La città del pensiero

Philippe Starck, pierre cardin, murano, isole, progettiIn 50 anni Venezia ha perso metà dei suoi abitanti, ma se molti scappano da case troppo care e da una vita spesso scomoda, altri arrivano e in tanti non la lasciano più. Sono molti infatti i “veneziani per scelta”, tra i quali diversi i nomi noti, come Vittorio Gregotti, Pierre Cardin, Paolo Baratta, Gino Strada, Ottavia Piccolo e il noto designer e architetto francese Philippe Starck, che per bloccare il lento declino della città propone di farne un’isola dei cervelli.

Un luogo dove far dialogare creativi, filosofi, matematici, artisti ed imprenditori, per progettare un domani migliore.

Per Starck, che vive a Burano ormai da 25 anni, bisogna dare a Venezia un futuro all’altezza del suo glorioso passato. Ne parla anche dalle pagine del libro “Veneziani per scelta” (edito da StudioLT2), in cui Caterina Falomo e Manuela Pivato hanno raccolto i racconti di 18 personaggi che hanno deciso di vivere in laguna. 

Il libro, con prefazione di Roberto Bianchin, è arricchito anche dalle illustrazioni di Sergio Staino.

Basterebbe – dice Starck – scegliere una delle tante isole della laguna e riunirvi dei pensatori illuminati, le cui idee potrebbero poi essere contrassegnate dal francobollo “pensato a Venezia”.

In fine Starck si dice “molto deluso” che non si sia fatto nulla del suo progetto presentato una decina di anni fa, per creare una “cittadella del pensiero” all’Arsenale. “Ogni cosa in questa città – aggiunge – esprime intelligenza”.

Per fortuna Venezia ha ancora degli estimatori intelligenti, speriamo che diventi una tendenza contagiosa.

 

Ultima settimana per visitare Common Ground

architettura, biennale, David Chipperfield, convegnoSi avvia alla conclusione la lunga cavalcata di “Common Ground”, la 13a Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia. Questa è l’ultima settimana per visitarla e, se non l’avete già fatto, ve lo consiglio.

Sabato 24 novembre al Teatro alle Tese dell’Arsenale (e anche negli spazi dell’Archivio Storico della Biennale) avrà luogo il “Grande meeting di chiusura” con una serie di tavole rotonde che faranno il punto della situazione, e tireranno le somme di questa edizione.

L’incontro sarà un’occasione per approfondire insieme al curatore della Mostra, David Chipperfield, architetti, studiosi e critici, i temi maggiormente dibattuti durate l’evento e il rapporto tra addetti ai lavori, appassionati, studenti e visitatori vari.

Saranno presenti alla giornata conclusiva anche quattro delle 77 Università che quest’anno hanno fatto parte del progetto Biennale Sessions.

In fine, sempre sabato, saranno anche presi in esame i risultati, raggiunti in termini numerici dalla manifestazione che, va ricordato, da subito fece registrate una vera e propria impennata, con un +39% dei visitatori, rispetto alla precedente edizione.

Anche online l’interesse per questa edizione è stato notevole, con più di 106.000 follower su Twitter e 101.000 Like su Facebook.

 

Venezia tra design, musica, arte e tecnologia

instagram, instameet, myanalogcloud, serra, moleskine, design, Venice Moleskine InstameetNe avevo già parlato mercoledì, ve lo ricordo, visto che l’evento è questa sera. Dalle 18:00 alle 23:00, si terrà il The Moleskine Party, presso il Moleskine Temporary Store alla Serra dei Giardini.

Sarà una festa tra design e musica, nell’ambito dell’Evento Collaterale “A Better World” della 13a Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia

Tra le attrazioni uno spazio musicale, giochi e interazioni con postazioni sperimentali, all’insegna di creatività e condivisione. Inoltre tante matite, album, taccuini, per scrivere, disegnare, scoprire, giocare e raccontarsi.

Ci sarà il Moleskine Faces, un gioco/performance progettato da Emily Baltz, visual artist di New York, che metterà i volti degli invitati nelle pagine di un taccuino Moleskine, e pubblicherà i risultati ottenuti su una galleria su Facebook.

C’è anche un concorso a premi, in collaborazione con Instagramers Italia e Instagramers Venezia. La sfida è quella di condividere la nuvola analogica degli oggetti, Moleskine incluse, che portiamo sempre con noi, fotografandoli e taggandoli con l’hashtag #myanalogcloud, per poi condividerli su Instagram e gli altri social network.

