Non abbandonare la tua tartaruga

animalisti, Via Garibaldi, tartarugheIeri, mentre cercavo, in modo piuttosto infruttuoso, un po’ di refrigerio, ho fatto una passeggiata, e sono arrivato fino a Via Garibaldi.

Alla fine di Via Garibaldi c’è l’omonimo viale alberato, all’inizio del quale si trova una fontana ottocentesca con una statua dell’eroe dei due mondi.

Anni fa ricordo che in quella fontana c’erano pesci rossi e tartarughe, animali, quest’ultimi, che amo molto. Ho quindi guardato nelle torbide acque parzialmente coperte da ninfee, alla ricerca di qualche esemplare, ma non ne ho visti, m’è però caduto l’occhio su questo volantino.

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Inizialmente, leggendo “non abbandonare la tua tartaruga” m’è venuto da sorridere, ma la questione è seria. Oltre al sempre odioso fenomeno dell’abbandono degli animali, che è bene ricordarlo, non riguarda solo i cani durante l’estate, in questo caso c’è anche la problematica dell’introduzione di animali esotici in habitat che potrebbero venire sconvolti dalla loro presenza. A tal proposito mi viene in mente, tra le altre cose, una puntata dei Simpson ambientata in Australia, nella quale il pestifero Bart, introduceva un esemplare di rana toro.

Continuando la mia passeggiata, facendo ritorno verso casa, l’occhio m’è caduto su un altro volantino, ma in questo caso credo, e spero, che si tratti di uno scherzo.

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Ho cancellato il numero per tutelare la privacy del proprietario dell’animaletto, ma se per caso trovate un lama (o quel che sia) a Venezia o Mestre, mandatemi una mail, così vi metto in contatto con l’autore dell’improbabile annuncio.

Chiedo scusa per la bassa qualità dell’immagine ma il volantino era cotto dal sole.

Tutti al mare

piccioni, george clooney, gabbiani, lido, spiaggiaTempo di sole, di spiagge, di mare, ma non solo per i turisti in carne ed ossa, bensì, sempre più spesso, anche per quelli in piume e becco.

Gabbiani e colombi sempre più frequentemente pare facciano infatti la loro comparsa in mezzo ai bagnanti: a denunciarlo l’assessore comunale al Turismo, Roberto Panciera, che, dopo aver ricevuto numerose segnalazioni dai frequentatori, umani, di alcune spiagge del Lido, si è recato in loco per verificare di persona la situazione.

Ha visto “gabbiani e colombi che si mescolavano ai bagnanti a ridosso delle capanne dell’Excelsior: una condizione di assoluta emergenza, cui è bene porre rimedio quanto prima. Mi risulta, tra l’altro, che sia stato soppresso il servizio del falconiere che serviva a tenere lontano i volatili dalla spiaggia” – ha dichiarato.

Ma a ferragosto in laguna ci sono state anche presenze più gradite, come quella di George Clooney con la fidanzata Stacy Keibler (32enne ex wrestler, attrice e presentatrice), che hanno trascorso tre giorni all’hotel Cipriani, usato come appoggio per un visita all’isola di Torcello, una tappa al ristorante Da Ivo, dove Stacy pare essersi innamorata della cucina italiana, e una passeggiata nelle vicina Piazza San Marco, per la gioia di veneziani e turisti che li hanno incontrati.

 

Green Drop Award

premio, lido, mostra, cinemaLa 69a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia s’avvicina, e con essa il numero di curiosità, notizie, indiscrezioni e attese, per questo grande evento.

Tra le ultime notizie che riguardano questa edizione c’è la nascita di un nuovo premio collaterale, il Green Drop Award, che sarà assegnato dall’Associazione Green Cross Italia, e dal Comune di Venezia, al film in concorso, fra i 18 della Selezione ufficiale, che “meglio abbia interpretato i valori dell’ecologia e dello sviluppo sostenibile, con particolare attenzione alla conservazione del Pianeta”. 

L’attenzione per le tematiche ambientali è (per fortuna) in costante aumento, e in un luogo di cultura come la Mostra del Cinema non si poteva certo evitare l’argomento.

“Si è voluto far coincidere la prima edizione del Green Drop Award con i venti anni dalla prima conferenza mondiale sull’ambiente di Rio de Janeiro e con i quaranta anni dalla storica Conferenza sullo sviluppo umano di Stoccolma. Abbiamo individuato la Mostra del Cinema di Venezia come naturale sede di un premio cinematografico dedicato all’ecologia – spiega Elio Pacilio, presidente di Green Cross Italia – in considerazione della preminente valenza ambientale della città, col suo meraviglioso quanto fragile ecosistema”. 

