Ai cavalli si spara?

Bice Curiger, arte, corti, teatroSi è conclusa ieri all’Auditorium di Santa Margherita la prima edizione (anzi come ha detto il Rettore Carlo Carraro, l’edizione zero) del Ca’ Foscari Short Film Festival.

Non si è trattato dell’ennesimo Festival di cortometraggi, ma piuttosto di un Festival “necessario” affinché si porti dovunque la bellezza del mondo altrimenti censurata dai mass media. Non solo competizione internazionale ma anche svariate e interessanti rassegne ed eventi speciali hanno animato questo interessante appuntamento che spero diventi fisso nel panorama delle iniziative universitarie veneziane.

Il momento si avvicina e cresce l’attesa per la 54a Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia che si aprirà al pubblico il 4 giugno. ”Illuminazioni” è il titolo di questa edizione che sarà visitabile fino a novembre. Diretta dalla storica dell’arte e critica Bice Curiger che all’attività curatoriale alla Kunsthaus di Zurigo affianca un importante lavoro nel campo editoriale. Nel 1984 ha co-fondato la prestigiosa rivista d’arte ”Parkett”, di cui è attualmente capo redattrice. Dal 2004 è inoltre anche direttrice editoriale della rivista ”Tate etc” della Tate Gallery di Londra.

In fine vi segnalo “Ai cavalli si spara?”, uno spettacolo teatrale degli studenti di Arti visive e dello spettacolo diretti da Gigi Dall’Aglio; liberamente tratto dalla sceneggiatura del film “They shoot horses, don’t they?” di Sidney Pollack. Martedì 31 maggio e mercoledì 1 giugno 2011 ore 21:00 presso il Campazzo San Sebastiano.

Ingresso (gratuito su prenotazione) dal Campo dell’Anzolo Rafael a Dorsoduro.

Baratta veneziano dell’anno

139120757.jpgPaolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia, è stato premiato ieri come “Veneziano dell’anno”. La cerimonia si è svolta nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice, ed è stata preceduta da una performance del direttore della Biennale Danza, Ismael Ivo.

Le motivazioni alla base del riconoscimento, organizzato a Venezia da 32 anni dall’Associazione Settemari, sono l’impegno di Baratta nel rinforzare il rapporto della Biennale con il territorio, la conquista di nuovi spazi espositivi e il più stretto dialogo con i giovani. Proprio a questo proposito Baratta, nel ricevere il riconoscimento, ha dichiarato “lavoriamo per le generazioni future”.
Intanto a Venezia continua la polemica sulle maxi affissioni pubblicitarie sulle impalcature dei cantieri, in particolare è nato un botta e risposta tra il sindaco Giorgio Orsoni, favorevole agli sponsor, se pur nel rispetto del decoro, e il sovrintendente al Polo museale lagunare Vittorio Sgarbi, che critica le posizioni del Comune.

Altra questione interessante, di cui si discute in questi giorni, è l’ipotesi di un ticket per l’ingresso dei turisti in città, idea non nuova a Venezia, come in altre città d’arte italiane e, come sempre, capace di sollevare un notevole polverone.

In questo caso, botta e risposta tra Il sindaco Orsoni e l’assessore veneto Marino Finozzi, accusato dal primo cittadino di non tener conto che la grande massa di turisti che ogni anno arriva e transita a Venezia oltre a rappresentare un’indubbia ricchezza per la città, è anche un evidente onere per le sue strutture e i suoi abitanti.

Urgent Matters

residenze-artisti.jpgArt Enclosures è un progetto ideato dalla Fondazione di Venezia e realizzato in collaborazione con Polymnia e con la Fondazione Bevilacqua La Masa.

Nasce da un obiettivo ben preciso, quello di promuovere e valorizzare la personalità e il lavoro di giovani artisti emergenti provenienti dall’Africa, dando loro visibilità e spazi espositivi attraverso un evento dedicato ed una pubblicazione.

In questa edizione della mostra Art Enclosures / Confini d’arte – Residenze per artisti internazionali a Venezia saranno presentati al pubblico i lavori che gli artisti Samuel Githui e Victor Mutelekesha hanno prodotto durante il loro soggiorno in città.
Nelle loro opere è ricorrente una riflessione sulla condizione dell’essere umano nel presente, da qui nasce il titolo dell’esposizione Urgent Matters, una sorta di monito all’intervento e ad una urgente riflessione sulle tematiche sociali.