Se volete partecipare anche voi al Venice Moleskine Instameet: venite alla Serra dei Giardini, svuotate la borsa, o le tasche, partecipate al set fotografico, scattate la vostra foto, e pubblicatela su Instagram in modalità georeferenziata, con il tag #myanalogcloud.

 

The Moleskine Party

architettura, serra, Moleskine, mostra, festaVenerdì 16 novembre dalle 18:00 alle 23:00, si terrà il The Moleskine Party, presso il Moleskine Temporary Store alla Serra dei Giardini, Via Garibaldi 1254, Venezia.

Sarà una festa tra design e musica, nell’ambito dell’Evento Collaterale “A Better World” della 13a Mostra Internazionale di Architettura della Biennale. 

In occasione del lancio del libro “Detour”, a cura di Raffaella Guidobono, sarà allestita anche una mostra visitabile fino al 26 novembre, con cinque taccuini originali di Formafantasma, Paula Scher, Gamfratesi, Rebec Hohoho, Sirene Elise Wilhelmsen, presenti nel volume, accanto ai tre autori BCXSY, Corentin Dombrecht e Gianni Gebbia, che hanno donato nell’ultimo mese il taccuino alla Fondazione lettera27, per il futuro del progetto Detour.

Rappresentati in Detour ci sono grandi esponenti di tutte le principali professioni creative dei nostri giorni: architetti, designer, musicisti, registi, curatori, fotografi, artisti, graphic novelist e anche blogger, che hanno donato i loro taccuini alla fondazione non profit lettera27, partner del progetto, dando così vita, con Moleskine, a una mostra itinerante che ha viaggiato intorno al mondo, toccando: Londra, New York, Parigi, Berlino, Istanbul, Tokyo, Shanghai, e ora Venezia.

In tutto sono stati 275 i taccuini raccolti in questo viaggio, organizzati poi nel libro in 5 categorie: Visionari, Semantici, Virtuosi, Romantici e Ironici. 

Ogni taccuino tiene traccia di storie, visioni, viaggi, progetti, mostrando il dietro le quinte del processo creativo degli autori.

L’allestimento della festa prevede diverse postazioni dove sperimentare, giocare, disegnare e raccontarsi con matite, album e taccuini.

Chi mi conosce sa che io uso molto lo strumento tecnologico, e come negli ultimi anni, nonostante abbia ancora per casa un sacco di libri cartacei, mi sia concentrato sugli ebook, tuttavia nulla può ancora sostituire, e forse non lo farà mai, la praticità e la bellezza di prendere un appunto su carta e/o di fare un rapido schizzo, o se preferite scarabocchio. Infatti, assieme a computer, smartphone ed ereader, tra i miei più fedeli compagni c’è proprio una Moleskine.

 

Corpo a corpo

festival, teatro, comune, TizianoIl corpo e le contraddizioni che lo pervadono, il corpo come “luogo” della follia e motore artistico senza confini: è lui il protagonista della quarta edizione del Festival dei Matti, intitolata appunto “Corpo a corpo“. La presentazione della manifestazione è avvenuta nei giorni scorsi a Ca’ Farsetti, con una conferenza stampa alla quale sono intervenuti l’assessore comunale alle Attività culturali, la presidente della Commissione consiliare Cultura, il dirigente comunale alle Produzioni culturali e spettacolo, la direttrice organizzativa dell’associazione FormAttArt e autori ed interpreti degli spettacoli che animeranno la manifestazione.

Il festival, che si terrà a Venezia da venerdì 16 a domenica 18 novembre, è un progetto della cooperativa Con-Tatto, realizzato con la collaborazione dell’Assessorato comunale alle Attività culturali, ForMatArt, Venezia Marketing & Eventi, HelloVenezia, Università Ca’ Foscari di Venezia, Sherwood e il patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Venezia e dello Iuav, l’Istituto Universitario di Architettura. 

Il Festival dei Matti nasce come espressione delle tante pressioni che abitano il difficile periodo di crisi che stiamo attraversando, nel quale momenti di formazione e confronto come questi sono sempre più urgenti e necessari.

Per maggiori informazione visitate il sito: www.festivaldeimatti.org

Se siete anche voi un po’ matti, o semplicemente molto ricchi, potrebbe interessarvi comprare una casa di 150mq nel sestiere di Cannaregio, ad un prezzo di 13.000 euro al metro quadro, decisamente caro anche per la città lagunare, dove gli immobili non sono certo a buon prezzo.

Ma cos’ha di speciale questa casa, per costare quasi 2 milioni di euro? Beh, presto detto, fu, nel sedicesimo secolo, l’abitazione del pittore Tiziano Vecellio, e ad attestarlo c’è anche una lapide ottocentesca sulla sua facciata, dove si legge che il pittore vi abitò per nove lustri, fino alla sua morte nel 1576.

