Nuovi e vecchi progetti tra Marghera e Lido

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Venezia è un grande cantiere, o meglio un insieme di piccoli cantieri, alcuni dei quali a dire il vero, mica tanto piccoli.

Ci sono cantieri per la manutenzione (ordinaria, ma più spesso straordinaria) di ogni genere di edificio, dalle case popolari ai palazzi di pregio, passando per le chiese gotiche o rinascimentali, ma ci sono anche nuovi progetti, spesso discussi, che portano innovazioni e qualche polemica, come nel caso dei nuovi spazi commerciali nei pressi del contestatissimo ponte realizzato dall’architetto spagnolo Calatrava.

Di altri progetti però, grandi, complessi ed importanti, vi voglio parlare nel post di oggi, ovvero di quelli per il recupero e il riutilizzo di molti spazi, post industriali, ormai da tempo abbandonati a Marghera, e il progetto per gli interventi nell’area del Palazzo del Cinema al Lido.

Iniziamo da Marghera: in questi giorni sono stati firmati dal sindaco Orsoni importanti accordi che contribuiscono a definire il futuro di un’area di notevole interesse. Il sindaco l’ha definito ”un buon risultato che però non mi soddisfa ancora”.

Si tratta infatti di un punto di partenza, anche se un punto fondamentale, per dare finalmente avvio ad una nuova fase caratterizzata da imprenditorialità ed opportunità di lavoro.

Il sindaco ha ricordato nei giorni scorsi i passaggi che hanno portato a ragionare concretamente sul tema della reindustrializzazione di Porto Marghera e sulla grave situazione occupazionale del territorio. Tra i passi ricordati, l’approvazione del Pat, il piano di assetto del territorio, contestato da molti, ma definito da Orsoni: ”punto fondamentale di questo processo che ha segnato una scelta chiara su quel che questa amministrazione aveva in mente per Marghera e l’area industriale”, e grazie a questo, il successivo accordo sulle bonifiche.

Per quanto riguarda invece l’atteso accordo sulla definizione degli interventi nell’area del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia pare che ci siamo. Un’intesa è stata resa possibile dalla negoziazione portata avanti dal Commissario Governativo Vincenzo Spaziante e da Sacaim, i cui dettagli saranno oggetto di una conferenza stampa organizzata nei prossimi giorni.

L’accordo, in sostanza già concluso, salvo imprevisti, dovrà quindi essere solo formalizzato, così da permettere, entro la fine di maggio, la ripresa dei lavori di risistemazione dell’area di cantiere antistante il Palazzo dell’ex Casinò municipale, il tutto naturalmente in vista della prossima edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica.

 

Crisi e cultura

3024208203.jpgLa Galleria Franchetti della Ca’ d’Oro e Palazzo Grimani questa domenica sono rimasti chiusi al pubblico per mancanza di personale.

Quello in servizio è stato infatti dirottato per consentire l’apertura pomeridiana delle Gallerie dell’Accademia, che sono comunque rimaste chiuse nella mattinata.

La carenza di personale è dovuta alla mancanza di fondi e alla conseguente impossibilità di impiegare, come tradizionalmente avveniva, lavoratori delle cooperative.

Ancora una volta quindi a soffrire della crisi economica è la cultura, peccato, visto che si tratta di una delle principali risorse (anche, se non soprattutto, economiche) della città lagunare.

Il fatto che manchino i soldi per tenere aperti i musei è poi ancor più sconcertante se si pensa che soldi se ne trovano, e pure tantissimi, per altri discutibili scopi.

Parliamo, ad esempio, di una delle più recenti e discusse opere realizzate in città, il Ponte della Costituzione del celebre architetto spagnolo Santiago Calatrava, che recentemente è finito direttamente nel mirino del Procuratore Regionale della Corte dei Conti. 

Il Ponte infatti, non particolarmente amato da molti veneziani, ha richiesto ben 11 anni di lavori e alla fine, a fronte di una spesa prevista di circa 3,5 milioni di euro, ne è costato più di 11.

