sostituito con una caratteristica placca in ferro che lo rese ancora più riconoscibile.

In periodi più recenti fu ancora vittima di atti vandalici, ma mai così gravi. Dopo averlo decapitato i colpevoli hanno danneggiato la vetrata di una trattoria nelle vicinanze, che porta il suo nome, e che ora si fa promotrice tramite il sito rioba.it e con un gruppo su Facebook chiamato: “Cercasi Rioba disperatamente” di una mobilitazione affinché questo pezzo di storia di Venezia venga restituito, nella sua interezza, alla città.

 

Rivogliamo la sua testa, lo rivogliamo integro!

 

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La Madonna dell’Orto

madonna-orto.jpgLa Madonna dell’Orto è una delle nove parrocchie del sestiere di Cannaregio, in cui abito. In particolare io sto a Sant’Alvise, la parrocchia vicino alla Madonna dell’Orto, in pratica ci passo tutti i giorni.
Credo che, per chi non la conosce, il nome di questa chiesa sia piuttosto curioso, come spesso capita a Venezia, in questo caso l’origine si ha nella devozione popolare.

La gente, iniziò infatti a chiamare così la chiesa di S.Cristoforo, dopo che vi fu collocata una statua della Vergine, ritenuta miracolosa.
La statua in questione era stata scolpita da Giovanni De Santi, su committenza del parroco di Santa Maria Formosa, che però la rifiutò, non trovandola di suo gusto.

Lo scultore quindi la sistemò provvisoriamente nell’orto di casa sua, poco lontano dalla chiesa di S.Cristoforo.
Qui, secondo la leggenda, la statua di pietra tenera ancora incompiuta, iniziò ad emanare strani bagliori durante la notte: la notizia si diffuse presto in tutta la città e il luogo divenne meta di pellegrinaggi.

A questi strani bagliori seguirono dei miracoli e, come prevedibile, un conseguente aumento della venerazione popolare, tanto che il Vescovo chiese al De Santi di spostare la statua all’interno di una chiesa per permettere una migliore venerazione. L’artista la offrì dunque ai frati di

S.Cristoforo, che il 18 giugno 1377 la collocarono in chiesa.

Nel 1414 poi, il Consiglio dei Dieci concesse alla chiesa l’uso del nome “Madonna dell’Orto“, come ormai già ampiamente consolidato a livello popolare.