Fondazione Bevilacqua La Masa
Dorsoduro 2826
30123 Venezia
Fino al 25 Gennaio

800 Disegni inediti dell’Ottocento Veneziano

dis800.jpg800 Disegni inediti dell’Ottocento Veneziano è una importante mostra allestita al Museo Correr di Venezia.
I disegni scelti sono come centinaia di piccoli tesori sepolti che non erano, in molti casi, mai stati esposti.

Molti pensano che il disegno sia solo una preparazione all’opera o, nella migliore delle ipotesi, un’opera minore, ma in realtà, come si vede in questo allestimento, il disegno può essere uno straordinario protagonista capace di emozionare e documentare meglio di molti altri mezzi.

Quella che si è venuta a creare al Correr è una vera e propria sinfonia per e su Venezia che inizia sommessamente, con una serie di delicati ritratti, che in alcuni casi ormai si distinguono appena sulla carta ormai ingiallita dal tempo.
Foglio dopo foglio, ecco affiorare la città, una Venezia insolita, dei primi grandi e controversi progetti di restauro, della nascita del turismo e delle vedute architettoniche scorciate e vigorose.

Si inizia con dei disegni a matita di Giacomo Favretto che raccontano dettagli, scorci, ritratti rubati nei caffè di Piazza San Marco, ai Giardini e i in molti altri luoghi. Al secondo piano si incontra Giacomo Guardi che, sulle orme del padre, Francesco, girava per la città perfezionando il genere della veduta-ricordo, la «cartolina» con soggetti ripetuti moltissime volte. Seguono due sale dedicate a una selezione di autori come il neoclassico Giuseppe Borsato, e la sala dedicata a Luigi Querena specialista dei panorami e delle rappresentazioni prospettiche. 
Seguono opere del fiammingo François Vervloet di cui le collezioni del Correr contano oltre duecento disegni, un artista sedotto, come molti in quegli anni, dalla camera ottica, dal vedutismoo urbano. È poi il turno di Ippolito Caffi risorgimentale innamorato del popolo che immortalava con accenti quasi fumettistici.
Onere e onore di chiudere questa originale e, mi permetto di dire fondamentale mostra, agli acquerelli di Eugenio Bosa che dedica il suo sguardo a mendicanti e pescatori, qualche bevuta di troppo, una lite in una bettola, una gita al Lido.

La Biennale dei record

making-worlds.jpgLa 53° Biennale d’Arte di Venezia (Fare mondi – Making Worlds) chiuderà domenica e lo farà in grande stile confermandosi un’edizione con numeri da record.

La mostra, diretta quest’anno da Daniel Birnbaum, dal giorno della sua apertura, il 7 giugno, è stata la più visitata nel nostro paese.

Ad oggi ha raggiunto la quota di ben 359.546 visitatori, superando il precedente primato che spettava alla Biennale del 2007 con 319.332 biglietti venduti.

Ma i numeri di questa edizione sono destinati ad aumentare ancora, proprio a ridosso della chiusura, anche grazie ad una particolare promozione che sabato permetterà ai veneziani di visitare la rassegna acquistando un biglietto speciale a loro riservato al costo di soli 2 euro.

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Art for L’Aquila

cupola-suffragio.jpgIl 27 novembre nella Scuola Del Vetro Abate Zanetti di Murano avrà luogo un’asta di beneficenza per la ricostruzione della chiesa di Santa Maria del Suffragio de L’Aquila.

L’iniziativa, segue a “Art for L’Aquila”, l’asta promossa da Arte Laguna che ha avuto luogo il 2 luglio, a Londra, nell’Istituto Italiano di Cultura e che ha mobilitato numerosi artisti da tutto il mondo che hanno voluto dare il proprio sostegno tramite il dono di una loro opera da mettere all’asta.

Nella versione veneziana spiccano già le candidature di due vincitori del Premio Arte Laguna 2008: Dania Zanotto e Paolo Angelosanto.
Le donazioni delle opere sono ancora aperte: è sufficiente candidare i propri lavori registrandosi all’interno del sito web http://gallery.eclusier.com/

Gli organizzatori selezioneranno le opere per l’asta e si metteranno in contatto direttamente con gli artisti.

Arte Made in Taiwan

Temple-of-Sublime-Beauty.jpgSi è conclusa ieri a s. Giovanni e Paolo la mostra Temple of Sublime Beauty, ma visto che l’ho trovata piuttosto interessante ve ne parlo comunque, e per visionare le opere dell’artista Yang Mao-Lin vi rimando al sito: http://www.mocataipei.org.tw/

La mostra, curata da Felix Schoeber era un evento collaterale alla 53° Biennale d’arte di Venezia, allestita in sala S. Tommaso in campo s. Giovanni e Paolo all’ombra del monumento equestre del Colleoni.

