Ponti, pietre e “scoasse”

riva.jpgGiorni fa molti telegiornali nazionali hanno riportato la notizia di un incidente, per fortuna senza gravi conseguenze, avvenuto a Venezia.
Una donna anziana e il suo nipotino sono inciampati su delle pietre dissestate e sono caduti in acqua. Per fortuna sono stati prontamente soccorsi e tratti in salvo da dei camerieri di un vicino ristorante affacciato sulla riva.
Uno degli aspetti evidenziati però, proprio dai camerieri, è che la riva era in pessime condizioni e che il rischio di altri incidenti simili era tutt’altro che remoto.

Ieri, molti quotidiani regionali e nazionali hanno riportato una notizia molto diversa, ma riconducibile alla stessa tematica. Molti, dei 400 ponti veneziani, sono in cattive condizioni e avrebbero bisogno di interventi urgenti, e non si parla di piccoli ponti, magari in legno, su qualche canale secondario, in periferia, ma di ponti importanti, in pieno centro storico, tra cui il più monumentale ed iconico di tutti, il ponte di Rialto.
Io mi sono laureato a Venezia in Conservazione dei beni Culturali, quindi la tematica mi sta particolarmente a cuore, che si tratti di ponti, di rive, o di ogni pietra di Venezia, quello che sostanzialmente manca, e si tratta di un problema nazionale, non veneto, è il concetto di “ordinaria manutenzione”.

In Italia purtroppo, è da anni che lo ribadisco sempre più convintamente, il concetto di ordinaria manutenzione è alieno, si interviene solo quando il monumento di turno cade a pezzi o viene pesantemente vandalizzato, si riasfalta una strada solo quando ci sono buche capaci di inghiottire un pulmino.

Non si capisce che la manutenzione ordinaria non è una spesa inutile, non si tratta di soldi buttati, ma di un investimento, un modo per evitare interventi straordinari ben più costi, senza poi contare anche il danno di immagine per il nostro Paese, che è una meta turistica di prim’ordine e non dovrebbe permettersi di fare certe figure.

Altra questione, e poi chiudo, perché non vorrei essere troppo polemico, cosa che non mi si addice granché. Un mio amico giorni addietro ha pubblicato su Facebook una foto che ha suscitato molto sdegno, misto ad un po’ di incredulità. L’immagine ritraeva un cumulo di rifiuti infilati nella grata di una finestra al piano terra, in pieno centro storico a Venezia, c’erano cartacce, lattine di bibite, ecc… Uno spettacolo indecoroso che spesso si può vedere in varie zone della città. La questione è articolata e complessa, generalmente i veneziani incolpano i turisti e, devo dire, nel 90% dei casi lo fanno a ragione, infatti i Veneziani hanno, come tutti, molti difetti, ma a distinguerli è nella quasi totalità dei casi un grande amore per la loro città, quindi difficilmente la imbrattano.

Tornando alla manutenzione però, vorrei riflettere sul fatto che non basta non sporcare o farlo il meno possibile, bisogna anche pulire, impedire che la lordura dei turisti, o chi per loro, si stratifichi nei mesi o negli anni, così come andrebbe impedito che danni strutturali a pavimentazione, ponti, o altre strutture continuino a peggiorare fino a punti assolutamente critici. Bisogna intervenire per tempo, bisogna assistere Venezia ed amarla giorno per giorno, non solo correre ai ripari quando sta morendo.

Ponti, pietre e “scoasse”ultima modifica: 2011-04-15T08:30:00+02:00da admin
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