Tutti in piscina

acqua alta, san marco, turistaDa bambino mi ricordo che le previsioni del tempo erano molto approssimative, spesso erano uno spunto umoristico, perché pareva accadere quasi sempre il contrario di quanto era stato previsto. Negli anni devo dire che hanno fatto grandi passi in avanti e, complice lo sviluppo tecnologico, ora le previsioni limitate al breve periodo (qualche giorno) sono quasi sempre esatte, o addirittura molto precise.

Ieri però il centro maree le previsioni le ha cannate alla grande, aveva previsto 120 cm di acqua alta e invece ne sono arrivati 150, una delle 6 più alte maree della storia di Venezia.

Molti i disagi, anche se ormai i veneziani sono pronti (quasi) a tutto, e i turisti si divertono, quasi “intontiti” dalla bellezza di una città così unica, al punto da scambiare piazza San Marco per una grande piscina, spogliarsi e farsi una nuotata… Non dirò nulla sul decoro della città, sulla stupidità umana, ecc… perché l’unica cosa che mi viene in mente è brrrrrrrrrr forse erano degli ibernisti… ma come si fa?

Ad ogni modo, molti disagi, qualche danno, ma pare nulla di grave, anche se di sicuro, una previsione più accurata avrebbe aiutato. Purtroppo l’ondata di maltempo, con vendo, pioggia, mareggiate, piene dei corsi d’acqua, ha causato altrove ben altri problemi.

 

Un fine settimana di grande musica

pianoforteVogliamo parlare dell’acqua alta? No dai, tanto avrete sentito parecchie cose al Tg, diciamo solo che non era così alta da circa 2 anni e che son contento di abitare al secondo piano.

Cerchiamo di pensare ad altro, magari divertendoci un po’ nel fine settimana, nonostante il freddo e “l’umidità”.

Vi segnato tre appuntamenti interessanti, tra sabato e domenica.

Sabato 3 novembre, a chiusura della rassegna MUSICA AI FRARI 2012, si esibirà in concerto il duo formato dal trombettista sardo Paolo Fresu, da tempo uno dei più celebri ambasciatori del jazz italiano nel mondo, e dal talentuoso polistrumentista marchigiano Daniele Di Bonaventura, in questo caso apprezzato specialista del bandoneon.

Sempre  il 3 novembre, segnalo “Paesaggi immaginari” un concerto della nona edizione di Ex Novo Musica 2012, che si terrà a Teatro La Fenice.

Domenica 4 invece, ci allontaniamo da Venezia, almeno idealmente, ma senza muoversi dalla laguna, con “All’ombra del Vesuvio”, evento che rientra nel Festival Antichità, Mitologia e Romanticismo.

Interpreti di questo appuntamento musicale dalle forti suggestioni, ospitato a Palazzetto Bru Zane, saranno: Gabrielle Philiponet, soprano; NN, mezzosoprano Thomas Bettinger, tenore; Aimery Lefèvre, baritono Frédéric Caton, basso; Stéphane Jamin, pianoforte.

 

Il Kenya trionfa alla Venice Marathon

3239026940.jpgL’avevo detto io che alla Venice Marathon l’Africa va sempre forte, stavolta gli atleti del Kenya hanno letteralmente dominato, nonostante il clima non deve certo averli fatti sentire a casa, in questi giorni pare di stare al polo, con la differenza che c’è anche acqua alta.

La 27a Venice Marathon, disputatasi ieri, è stata vinta da Kisang Kiphumba, in 2h 17”00, alle sue spalle i connazionali Titus Masai (con 2h 18”21), e Elija Karanja (con 2h 19”41). 

Quarto, per un soffio, è stato il primo degli italiani, Domenico Ricatti, che ha chiuso la gara in 2 ore 19”43. 

Tra le donne ottima prestazione dell’etiope Emebt Etea Bedada, che ha completato la sua gara in 2h 38”11. 

La Maratona, come detto, è stata segnata dal maltempo, con pioggia e vento durante tutta la gara.

Inoltre l’acqua alta ha costretto gli organizzatori a un leggero cambiamento del percorso, che era stato preventivato, visto che in questo periodo il fenomeno non è certo raro.

L’inverno è, stavolta pare definitivamente, arrivato!