Fateci un pensierino.

 

Presentata la 55a Biennale d’Arte di Venezia

biennale, Paolo Baratta, Massimiliano GioniIl Presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta, accompagnato dal Curatore della 55a Esposizione Internazionale d’Arte, Massimiliano Gioni, ha incontrato ieri a Ca’ Giustinian i rappresentanti dei Paesi invitati, tra i quali gli otto che partecipano per la prima volta: Bahamas, Regno del Bahrain, Repubblica del Kosovo, Kuwait, Maldive, Costa d’Avorio, Nigeria e Paraguay. Era inoltre presente all’incontro il vice Presidente del comitato promotore del padiglione della Santa Sede.

La 55a Esposizione Internazionale d’Arte si svolgerà dal primo giugno al 24 novembre 2013 ai Giardini e all’Arsenale, e potrà contare, come ormai di consueto, anche su numerosi eventi collaterali in diverse location, sparse per la città lagunare.

I padiglioni dei Paesi ai Giardini sono una caratteristica molto importante della Biennale di Venezia, come ricordato da Baratta. Una formula di presenza degli stati ancora viva e vitale.

Una formula più che mai interessante e utile, in tempi così globalizzati, per meglio evidenziare le autonomie degli artisti, e le loro provenienze, sempre nuove e varie. Ognuno ha la sua storia e il suo stile, compresi i curatori, che non sempre amano i padiglioni, ma questa è un’altra storia, della quale sinceramente “non frega nulla a nessuno”, la Biennale deve mettere al centro le opere degli artisti, scelti come testimoni della nostra contemporaneità, evitando il più possibile condizionamenti, pressioni o protagonismi, specie di chi artista non è.

 

FAI Marathon e Cleaning Day

fai, graffiti, facebook, pozziIeri, s’è tenuta la FAI Marathon, una camminata alla scoperta dei luoghi della bellezza, spesso dimenticati o sottovalutati, nelle nostre città.

Tra i luoghi nei quali il Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI) ha organizzato le maratone, c’è stata anche Venezia, in particolare l’obbiettivo di questa edizione era la (ri)scoperta delle tante vere da pozzo sparse per la città.

Naturalmente non tutte, visto che sono circa 2500, ma si sono scelte le più belle e caratteristiche.

Un tempo quasi ogni campo o corte aveva il suo pozzo, e molti di questi erano “incoronati” da costruzioni lapidee spesso riccamente decorate da abili artigiani. Vere e proprie opere d’arte, alle quali sono state dedicate anche numerose pubblicazioni, e che ieri, grazie al FAI, è stato possibile, per chi ha partecipato all’originale maratona, conoscere un po’ meglio.

Tra i monumenti oggetto di sfregio da parte di writers-vandali, ci sono anche le vere da pozzo, come viene detto anche nel video che riporto sotto, che si riferisce ad un altro evento svoltosi a Venezia nella giornata di ieri (domenica).

Il Cleaning Day organizzato dal Gruppo Facebook “I nostri masegni puliti e splendenti”. Un ottimo esempio di come i social network non siano solo una perdita di tempo, ma anche un potente strumento di socializzazione, aggregazione e condivisione di ideali e progetti, che possono poi prendere forma anche fuori dalla rete.

Ieri i membri del gruppo, hanno dedicato il loro tempo per ripulire alcuni muri della città, così da ripristinarne il decoro.

Questi sono i veneziani che mi piacciono, non quelli che si lamentano, ma quelli che si danno da fare per cambiare concretamente le cose.

Se non vi piace una città sporca, degradata, piena di graffiti… Pulitela!

Naturalmente molto importante è anche la prevenzione, che passa dalla formazione dei più giovani, che devono imparare, anche grazie ad iniziative come quelle del FAI, a conoscere meglio e, quindi, ad apprezzare e tutelare, le tante bellezze delle nostre città.

 

Peggy Duckenheim e le tovaglie astratte

fumetti, peggy guggenheimOggi, mercoledì 17 ottobre, in edicola troverete il numero 2969 di topolino, con una storia ambientata a Venezia.

Non è la prima volta che topi e paperi disneyani si aggirano tra calli, campi e canali, e questa volta la protagonista della storia sarà paperina, che vestirà i panni di Peggy Guggenheim, anzi “Duckenheim”, grazie ai disegni di Paolo DeLorenzi e alla sceneggiatura di Roberto Gagnor.