Il premio che andrà alla pellicola vincitrice, è stato soffiato da un maestro vetraio di Murano, e rappresenta una goccia d’acqua al cui interno trova posto un campione di terra che ogni anno proverrà da Paesi diversi. Quello dell’edizione 2012, la prima, giunge dal Brasile, dove si è da poco conclusa la nuova Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile.

 

Una corsia riservata alle grandi navi

3615124473.jpgContinuano le discussioni e le polemiche sulle grandi navi da crociera che passano per Venezia, l’ultima novità a riguardo è quella di un nuovo canale dedicato proprio al transito di questi colossi del mare.

Si tratterebbe, stando al progetto, di una nuova «corsia a senso unico» scavata appositamente per venire incontro alle specifiche delle navi più grandi.

Il piano è stato ideato dal Venezia terminal passeggeri, la Spa che gestisce lo scalo lagunare, e che da sempre scommette sulle «love boat».

Diamo qualche numero: il traffico crocieristico rappresenta il 20% del giro turistico di Venezia, dà lavoro a 3 mila famiglie e vale 300 milioni di euro l’anno, grazie alla spesa a terra dei passeggeri, più 150 milioni di assistenza tecnica alle navi. Il settore è in crescita, ma deve saper guardare al futuro.

Il fronte del no, che vede, tra gli altri, comitati di cittadini e associazioni come Italia Nostra e il Fai (Fondo Ambiente Italiano), hanno già dato il loro parere negativo sull’idea del nuovo canale.

Diverse altre idee sono allo studio, ma di certo trovare una mediazione non sarà facile, gli interessi in gioco sono notevoli e Venezia è una città fragile e complessa.

Nuovi e vecchi progetti tra Marghera e Lido

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Venezia è un grande cantiere, o meglio un insieme di piccoli cantieri, alcuni dei quali a dire il vero, mica tanto piccoli.

Ci sono cantieri per la manutenzione (ordinaria, ma più spesso straordinaria) di ogni genere di edificio, dalle case popolari ai palazzi di pregio, passando per le chiese gotiche o rinascimentali, ma ci sono anche nuovi progetti, spesso discussi, che portano innovazioni e qualche polemica, come nel caso dei nuovi spazi commerciali nei pressi del contestatissimo ponte realizzato dall’architetto spagnolo Calatrava.

Di altri progetti però, grandi, complessi ed importanti, vi voglio parlare nel post di oggi, ovvero di quelli per il recupero e il riutilizzo di molti spazi, post industriali, ormai da tempo abbandonati a Marghera, e il progetto per gli interventi nell’area del Palazzo del Cinema al Lido.

Iniziamo da Marghera: in questi giorni sono stati firmati dal sindaco Orsoni importanti accordi che contribuiscono a definire il futuro di un’area di notevole interesse. Il sindaco l’ha definito ”un buon risultato che però non mi soddisfa ancora”.

Si tratta infatti di un punto di partenza, anche se un punto fondamentale, per dare finalmente avvio ad una nuova fase caratterizzata da imprenditorialità ed opportunità di lavoro.

Il sindaco ha ricordato nei giorni scorsi i passaggi che hanno portato a ragionare concretamente sul tema della reindustrializzazione di Porto Marghera e sulla grave situazione occupazionale del territorio. Tra i passi ricordati, l’approvazione del Pat, il piano di assetto del territorio, contestato da molti, ma definito da Orsoni: ”punto fondamentale di questo processo che ha segnato una scelta chiara su quel che questa amministrazione aveva in mente per Marghera e l’area industriale”, e grazie a questo, il successivo accordo sulle bonifiche.

Per quanto riguarda invece l’atteso accordo sulla definizione degli interventi nell’area del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia pare che ci siamo. Un’intesa è stata resa possibile dalla negoziazione portata avanti dal Commissario Governativo Vincenzo Spaziante e da Sacaim, i cui dettagli saranno oggetto di una conferenza stampa organizzata nei prossimi giorni.

L’accordo, in sostanza già concluso, salvo imprevisti, dovrà quindi essere solo formalizzato, così da permettere, entro la fine di maggio, la ripresa dei lavori di risistemazione dell’area di cantiere antistante il Palazzo dell’ex Casinò municipale, il tutto naturalmente in vista della prossima edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica.