 

L’acqua salverà Venezia dall’acqua

1996968760.jpgIeri stavo tornando a Venezia in aereo da Catania e un signore davanti a me leggeva il giornale. L’occhio m’è caduto su una notizia curiosa e decisamente interessante, ora non ricordo esattamente il titolo, riportato dal quotidiano, ma l’ho tenuto a mente il tempo necessario per poter, una volta fatto ritorno a casa, approfondire la questione cercando informazioni online.

Come noto Venezia ha una rapporto molto particolare con l’acqua, è una città che vive come sospesa, l’acqua è la sua forza, la sua particolarità, la sua ricchezza, ma è anche il suo peggior nemico, e non parlo del fenomeno dell’acqua alta, fastidioso o poco più, ma di un progressivo rischio per la vita stessa della città, specie se il livello medio del mare aumenterà, come previsto da molti studi, a causa del riscaldamento globale e del conseguente scioglimento dei ghiacci.

Questo problema peraltro non riguarda solo Venezia, ma moltissime città costiere, in ogni parte del mondo.

Tornando al capoluogo lagunare, come noto, da tempo si mettono in atto interventi ordinari e straordinari, per rubare centimetri alla laguna e al mare, ma spesso si tratta solo di soluzioni temporanee o di dubbia efficacia.

Ora però un nuovo studio condotto da Giuseppe Gambolati dell’università di Padova, insieme all’Ismar del Cnr, sembrerebbe aver trovato una nuova strada, forse risolutiva.

La cosa sorprendente è che alla base di questa nuova “ricetta” c’è proprio l’acqua. L’acqua per salvare Venezia dall’acqua, sembra un controsenso, ma non è così.

Per sollevare Venezia fino a 30 centimetri basterebbe infatti, secondo lo studio, pompare acqua nel sottosuolo attraverso appositi pozzi. Lo ha dimostrato una ricerca pubblicata su Water Resources Research, secondo cui sarebbero necessari 150 milioni di metri cubi d’acqua salata iniettati a 650-1000 metri di profondità.

Sarà questa la soluzione che salverà Venezia? E’ presto per dirlo, anche perché non mancano i rischi e vanno naturalmente valutati anche i costi. In ogni caso, ogni nuova idea che prenda in considerazione nuove strade per salvaguardare Venezia, merita sempre attenzione.

 

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Energia dall’acqua alta

1685380197.jpgA ben pensarci è l’uovo di Colombo, ma come spesso capita con le idee semplici, la loro effettiva realizzazione spesso si scontra con innumerevoli problemi e scarsa fiducia.

Da qualche mese in tre punti della laguna e di fronte al Lido di Venezia sono in funzione dei congegni che stanno sperimentando la possibilità di ricavare energia elettrica dai flussi di marea. 

Questi strumenti sperimentali inoltre, in alcuni casi, come per quelli installati lungo il canale della Giudecca, traggono energia anche da uno dei mali della città lagunare, che letteralmente se la mangia, il moto ondoso provocato dalle imbarcazioni a motore. 

Il sogno di sfruttare il mare per produrre energia elettrica potrebbe essere ormai davvero molto vicino.

L’interesse per le energie rinnovabili è in costante aumento e idee come questa sono davvero brillanti, si tratta infatti di sfruttare un’energia già presente, che va solo valorizza, naturalmente non è semplice, bisogna tenere d’occhio i costi e molti altri aspetti, ma la direzione è quella giusta, bisogna sperimentare, per poi decidere.

 

L’acqua alta in webcam

webcam, acqua altaMentre scrivo questo post fuori piove a dirotto, o come diciamo noi a Venezia, “scravassa”. Ieri mattina ero nei pressi del Ponte delle Guglie e, come spesso capita in quella zona, c’era un po’ di acqua alta, ma nulla di allarmante. Questo però m’ha fatto ricordare che presto il noto, fastidioso, ma ormai caratteristico fenomeno, tornerà a presentarsi in tutta la sua umidità.

Per tenere meglio d’occhio la situazione il Centro maree ha recentemente installato nuove webcam, che trasmettono le loro immagini alle pagine del sito del Comune di Venezia per informare i cittadini sulla situazione del fenomeno.

