Ultima settimana per visitare Common Ground

architettura, biennale, David Chipperfield, convegnoSi avvia alla conclusione la lunga cavalcata di “Common Ground”, la 13a Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia. Questa è l’ultima settimana per visitarla e, se non l’avete già fatto, ve lo consiglio.

Sabato 24 novembre al Teatro alle Tese dell’Arsenale (e anche negli spazi dell’Archivio Storico della Biennale) avrà luogo il “Grande meeting di chiusura” con una serie di tavole rotonde che faranno il punto della situazione, e tireranno le somme di questa edizione.

L’incontro sarà un’occasione per approfondire insieme al curatore della Mostra, David Chipperfield, architetti, studiosi e critici, i temi maggiormente dibattuti durate l’evento e il rapporto tra addetti ai lavori, appassionati, studenti e visitatori vari.

Saranno presenti alla giornata conclusiva anche quattro delle 77 Università che quest’anno hanno fatto parte del progetto Biennale Sessions.

In fine, sempre sabato, saranno anche presi in esame i risultati, raggiunti in termini numerici dalla manifestazione che, va ricordato, da subito fece registrate una vera e propria impennata, con un +39% dei visitatori, rispetto alla precedente edizione.

Anche online l’interesse per questa edizione è stato notevole, con più di 106.000 follower su Twitter e 101.000 Like su Facebook.

 

The Moleskine Party

architettura, serra, Moleskine, mostra, festaVenerdì 16 novembre dalle 18:00 alle 23:00, si terrà il The Moleskine Party, presso il Moleskine Temporary Store alla Serra dei Giardini, Via Garibaldi 1254, Venezia.

Sarà una festa tra design e musica, nell’ambito dell’Evento Collaterale “A Better World” della 13a Mostra Internazionale di Architettura della Biennale. 

In occasione del lancio del libro “Detour”, a cura di Raffaella Guidobono, sarà allestita anche una mostra visitabile fino al 26 novembre, con cinque taccuini originali di Formafantasma, Paula Scher, Gamfratesi, Rebec Hohoho, Sirene Elise Wilhelmsen, presenti nel volume, accanto ai tre autori BCXSY, Corentin Dombrecht e Gianni Gebbia, che hanno donato nell’ultimo mese il taccuino alla Fondazione lettera27, per il futuro del progetto Detour.

Rappresentati in Detour ci sono grandi esponenti di tutte le principali professioni creative dei nostri giorni: architetti, designer, musicisti, registi, curatori, fotografi, artisti, graphic novelist e anche blogger, che hanno donato i loro taccuini alla fondazione non profit lettera27, partner del progetto, dando così vita, con Moleskine, a una mostra itinerante che ha viaggiato intorno al mondo, toccando: Londra, New York, Parigi, Berlino, Istanbul, Tokyo, Shanghai, e ora Venezia.

In tutto sono stati 275 i taccuini raccolti in questo viaggio, organizzati poi nel libro in 5 categorie: Visionari, Semantici, Virtuosi, Romantici e Ironici. 

Ogni taccuino tiene traccia di storie, visioni, viaggi, progetti, mostrando il dietro le quinte del processo creativo degli autori.

L’allestimento della festa prevede diverse postazioni dove sperimentare, giocare, disegnare e raccontarsi con matite, album e taccuini.

Chi mi conosce sa che io uso molto lo strumento tecnologico, e come negli ultimi anni, nonostante abbia ancora per casa un sacco di libri cartacei, mi sia concentrato sugli ebook, tuttavia nulla può ancora sostituire, e forse non lo farà mai, la praticità e la bellezza di prendere un appunto su carta e/o di fare un rapido schizzo, o se preferite scarabocchio. Infatti, assieme a computer, smartphone ed ereader, tra i miei più fedeli compagni c’è proprio una Moleskine.

