Una class action contro il MOSE

stivali.jpgA Capodanno è entrata in vigore una norma che introduce anche in Italia la class action, ovvero un’azione legale collettiva che spesso, almeno in USA, vede gruppi di utenti/consumatori citare in giudizio delle società.

Pare ora che Arrigo Cipriani, direttore dell’Harry’s bar da 35 anni, voglia utilizzare questo nuovo strumento per un’azione legale contro il MOSE che mira, dice, «a ottenere giustizia per Venezia».

Cipriani fa sapere di avere un dossier di studi e ricerche che dimostrerebbero come la modifica della morfologia lagunare, conseguente agli scavi sia del canale dei petroli che del Mose, siano concause del peggioramento del fenomeno dell’acqua alta a Venezia.
Il MOSE quindi, almeno in questa fase (in cui non è ancora attivo), avrebbe peggiorato la situazione anziché risolverla.

Cipriani dichiara: «Ci sono le condizioni per un’azione collettiva della città intera. Ognuno dei soggetti che per svariati motivi hanno effettuato scavi sotterranei nelle acque veneziane è responsabile del peggioramento della situazione. Tante chiacchiere in questi anni sui metodi per salvare Venezia, invece ogni azione ha aumentato il problema».

Reagisce serenamente Patrizio Cuccioletta, presidente del Magistrato alle Acque: «Cipriani vuole fare una class action? Non sono per niente preoccupato, continuerò a dormire sonni tranquilli».
Staremo a vedere come si evolverà la cosa.