Da ieri sono infatti visibili, oltre alle ormai rodate due webcam di Piazza San Marco (dal Museo Correr) e di Rialto (dal balcone di Ca’ Farsetti), altre telecamere che consentiranno di visionare Piazza San Marco, e la Piazzetta dei leoncini con riprese dalla Torre dell’Orologio, e il Canal Grande verso Ca’ Foscari e verso Rialto, dalla terrazza di Palazzo Cavalli.

Un modo nuovo ed efficace per dare una rapida occhiata alla situazione e decidere se indossare o meno gli stivali prima di uscire.

Cambiando discorso, per chi fosse in vena di investimenti, nonostante la crisi, segnalo che l’isola di Santo Spirito nella laguna di Venezia, a circa dieci minuti di motoscafo da piazza San Marco e cinque dal Lido, è in vendita.

L’isola ha una storia millenaria e ha ospitato nei secoli diverse congregazioni religiose, nel suo futuro forse un mega albergo o un centro direzionale, il costo non è al momento noto, ma di sicuro saranno in pochi, quasi sicuramente stranieri, a potersela permettere.

 

IL GATTO SENZA STIVALI

gss-copertina web.jpgCosa fanno i gatti di Venezia quando calli, campielli e fondamente vengono sommersi dall’acqua alta? Si potrebbe pensare che se ne stiano rintanati nelle loro soffitte, sprofondati in morbidi cuscini. Ma se il gatto in questione è un gatto innamorato, attraverserà impavido la città, saltando da briccole a cornicioni, da ponti a barconi, osservando meravigliato i veneziani che, muniti di stivali, affrontano l’invasione della marea.

20 illustrazioni per raccontare, attraverso la storia di un gatto, cosa succede a Venezia quando c’è l’acqua alta!

Oggi, mercoledì 13 Aprile, alle 17:30 presso il ristorante – bar – enoteca Bistrot de Venise (bistrotdevenise.com) sarà presentato il volume “IL GATTO SENZA STIVALI” di Roberto Bottazzo, con introduzione del maestro Giorgio Cavazzano.

Sarò presente perché trovo interessante l’opera sia da un punto di vista visivo che narrativo, ma anche perché ho il piacere di conoscere personalmente da molti anni l’autore.
Poco distante dal Bistrot de Venise, almeno per i canoni veneziani, che scarpinando si muovono ovunque in città, spesso in pochi minuti, alle 16:30 presso il cinema Giorgione, aprirà «Incroci di civiltà», festival letterario giunto alla sua quarta edizione, che ha come obbiettivo far incontrare nella città considerata crocevia di saperi e culture, le voci, le parole, le pagine raccontate dagli scrittori di ogni angolo del globo.
Il festival, di cui già avevo parlato in questo blog, si concluderà sabato 16 aprile.

Concludo questo post con una notizia curiosa che spero possa essere d’esempio, spingendo magari qualcuno a mettere mano al portafogli per sostenere concretamente il nostro immenso patrimonio storico artistico, e non parlo ovviamente solo di Venezia ma dell’Italia intera.

Alessandrina Tamburini, presidente onorario del Colorificio San Marco, ha festeggiato da poco i suoi 90 anni e nel farlo ha voluto donare alla città il restauro della Settecentesca scala del Massari, uno dei tre esempi di scala ovale presente in centro storico, che è così tornata al suo antico splendore dopo l’usura e le manomissioni che ne avevano alterato la bellezza.
E siccome i grandi vecchi sono tali perché ancora capaci di progettare e di guardare con entusiasmo e tante idee verso il futuro, la presidente Tamburini ha anche annunciato che il suo prossimo obiettivo sarà la creazione di due premi in collaborazione con lo Iuav (Istituto Universitario di Architettura di Venezia): uno dedicato agli architetti e uno ai laureandi.

Anno bagnato anno fortunato?

gluglu.jpgAnno bagnato anno fortunato? Beh speriamo sia così, anche se sicuramente la pensano diversamente i tanti commercianti, albergatori, ristoratori e turisti che in tutto o in parte si son visti le feste di natale rovinate da pioggia ed acqua alta, che ieri ha concesso una tregua, ma ha caratterizzato in modo importante sia la vigilia che il giorno di Natale.

Ora, come detto, il fenomeno dovrebbe rientrare, ma in compenso tornerà il freddo e magari, chi lo sa, anche la neve.