Nell’albo, Paperina/Peggy sarà alle prese con la nascita del museo che porta il suo nome, nel palazzo Venier dei Leoni a Venezia. 

La papera, indipendente e molto ricca, sarà alla ricerca di una passione alla quale dedicare la propria vita, proprio nel momento del suo arrivo a Venezia, nel 1948.

Accompagnata dal gondoliere Paperin della Fontana, conoscerà alcuni artisti incompresi, fra i quali Paperoga Pollock, decidendo di diventare collezionista e mecenate, e comprando all’asta palazzo “Quacker degli Anatroni” per trasformarlo in un museo di arte contemporanea dove esporre le opere acquistate.

Nella storia non mancherà naturalmente anche un rivale, Rockerduck, mercante senza scrupoli che vende l’arte solo come mero business.

P.s.

Mi sento un po’ Mollica a scrivere di questi temi.

 

E’ nata Venipedia

Venipedia, peggy guggenheim, siti web, collezione SchulhofIeri è nata venipedia.it, da non confondere con venipedia.org (o forse si?).

Quel che è certo che wikipedia.org a molti, quando si parla di Venezia, sembra proprio non bastare e, in effetti, visto che c’è tanto da dire e da vedere se si vuole conoscere, o almeno provare a conoscere, la città lagunare, ben venga la pluralità dell’offerta.

Come si legge sul blog ufficiale del progetto, che va sottolineato, è italiano: Venipedia “non ha finalità turistiche ma culturali, […] ha intenzione di offrire una vera enciclopedia su Venezia, moderna, agile, fresca e innovativa”.

L’idea di fondo è offrire un contenitore completo, autorevole e di qualità, che si preoccupi di essere accessibile a chiunque, riservando grande attenzione alla correttezza e alla qualità delle fonti.

Gli ideatori di questa enciclopedia online vogliono proporre un prodotto finale che sia facile e piacevole da consultare, un sito che sia accogliente, invitante e innovativo.

Per il momento, il progetto è in fase sperimentale, è presto per dire se rispetterà le sue promesse e inoltre mancano ancora parecchie funzioni, in particolare si soffre per la mancanza di un motore di ricerca, ad ogni modo è possibile spostarsi tra i link, scoprendo percorsi tematici e pagine dedicate a chiese e palazzi.

Sicuramente lo visiterò con interesse nei prossimi giorni e ne seguirò l’evoluzione.

Oggi (12 ottobre) non dimenticate che dalle 17:00 alle 20:00, c’è la possibilità di vistare gratis il museo Peggy Guggenheim, per iniziare a scoprire la collezione Schulhof.

Buon fine settimana!

 

Mockba Underground

università, ca foscari, mosca, mostra, pitturaCon il tempo il peso della cortina di ferro li trasformò negli autori dell’arte non ufficiale, dell’underground moscovita. Oggi nelle loro opere si può leggere anche una prima timida espressione del “disgelo”, portato dalla scomparsa di Stalin nel 1953, dal nuovo indirizzo politico di Nikita Chrušcëv, prima della successiva “stagnazione”, con l’avvento al potere di Brežnev.

Loro erano gli artisti “senza orientamento” che crescevano e si confrontavano negli spazi angusti dei loro appartamenti in condivisione, nel silenzio e nelle censure che li tennero nell’ombra fino a metà degli anni Settanta.

Oggi, molti dei loro nomi sono arrivati per la prima volta in Italia, grazie a un’interessante mostra realizzata in esclusiva per l’Università Ca’ Foscari di Venezia, e curata da Giuseppe Barbieri, Silvia Burini, Nikolaj Kotrelev e Sergej Aleksandrov. La mostra, visitabile fino al 19 novembre, propone 110 opere della collezione privata del magnate russo Aleksander Reznikov, e ripercorre la genesi e l’evoluzione della pittura astratta russa dagli anni Sessanta in poi. 

Negli spazi di Ca’ Foscari Esposizioni, ci sono opere di Elij Bljutin, Julo Sooster, Vladimir Jankilevskij, artisti che nel 1962, durante la celebrazione dei trent’anni del Manež – la più prestigiosa istituzione artistica sovietica – il leader Chrušcëv insultò pesantemente, solo perché erano originali, irriverenti, coraggiosi, distanti dai canoni “ufficiali” del realismo socialista.

Eppure, come spesso capita nell’arte, proprio da un insulto nacquero opere di valore, così come di valore è l’allestimento che le propone ora a Venezia, in modo audace e coinvolgente.

La mostra è a ingresso libero, durerà fino al 19 novembre, e sarà aperta dalle 10:00 alle 18:00, tutti i giorni, tranne il martedì.