Giovani e lavoro

lavoroNegli ultimi giorni “Il Gazzettino”, maggiore quotidiano del Nord Est, ha ospitato una serie di articoli che hanno dato vita ad un’interessante discussione, nata dalla lettera di un ragazzo di 20 anni che si chiedeva quali opportunità lavorative offra oggi Venezia alle nuove generazioni.

Non so se posso parlare a nome dei giovani, visto che tra non molto compirò 35 anni, ma senza dubbio l’argomento mi interessa e lo sento mio.

Credo che Venezia, così come ogni altra città italiana, possa offrire delle opportunità a chi ha la voglia, la forza e magari, perché no, il coraggio e, a volte, l’imprudenza, di cercarle, con fiducia o, addirittura, con fede. Fede nelle proprie possibilità, nel proprio Paese e nelle nuove tecnologie che rendono, giorno dopo giorno, il mondo un luogo sempre più piccolo, nel quale è possibile lavorare per un’azienda americana o giapponese senza necessariamente doversi spostare da casa propria, in Italia.

Dei giovani si parla tanto, quasi sempre in modo inappropriato, spesso si tende ad offenderli, nel migliore dei casi a compatirli.

Personalmente, per quella che è la mia esperienza, credo che per ogni “bamboccione” ci siano almeno dieci ragazzi in gamba, che non avranno difficoltà, se non perdono la fiducia, a trovare lavoro, o magari ad inventarsene uno.

Quando frequentavo le superiori e, in parte, anche mentre ero all’università, molti docenti guardavano la mia generazione con sufficienza, facendo intendere, in modo neanche tanto sotteso, che non avremo combinato granché nella vita. Oggi, tra i miei amici e coetanei, ci sono persone di successo, quasi tutti sono sposati o, ad ogni modo, non vivono più in famiglia, molti hanno dei buoni stipendi e ottime prospettive di carriera, ma soprattutto, un buon numero, tra i quali anch’io, fanno un lavoro che amano e che riserva soddisfazioni, non solo economiche, che comunque restano ovviamente molto importanti.

Credo che i ventenni di oggi, tra qualche anno, potranno voltarsi indietro e fare quello che ora faccio io, uno sberleffo e un “alla faccia vostra” a chi gli derideva anziché puntare sull’innovazione vera, non quella tecnologica, ma quella delle giovani menti.

Bisogna sicuramente rimboccarsi le maniche, ma la cosa più importante è non rinunciare ai propri sogni. Mai arrendersi ragazzi! Le opportunità ci sono, e se non riuscite a vederle, cercate altrove e aguzzate la vista.

 
Giovani e lavoroultima modifica: 2012-03-02T08:30:00+01:00da admin
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