Il 2010 che sta per chiudersi è stato un anno davvero nero per le acque alte, mai così numerose e capaci di creare grossi problemi e disservizi.
Bisogna al più presto pensare a delle soluzioni che possano limitare il più possibile questo fenomeno, il MOSE, ammesso che funzioni, molto probabilmente da solo non basterà, alzare le rive serve solo in parte, aumenta i percorsi pedonali “asciutti”, ma non risolve i problemi degli esercizi commerciali che restano allo stesso livello, si alza infatti solo la strada davanti a loro. Pensare a mini MOSE, come quello che sta dando buoni risultati a Chioggia, potrebbe essere un’idea, ma la morfologia Veneziana lo rende complesso.

Oggi idea è ben accetta e andrebbe attentamente valutata da chi di dovere. Se avete soluzioni o semplici proposte, per quanto bislacche vi possano sembrare segnalatemele pure, via email o lasciando un commento.

Venezia come Atlantide?

acqua-alta.jpgVista da fuori, da chi non la conosce, Venezia con l’acqua alta può dare un’impressione piuttosto lontana dalla realtà. Il fenomeno è molto diverso dalle alluvioni che ultimamente hanno causato seri problemi in altre zone del Veneto e in altre regioni italiane, quasi tutte a serio rischio di dissesto idro-geologico.

L’acqua alta è un fenomeno limitato, generalmente, ad alcune aree della città e con cui i veneziani sono abituati a convivere, anche se, soprattutto nell’ultimo anno, i problemi non sono mancati.
Piazza San Marco è una delle zone dove per prime arriva l’acqua alta, così come a Rialto, in particolare, in Piazza, nell’ultimo anno, sono stati ben 200 i giorni in cui il fenomeno ha fatto la sua comparsa.

Qualche giorno fa ha raggiunto i 136 cm sul mediomare allagando molti negozi, bar e abitazioni al piano terra.
I veneziani che lavorano in piazza San Marco, iniziano ad essere davvero stanchi della situazione, nel 2009 sono andate perse, in tutto o in parte, 120 giornate di lavoro a causa di maree sopra gli 80 cm, quota sufficiente per iniziare ad allagare la Piazza. Nel 2010 sono stati superati i 180 giorni e, prima dell’imminente fine dell’anno si potrebbe arrivare a 200.
Gli esperti dicono che il mare in 10 anni è salito di circa 15 centimetri a causa del surriscaldamento, ma qualunque sia il motivo, i disagi stanno diventando sempre più difficilmente sopportabili.

Dal 2014, salvo imprevisti, sarà attivo il MOSE, che dovrebbe mettere al riparo la città da queste situazioni, ma tutti, favorevoli e scettici concordano che non si possa, e non si deva, puntare tutto solo su questo sistema di paratie mobili. Vanno innalzate le rive e vanno previsti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria per impedire che il mare si riprenda la città.

Il baby Mose salva Chioggia

chioggia.jpgIn questi giorni a Venezia sono tornati pioggia ed acqua alta. Il fenomeno dell’alta marea ha colpito anche Chioggia, ma ieri in questa città qualcosa è cambiato, è stato azionato il cosiddetto baby Mose, che funzionando a dovere ha permesso di eliminare l’acqua dal centro storico in circa 15 minuti.

Il baby Mose di Chioggia è una paratia sul Canal Vena che permette di difendere il centro storico.

Ieri mattina, verso le 8:30 il centro di Chioggia vedeva 115 centimetri di marea sul mediomare, ma dopo che la paratia è stata alzata e sono state azionate le pompe, il centro storico, con le sue tante attività commerciali, s’è presto ritrovato all’asciutto, causando non poco stupore e soddisfazione, sopratutto tra i commercianti.

Questa è la prima sperimentazione sul campo del sistema realizzato dal consorzio Venezia Nuova e azionato, già nella notte, dal Magistrato alle acque su richiesta del Comune.

Presto verranno completati i lavori anche per una seconda paratia a Chioggia, mentre per Venezia ci sarà ancora da aspettare, d’altra parte il Mose è ben più complesso di una singola paratia che blocca un canale. Il sistema che dovrebbe difendere Venezia dall’alta marea dovrebbe infatti bloccare il mare sulle varie bocche di porto.

In attesa che si possa ripetere il successo di Chioggia anche a Venezia, i disagi in questi giorni sono davvero notevoli.