 

Abitare le case (di Venezia)

mostra, architettura, palazzo, Michele Valori, casePromossa dall’Associazione Michele Valori e dal MAXXI Architettura, diretto da Margherita Guccione, la mostra, allestita nelle sale di Palazzo Zenobio a Venezia in concomitanza con la 13^ Mostra Internazionale di Architettura diretta da David Chipperfield, è dedicata all’opera di Michele Valori, architetto, urbanista, docente, fra i protagonisti della scena culturale italiana del secondo Novecento. 

In esposizione disegni originali, modelli e un video con interviste d’epoca e testimonianze su Michele Valori.

L’esposizione, centrata sul tema dell’abitare, presenta una selezione di progetti e realizzazioni che documentano l’attenta ricerca di Michele Valori sulla residenza, nelle sue molteplici declinazioni, che vanno dall’edilizia residenziale pubblica, alle palazzine realizzate a Roma negli anni Sessanta.

31 agosto – 18 novembre 2012

Palazzo Zenobio, Dorsoduro 2596

Venezia

 

Modern View of Ancient Treasures

mostra, architettura, foto, san marco, Lynn Davis, museoCome vediamo oggi, i tesori del nostro passato, cosa ispirano ad un osservatore moderno la maestosità degli antichi luoghi di culto? Una bella mostra che verrà presto inaugurata a Venezia, indaga proprio questi aspetti, come si evince dal suo titolo: “Modern View of Ancient Treasures”.

La fotografa Lynn Davis porta in mostra a Venezia i luoghi sacri dell’Oriente. Considerata una delle migliori artiste della scena americana, la Davis, con il suo “Modern View of Ancient Treasures”, saprà sicuramente farsi apprezzare anche da chi ne ammirerà le opere esposte al Museo Archeologico Nazionale di Piazza San Marco, dal 22 settembre al 13 gennaio 2013. 

Allieva di Berenice Abbott, un vero e proprio mito della fotografia, e amica di Robert Mapplethorpe, uno dei fotografi alla ribalta newyorkese negli anni Ottanta, la Davis propone una tra le sue più raffinate raccolte di grandi fotografie, tutte centrate su tombe monumentali in mezzo al deserto, templi che si ergono come stalagmiti nella pianura, figure ieratiche che emergono dalle montagne, tutto ciò che, in qualsiasi modo, trasmetta all’essere umano un senso di assoluto.

Per questo, l’esposizione possiede un doppio significato: le fotografie non solo entrano in rapporto con lo sguardo dello spettatore, ma anche con i reperti custoditi nel museo, che idealmente fanno parte della ricerca dell’artista, essendo anch’essi una memoria del passato.

Così, il viaggio ideale e fisico di Lynn Davis, trova finalmente il suo luogo d’elezione, che è il luogo della memoria, dove le sue grandi foto possono dialogare con i luoghi che, idealmente, potrebbero ospitarle per sempre.

 

Eventi di fine estate

architettura, murano, vetro, biennale, Common Ground, Premio MuranoOrmai le vacanze sono finite ed è tempo di tornare al lavoro. La macchina degli eventi a Venezia non s’è mai fermata, ma di certo con l’autunno gli appuntamenti si faranno sempre più numerosi.

Le prime avvisaglie sono già estremamente concrete, ad esempio il 25 agosto, a 21 anni dalla sua ultima realizzazione, la Scuola Abate Zanetti si è resa promotrice della nuova edizione del Premio Murano, storica manifestazione veneziana che premia l’arte del vetro. 

Il premio è stato indetto allo scopo di valorizzare la tradizione artistica del vetro di Murano, in modo da offrire un momento d’incontro tra l’arte contemporanea e i maestri vetrai muranesi. 

L’evento, che si concluderà il 16 settembre, darà visibilità nazionale e internazionale alle aziende e alle maestranze muranesi, in un momento particolare per Murano e per il suo comparto vetrario. 

L’iniziativa coinvolge designer nazionali, internazionali, maestri vetrai muranesi, e quest’anno vede anche la partecipazione di tutte le scuole di Murano, con un concorso specifico denominato Premio Murano Junior.