 

Climate is culture: where science meets art

Cape FarewellUn rapporto speciale ha sempre legato arte e scienza, basti pensare a personaggi come Leonardo, e a grandi mostre ed eventi, come la Biennale del 1986 incentrata proprio sul rapporto tra queste discipline, apparentemente lontane.

Arte e scienza hanno in realtà diversi punti in comune, ma che dire di arte e clima? Beh, presto lo scopriremo.

Si svolgerà infatti il 17 maggio a Venezia il seminario “Climate is culture: where science meets art“, organizzato dall’Iccg (International Center for Climate Governance), in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia. 

L’incontro, presentato dal rettore Carlo Carraro e condotto da Giuseppe Barbieri, vedrà anche la partecipazione dell’artista David Buckland, creatore del progetto di arte e scienza sul cambiamento climatico intitolato Cape Farewell, che mira a sviluppare un nuovo linguaggio, in grado di trasformare in storie i dati della ricerca, per informare e appassionare l’opinione pubblica alla delicata tematica dei cambiamenti climatici.

Ma che cosa accade quando scienziati e artisti si mettono in testa di toccare con mano i luoghi simbolo del climate change, e tutti insieme fanno rotta verso l’Artico a bordo di una goletta? La risposta è proprio Cape Farewell, una serie di spedizioni che ha dato vita a libri, documentari ed istallazioni artistiche. 

C’è molto bisogno di comprendere il mondo in cui viviamo e come lo stiamo modificando, rendendolo meno ospitale, questa comprensione sarà più facile ed efficace se passerà attraverso le emozioni, e cosa c’è di meglio dell’arte per emozionare e sensibilizzare le persone?

L’incontro-seminario con Buckland si concluderà con la proiezione del film “Burning Ice”, sempre prodotto dal progetto Cape Farewell.

 

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Una notte di riflessioni sulla green economy

3132195790.jpgCome avevo ricordato qualche tempo fa, Venezia parteciperà all’evento Notte Verde del Nordest, una lunga notte nel segno della sostenibilità, che sabato 5 maggio 2012 coinvolgerà venti città e quartieri dell’area metropolitana compresa tra Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.

Dal tardo pomeriggio a notte fonda, la Notte Verde, oltre che occasione di svago con musica e spettacoli, sarà un importante momento di confronto – tra cittadini, istituzioni ed imprese – sui progetti realizzati e sulle nuove prospettive della green economy.

Caratterizzeranno infatti l’evento dibattiti e workshop, presentazioni di progetti e prodotti, performance musicali, teatrali ed artistiche, degustazioni di prodotti biologici ed esplorazioni delle migliori esperienze sostenibili: tecnologie pulite ed energie alternative, agricoltura, mobilità e gestione dei rifiuti, bioarchitettura, paesaggio e design.

Tra i tanti eventi in programma vi segnalo:

Al Planetario del Lido di Venezia, l’Associazione Astrofili Veneziani terrà nel pomeriggio di sabato 5 maggio, a partire dalle ore 16:00 fino al tramonto, un’osservazione pubblica guidata al telescopio.

L’osservazione si concentrerà sulle macchie solari ed avrà luogo nella terrazza antistante il Planetario del Lido, sul Lungomare Marconi, all’interno del parco pubblico Askenasi (ex Luna Park).

Sempre al Lido, segnalo una passeggiata nell’oasi degli Alberoni per riconoscere i rapaci notturni, guidata da  esperti del WWF.

I partecipanti potranno  osservare nella pineta dell’Oasi delle Dune gli abitanti della notte che popolano gli Alberoni, e che si possono trovare anche in altre zone del territorio veneziano. Si tratta di uccelli molto belli, eleganti e silenziosi.

L’appuntamento per chi desiderasse partecipare è alle ore 20:30 del 5 maggio, presso Piazza Alberoni, angolo via Ca’Rossa.

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Un giardino di rose sull’acqua

canal grande, roseUn roseto sul Canal Grande fiorito su gondole e caorline, non si tratta di una visione o di un sogno, ma di un progetto di Dania Lupi, in collaborazione con Giovanni Alliata e Gianluca Bisol, che vedrà la luce il prossimo 6 maggio a Venezia, lungo il Canal Grande, principale arteria della città.

