Venezia tra tradizione ed innovazione

Venezia Camp, vega, nautica, campaneSi apre oggi, 13 aprile, il Salone Nautico Internazionale, nato dall’accordo tra Expo Venice, già organizzatrice del Salone Nautico di Venezia, e Veneto Exhibitions, organizzatrice del NauticShow di Jesolo. La manifestazione si svolgerà dal 13 al 15 e dal 20 al 22 aprile e avrà come curatore Lorenzo Pollicardo, esperto internazionale di nautica.

Il nuovo salone chiude una lunga ed infruttuosa concorrenza tra fiere e rilancia Venezia come sede di una manifestazione leader nell’area Adriatica, ed evento di riferimento tra le fiere nautiche di primavera. Bisogna essere onesti, gli eventi veneziani dedicati alla nautica sono ancora molto lontani per qualità, importanza e giro d’affari, dal più noto salone nautico genovese, ma la tradizione e l’esperienza nel settore non ci mancano di certo e nel tempo son sicuro che sapremo fare sempre meglio.

In particolare il Salone Nautico di Venezia si concentrerà, come fatto negli ultimi anni, sulla piccola nautica, pur presentando anche modelli di imbarcazioni più grandi e costose. 

Abbiamo parlato di tradizione, veniamo ora all’innovazione, visto che oggi si conclude a Marghera una due giorni dedicata alle nuove tecnologie del business.

Al centro del Venezia Camp al Vega di Marghera infatti, il business del digitale, i social network e l’informazione locale. 

Il contenuto dei vari incontri è riassumibile così: come trarre profitto dal digitale? A parlarne, portando la loro esperienza, 24 giovani imprenditori volontariamente reclusi per due giorni in un’aula con un’insegnante nuovo ogni mezz’ora che ha dato loro gli strumenti per trasformare il loro business in una nuova sfida 2.0.

Ma non ci si ferma a questo, visto che il 2 maggio verrà inaugurato il Vega Incube, un incubatore d’impresa, una scommessa non finanziata dalle banche e un progetto di cui andare veramente orgogliosi.

In fine, torno a parlare di tradizione, quella delle campane. A Venezia, ci sono molte parrocchie, 9 solo a Cannaregio, il mio sestiere, ognuna ha una chiesa parrocchiale dotata di campanile, in molti casi con vere campane, in altri con una versione registrata. In ogni caso tutte si fanno sentire, scandendo la giornata e richiamando i fedeli al momento delle celebrazioni.

Ultimamente, a dire il vero soprattutto a Mestre, ci sono state lamentele e denuncie per questa “rumorosa” presenza, che come detto fa parte della tradizione. Ora si cerca di trovare una soluzione che permetta alle campane di non ammutolirsi, ma rispetti anche le orecchie più delicate.

L’assessore regionale Renato Chisso e i consiglieri Dario Bond e Carlo Alberto Tesserin hanno infatti presentato nei giorni scorsi una proposta di legge regionale per la regolamentazione del suono delle campane.

In particolare, la proposta prevede che in Veneto i regolamenti comunali non possano imporre ulteriori restrizioni, o sanzioni amministrative, all’esercizio delle campane. Staremo a vedere come si evolverà la faccenda.

 
Venezia tra tradizione ed innovazioneultima modifica: 2012-04-13T08:30:00+02:00da admin
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