Il 29 agosto invece aprirà al pubblico “Common Ground”, il “terreno comune” dell’architettura contemporanea, secondo la Biennale di Venezia.

Questa 13^ Mostra Internazionale di Architettura – ha spiegato David Chipperfield, direttore della Biennale Architettura – analizza differenti posizioni e punti di vista, differenti anime che si uniscono su un “terreno comune”.

 

Common Ground

architettura.jpgMi interesso da molti anni di architettura, ho studiato un anno allo IUAV e nonostante poi mi sia trasferito a Ca’ Foscari, dove mi sono laureato in Beni Culturali, l’interesse per architettura ed urbanistica e, in generale per il disegno degli spazi in cui viviamo, lavoriamo ed interagiamo, m’è rimasto. Un anno ho anche lavorato alla Biennale di Architettura di Venezia e, in quell’occasione, ho potuto notare, come molti altri più illustri commentatori hanno sottolineato, che questa mostra, in molti casi, supera per qualità e vitalità quella dedicata alle arti visive, ben più nota e titolata, ma sovente duramente criticata, da più fronti.

In questi giorni, il Presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta, accompagnato dal Direttore della 13a Mostra Internazionale di Architettura, David Chipperfield, ha incontrato a Ca’ Giustinian i rappresentanti di 41 Paesi partecipanti alla Mostra, che si svolgerà dal 29 agosto al 25 novembre 2012 ai Giardini, all’Arsenale e in vari altri luoghi di Venezia.

All’incontro erano presenti per la prima volta anche rappresentanti di Cossovo, Kuwait e Perù. Il tema scelto dall’architetto britannico David Chipperfield per la 13esima Mostra Internazionale di Architettura è “Common Ground“.

Questa mostra sarà un omaggio a una cultura architettonica vitale ed interconnessa, che si interroghi sui territori condivisi, intellettuali e fisici. Nella selezione dei partecipanti Chipperfield ha per questo favorito la collaborazione e il dialogo, che considera il cuore dell’architettura. Idea che personalmente condivido.

 

Riapre il negozio Olivetti

olivetti.jpgIl negozio “Olivetti” nelle Procuratie Vecchie di piazza San Marco a Venezia riaprirà le sue porte, dopo un accurato restauro, e sarà affidato per la sua seconda vita, al FAI, Fondo per l’ambiente italiano.

Lo storico negozio venne progettato nel 1958 da Carlo Scarpa su incarico di Adriano Olivetti e, nonostante le ridotte dimensioni del fondo, Scarpa riuscì a dar vita ad un’opera di grande respiro, giocando con le trasparenze che contribuirono a farla presto considerare una delle architetture veneziane più significative del ventesimo secolo.

La cerimonia di consegna dei locali al FAI si terrà il 20 aprile con un incontro a Palazzo Ducale. L’immobile attualmente è di proprietà delle Assicurazioni Generali che ne hanno curato il restauro in collaborazione con la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Venezia.

Un altro spazio restituito alla città, una buona notizia.

Cosa c’è su quel tetto?

280.jpgQualche giorno fa viaggiavo in vaporetto lungo il canal grande e davanti a me c’era una famiglia, credo di toscani, che osservava le facciate dei palazzi dai finestrini del mezzo, e commentava le tante bellezze veneziane, ad un certo punto hanno indicato una cosa e sono parsi molto stupiti, si interrogavano se si trattasse di un abuso edilizio o di cos’altro… Ho sbirciato incuriosito e mi son reso conto che la loro attenzione era stata attirata da una delle tante tipicità dell’architettura veneziana, in realtà presente con coniugazioni un po’ diverse anche in altre città e non solo in contesti di edilizia abitativa, l’elemento di cui parlo è l’altana.

