Attenti a smog e rumore

558142083.jpgSi potrebbe pensare che Venezia, essendo priva di auto, sia anche un’oasi esente da problemi come lo smog, il traffico e l’inquinamento acustico, ma purtroppo non è affatto così.

Un recente monitoraggio di 3 giorni realizzato a Piazzale Roma, ha evidenziato valori dei Pm10 nei limiti, ma non particolarmente buoni, così come nel resto del Veneto, dove Legambiente parla di mal’aria. 

A soli tre mesi dall’inizio dell’anno, tutte le città della regione, ad esclusione di Belluno, hanno infatti già esaurito il bonus di 35 giorni di superamento della soglia di 50mg/m3 per le polveri sottili che l’Europa considera tollerabile per la salute umana nell’arco dell’intero anno. 

Salvata dal vento di questi giorni, Venezia è comunque arrivata a quota 55, e non può certo dirsi fuori pericolo per l’allarme smog. Sotto inchiesta poi c’è anche l’inquinamento acustico, almeno nella zona presa in esame, ovvero Piazzale Roma, nel sestiere di Santa Croce, dove il rumore è sempre fuori legge, sia di giorno che di notte.

E’ questo il quadro che emerge dalle analisi compiute in prossimità dell’ingresso dell’Autorimessa Comunale, dal Treno Verde, storica campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato, realizzata con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e con il contributo di Enel Green Power.

I dati del monitoraggio, durato 72 ore, sono stati presentati nei giorni scorsi durante una conferenza stampa a bordo del convoglio ambientalista in sosta al binario 14 della stazione di Venezia Santa Lucia.

 

Riqualificazione ambientale di Porto Marghera

marghera, riqualificazione, amiantoParte da Marghera la riqualificazione delle aree industriali italiane, tra le quali tante discariche, ex concerie, acciaierie, fabbriche di vario tipo, poli chimici e vere e propri miniere, spesso a cielo aperto, di piombo, alluminio, carbone, amianto ed altre simpatiche sostanze. “Una reindustrializzazione ambientalmente sostenibile che apre nuove prospettive per lo sviluppo delle aziende verdi nel nostro Paese”. Così la vede il ministro dell’Ambiente Corrado Clini che lunedì 16 aprile, proprio a Venezia, firmerà l’Accordo di programma per la bonifica e la riqualificazione ambientale del sito di interesse nazionale di Venezia Porto Marghera, e delle sue aree limitrofe.

Ma ad unire l’Italia ci sono siti simili, definiti ora di “interesse nazionale” in ogni regione dello stivale.

A sottoscrivere l’accordo a Venezia ci sarà naturalmente il sindaco Giorgio Orsoni, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e il magistrato alle acque Ciriaco D’Alessio, in rappresentanza del ministero delle Infrastrutture. 

Su tutto il territorio nazionale sono 57 i cosiddetti Sin (siti di interesse nazionale) da disinquinare. Si tratta di vere e proprie bombe ecologiche e, nel migliore dei casi, di un problema sociale ed urbanistico.

Sono zone, spesso molto ampie e complesse, che vanno riqualificate, un percorso difficile che dovrà gradualmente farle riassorbire e riusare alle città che, spesso mal volentieri, le ospitano.

Ammonta a 2,2 miliardi di euro, l’importo stanziato dal ministero dell’Ambiente dal 2001 ad oggi, per questo progetto. La somma è destinata ad interventi di interesse pubblico, ma anche i privati sono tenuti a intervenire con i propri progetti, investendo di tasca propria.

 

Regole comuni per il restauro dei beni architettonici e monumentali

353692517.jpgConservare e valorizzare il nostro straordinario patrimonio storico-artistico dovrebbe essere tra le nostre priorità come Paese, l’arte italiana non è solo una risorsa culturale, ma potrebbe diventare la nostra principale risorsa economica e portare ricchezza a tutti, non solo a chi opera nel settore turistico.

Se purtroppo la conservazione spesso è difficile, per mancanza di fondi e mezzi, e la valorizzazione per mancanza di cultura e spirito d’iniziativa, c’è un altro elemento che, se possibile, è ancor più complesso e delicato, parlo del restauro.

Si tratta di temi a me molto cari, visto che sono laureato in Conservazione dei Beni Culturali. L’approccio al restauro è sempre stato al centro di discussioni, spesso aspre, e le varie tecniche cambiano molto in base alle diverse sensibilità, a seconda delle epoche e dei paesi.

Naturalmente servono norme e linee guida comuni, e come veneziano sono orgoglioso che proprio dalla mia città sia partita una importante discussione internazionale su questi temi, che vedrà impegnati tecnici di 32 paesi per i prossimi 3 anni.

Si è infatti riunito proprio a Venezia, nei giorni scorsi, il Comitato Europeo per la normazione tecnica nel campo dei beni architettonici e monumentali. Sotto la presidenza del professor Vasco Fassina, della Soprintendenza veneziana.

Al centro della riunione, svoltasi presso la Camera di Commercio di Venezia, la necessità di uniformare le regole che riguardano i diversi interventi nell’ambito del restauro.

Il professor Vasco Fassina, ha sottolineato alla fine della riunione ”che il ruolo dell’Italia è fondamentale perché nel nostro Paese si trova il più ricco ed importante patrimonio architettonico e monumentale”.

L’Italia ha la segreteria del Comitato Europeo per la normazione tecnica nel campo dei beni architettonici e monumentali, pertanto il suo ruolo fra i Paesi europei è significativo quando si tratta di far applicare le norme che regolamentano questo delicato settore.