Inoltre questo ponte, costruito con le più moderne tecnologie, ha costante bisogno di costosi interventi, ecco perché adesso, Calatrava in persona, assieme ai sei responsabili del cantiere che si sono succeduti negli undici anni di lavori, dovranno spiegarne tempistiche e costi in tribunale.

 

Abbiamo l’ovovia, ma a che serve?

calatrava, ponte, accessibileIl ponte della Costituzione, meglio noto come ponte di Calatrava, ha sempre fatto discutere, per i tempi di realizzazione, per i dubbi sulla sua utilità, per i costi esorbitanti e per i gradini che paiono fatti apposta per far inciampare.

Tra le tante polemiche relative al ponte una delle più accese era sull’ovovia che avrebbe dovuto permettere ai diversamente abili di attraversare il canale.
Il superamento delle barriere architettoniche a Venezia è un argomento scottante, la città è decisamente faticosa per chi si muove con difficoltà e l’ovovia ha aggiunto ritardi su ritardi a questa già discussa opera.

Ora finalmente ad anni di distanza dall’apertura del ponte anche questa struttura è completa. E’ costata circa 2 milioni di euro, che si aggiungono ai 12 milioni e mezzo di euro del ponte.

Ma come funziona l’ovovia? Ci sono 2 posti, uno per il disabile e l’altro per l’accompagnatore, se l’ovovia si trova a piazzale Roma e il disabile dal lato della stazione, ci vogliono 5 minuti per riposizionarla e 5 per attraversare nuovamente il canale, quindi calcolando anche i tempi per salire e prender posto diciamo che attraversare quei pochi metri potrebbe richiedere tra i 10 e i 15 minuti, a fronte di circa 1 minuto col vaporetto.

Direi che abbiamo fatto un buon affare, speriamo almeno non si rompa. Al momento sta facendo tutti i collaudi del caso e si aspetta il via libera della commissione nazionale per gli impianti funicolari. Probabilmente inizierà la sua attività prima della fine dell’estate. Le polemiche di certo non sono finite, questa è l’unica certezza.

Un tetto trasparente per il piazzale Roma del futuro

piazzale-roma.jpgCome dicevo già a luglio 2009, Venezia è sempre più contemporanea. Dopo il discusso ponte dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava, e il recente People Mover per collegare l’Isola del Tronchetto con Piazzale Roma, ora arriva un progetto complessivo per il ridisegno dell’area.

Ma andiamo per ordine.

Piazzale Roma è il principale snodo viario da e per il centro storico della città, inaugurato il 25 aprile 1933 come svincolo del nuovo Ponte della Libertà, che all’epoca si chiama “Ponte Littorio”.
Il terminal di piazzale Roma è il punto fondamentale di interscambio tra mezzi su strada (autobus, pullman turistici, taxi e auto private) e lagunari (vaporetti e motoscafi) che smistano residenti e turisti.
Dopo gli interventi, parziali, (e molto criticati) di ridisegno di parte del piazzale, resisi necessari con il nuovo ponte, e dopo l’allestimento, ancora in via di completamento del nuovo sistema di trasporto persone (costato 16 milioni di Euro) con due treni da 200 posti l’uno che, viaggiando su un viadotto, movimenteranno 3000 persone all’ora per direzione tra Piazzale Roma e il Tronchetto. La cui apertura al pubblico è prevista per Marzo 2010.
Ora arriva un nuovo progetto organico, anche se forse poco realistico, per una radicale riorganizzazione dell’area.

Il progetto prevede un edificio con le biglietterie e i servizi sul lato del People Mover. Un’enorme copertura trasparente che copre l’intero piazzale (e che ha già fatto parlare di sè sulla stampa nazionale) e la riapertura della fondamenta verso campazzo dei Tre Ponti.
Sfuma, per ora, l’idea di un piazzale libero dalle auto ma rimane il tentativo di dividere su due livelli mezzi pubblici e privati.
I mezzi in arrivo saranno indirizzati su due percorsi. Gli autobus urbani rimarranno in superficie, le auto scenderanno su un livello più di basso. Gli autobus extraurbani arriveranno invece solo al Tronchetto.

Come si dice in questi casi: chi vivrà vedrà.

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Nelle foto: Piazzale Roma e il percorso del People Mover.