Entrando (gratuitamente) nella sala, in cui in passato ho visitato altre mostre, generalmente di opere di paesaggisti veneziani, balzavano subito agli occhi personaggi ben noti a me come a molti trentenni e quarantenni, personaggi della cultura pop nipponica ormai globalizzata, come Mazinga o Goldrake e altri, forse meglio noti ai più giovani, come quelli di DragonBall.

L’artista Taiwanese Yang Mao-Lin, che ha sottotitolato la sua mostra “Made in Taiwan” ha indagato, prevalentemente con sculture in legno o bronzo (in parte dorato), un aspetto spesso poco trattato da chi si occupa di tv o di cinema. Ha analizzato personaggi dei manga orientali, ma anche icone del grande schermo e della cultura occidentale come King Kong e Superman in cerca di elementi di religiosità che ha evidenziato poi nelle sue opere. Scopriamo così, in personaggi spesso, almeno in Italia, etichettati con un riduttivo “per ragazzi” elementi socio-culturali interessanti, d’altra parte Superman nacque durante la prima grande depressione americana e la prima generazione dei robot giganti giapponesi seguirono ai traumi della bomba atomica.

L’artista raffigura poi personaggi estremamente popolari come il Goku di DragonBall nelle vesti di un Buddha prossimo all’illuminazione e robot ed eroi che la raggiungono nell’unione con la donna amata, cosa che non riescono quasi mai a fare sullo schermo. Una ricerca curiosa insomma quella di Mao-Lin, che indaga aspetti poco trattati. Questa proliferazione di elementi semi-religiosi e di ibridazione tra cultura alta e bassa sono limitati all’estremo oriente o fanno ormai parte di una cultura globalizzata?

Venezia è sempre più contemporanea

ponte.JPGVenezia, grazie anche alla crescente capacità di attirare investitori privati, sta diventando sempre di più, negli ultimi anni, un indiscusso crocevia mondiale d’arte contemporanea.
Con venti milioni di turisti l’anno, la città lagunare, si conferma punto di riferimento anche per l’arte contemporanea, in grande crescita in città.
La Fondazione Cini all’Isola di San Giorgio, la collezione Peggy Guggenheim, la Fondazione Emilio Vedova ai Magazzini del Sale con l’allestimento di Renzo Piano. François Pinault, che dopo palazzo Grassi ha restaurato la Punta della Dogana per esporre la sua immensa collezione.
Una vera e propria raffica di appuntamenti organizzati dai Musei Civici.
E, soprattutto, la Biennale, già a quota 60.000 visitatori in questa sua 53^ edizione: il 9% in più rispetto al 2007, anno che comunque fu da record.
Il sindaco Massimo Cacciari, è felice di aver cancellato l’immagine stucchevole di una sorta di Disneyland, una città morta, un polveroso museo tutto merletti, vetri e gondole.
La rotta pare proprio essere cambiata, la città guarda sempre più al futuro, pur non dimenticando ovviamente il suo glorioso passato. Ci sono grandi e nuove opere architettoniche, come il discusso ponte di Calatrava e, anche da un punto di vista infrastrutturale e tecnologico siamo all’avanguardia. Dal 3 luglio i residenti possono accedere gratuitamente ad internet tramite hotspot wi-fi pubblici e navigare a banda larga da molti campi e calli della città.
Venezia finalmente non è più una città museo, ma un punto di riferimento per le nuove tendenze dell’arte e della cultura contemporanea.

EXHIBIT arte digitale in laguna

san-servolo.jpgEXHIBIT è un festival di arte digitale che punta l’attenzione sulle tecnologie che caratterizzano la civiltà del terzo millennio.

E’ nato per tentare la conquista di una nuova dimensione espressiva, sovra personale, attraverso una selezione internazionale di autori e di messaggi innovativi e visionari.

All’interno di una sorta di accampamento del terzo millennio nell’isola di San Servolo, un tempo asilo per malati di mente tra Venezia e il Lido, piccolo angolo spettacolare della laguna, vedremo quest’anno una selezione dei migliori artisti del terzo millennio che dialogheranno tra loro e con il pubblico per 3 giorni.
Dal 25 al 27 giugno: installazioni, conferenze, live sperimentali Audio&Video e DJ Internazionali si alterneranno e animeranno l’isola per darci un assaggio di un possibile futuro.

Per informazioni: exhibitfestival.com