L’altana, almeno per come è intesa a Venezia, è una sorta di piattaforma, simile ad una zattera in legno, sorretta da pilastri, spesso in legno o muratura, posta sopra i tetti di molte abitazioni. E’ una terrazza, se così vogliamo definirla, ma non si trova davanti ad una finestra, bensì sopra i tetti, tra camini ed antenne tv, ed è raggiungibile generalmente da un abbaino.

Per capire meglio di cosa si tratta vi riporto un po’ di foto che ho scattato ieri col cellulare, ma vi basterà fare una passeggiata per Venezia col naso rivolto al cielo per rendervi rapidamente conto di quanto siano diffuse le altane in città.

 

Altane

 

Polemiche architettoniche da Torcello

torcello.jpgA Torcello vivono oggi soltanto alcune decine di residenti, da alcuni dei quali vengono le prime proteste nei confronti della Soprintendenza ai Beni ambientali e architettonici di Venezia, che ha recentemente approvato il progetto per la costruzione di una villa a due piani, in vetro ed acciaio, che dovrebbe sorgere proprio nell’isola che attualmente ospita solo edifici storici e case rurali.

La nuova villa, stando ai critici, finirebbe per sorgere in piena area archeologica. Recentemente poi, proprio nell’isola è stato bocciato il progetto di ristrutturazione di un casolare, che avrebbe avuto un impatto decisamente minore.

A chiedere di costruire la villa sarebbe stato un abitante della vicina isola di Mazzorbo, ma secondo alcune indiscrezioni non confermate, alla villa sarebbe interessata una delle massime autorità politiche veneziane a livello nazionale. Nessuna opposizione sarebbe al momento venuta dalla Regione del Veneto o dal Comune, anche se il sindaco ha chiesto maggiori informazioni sul discusso intervento.

Riapre la Serra dei Giardini

serra.jpgOggi riapre la Serra dei Giardini di Castello. Un edificio storico davvero unico a Venezia, il cui restauro è iniziato nel 2007 e si è finalmente concluso. Alle ore 19:00, la serra riaprirà le sue porte ai cittadini di Venezia e a chiunque voglia visitarla.

Costruita nel 1894 e destinata a piante esotiche, abbandonata dai primi anni Novanta, la Serra ha una superficie di 280 metri quadrati e un’altezza media di sette metri, per un volume di 1.700 metri cubi; le pareti a Nord e a Nord-Ovest sono in mattoni, quelle a Sud e a Sud-Est, di elegante fattura, sono grandi vetrate sorrette da colonne in ghisa.

Qualche anno fa è stata utilizzata senza permesso da alcuni giovani dei centri sociali per l’allestimento di un padiglione alternativo a quelli della vicina Biennale d’arte.

Ora finalmente, la serra torna visitabile da tutti, dopo un intervento di restauro conservativo della struttura edilizia che ha visto il recupero delle parti originarie e il suo consolidamento con l’inserimento di nuovi elementi strutturali.
L’intervento è stato il meno invasivi possibile, visto che la Serra è vincolata come bene storico-architettonico. E’ stato effettuato un rafforzamento delle fondazioni, il recupero delle dodici colonne in ghisa come strutture portanti e la costruzione di nuove colonne d’appoggio in ferro; la posa di quattro telai metallici di supporto alle capriate originarie; la costruzione di un soppalco per l’irrigidimento complessivo dell’edificio. Il progetto ha previsto anche il restauro e la sistemazione delle vetrate, il rifacimento della copertura in metallo zincato, la realizzazione dei necessari servizi tecnologici, e la creazione di una sala-caffetteria.

Tutto questo finalizzato a consentire l’utilizzo della Serra per attività culturali e didattiche, soprattutto nel settore botanico e naturalistico, oltre che alla coltivazione di piante rare e al riparo di piante nella stagione fredda.

La serra si trova in Viale Giuseppe Garibaldi, 1254 a Venezia, nel sestiere di Castello.

Per ulteriori informazioni vi rimando al sito: www.serradeigiardini.org