Il Canal Grande (dal Tronchetto a San Giorgio) dalle ore 10:00 con soste le lungo il percorso, diverrà un grande giardino. Alle 12:00 in Riva degli Schiavoni, ci si fermerà per ammirare il cuore di rose realizzato dai ragazzi di “Vogalosport” di Gloria Rogliani.

Alle 16:00 all’Isola di San Giorgio, ci sarà l’offerta di ghirlande di rose. Mentre concluderanno l’evento una messa alle ore 17:00 e, alle 18:00, il brindisi al “fiorir delle rose di maggio”.

Di questa manifestazione, potenzialmente molto interessante, che l’anno scorso era stata realizzata il 28 maggio, ho visto parecchi manifesti in città negli ultimi giorni, ma online per ora ho trovato poco o nulla, spero che verrà promossa un po’ meglio, il 6 maggio s’avvicina.

 

Attenti a smog e rumore

558142083.jpgSi potrebbe pensare che Venezia, essendo priva di auto, sia anche un’oasi esente da problemi come lo smog, il traffico e l’inquinamento acustico, ma purtroppo non è affatto così.

Un recente monitoraggio di 3 giorni realizzato a Piazzale Roma, ha evidenziato valori dei Pm10 nei limiti, ma non particolarmente buoni, così come nel resto del Veneto, dove Legambiente parla di mal’aria. 

A soli tre mesi dall’inizio dell’anno, tutte le città della regione, ad esclusione di Belluno, hanno infatti già esaurito il bonus di 35 giorni di superamento della soglia di 50mg/m3 per le polveri sottili che l’Europa considera tollerabile per la salute umana nell’arco dell’intero anno. 

Salvata dal vento di questi giorni, Venezia è comunque arrivata a quota 55, e non può certo dirsi fuori pericolo per l’allarme smog. Sotto inchiesta poi c’è anche l’inquinamento acustico, almeno nella zona presa in esame, ovvero Piazzale Roma, nel sestiere di Santa Croce, dove il rumore è sempre fuori legge, sia di giorno che di notte.

E’ questo il quadro che emerge dalle analisi compiute in prossimità dell’ingresso dell’Autorimessa Comunale, dal Treno Verde, storica campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato, realizzata con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e con il contributo di Enel Green Power.

I dati del monitoraggio, durato 72 ore, sono stati presentati nei giorni scorsi durante una conferenza stampa a bordo del convoglio ambientalista in sosta al binario 14 della stazione di Venezia Santa Lucia.

 

Riqualificazione ambientale di Porto Marghera

marghera, riqualificazione, amiantoParte da Marghera la riqualificazione delle aree industriali italiane, tra le quali tante discariche, ex concerie, acciaierie, fabbriche di vario tipo, poli chimici e vere e propri miniere, spesso a cielo aperto, di piombo, alluminio, carbone, amianto ed altre simpatiche sostanze. “Una reindustrializzazione ambientalmente sostenibile che apre nuove prospettive per lo sviluppo delle aziende verdi nel nostro Paese”. Così la vede il ministro dell’Ambiente Corrado Clini che lunedì 16 aprile, proprio a Venezia, firmerà l’Accordo di programma per la bonifica e la riqualificazione ambientale del sito di interesse nazionale di Venezia Porto Marghera, e delle sue aree limitrofe.

Ma ad unire l’Italia ci sono siti simili, definiti ora di “interesse nazionale” in ogni regione dello stivale.

A sottoscrivere l’accordo a Venezia ci sarà naturalmente il sindaco Giorgio Orsoni, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e il magistrato alle acque Ciriaco D’Alessio, in rappresentanza del ministero delle Infrastrutture. 

Su tutto il territorio nazionale sono 57 i cosiddetti Sin (siti di interesse nazionale) da disinquinare. Si tratta di vere e proprie bombe ecologiche e, nel migliore dei casi, di un problema sociale ed urbanistico.

Sono zone, spesso molto ampie e complesse, che vanno riqualificate, un percorso difficile che dovrà gradualmente farle riassorbire e riusare alle città che, spesso mal volentieri, le ospitano.

Ammonta a 2,2 miliardi di euro, l’importo stanziato dal ministero dell’Ambiente dal 2001 ad oggi, per questo progetto. La somma è destinata ad interventi di interesse pubblico, ma anche i privati sono tenuti a intervenire con i propri progetti, investendo di tasca propria.